Illustri commentatori in queste ore assicurano che la cosa non ha precedenti. Ma tant’è. Nella prossima legge di bilancio ci sarà posto anche per il cinghiale e gli animali selvatici, questo in virtù di un emendamento alla manovra approvato dalla Commissione bilancio della Camera e firmato da Tommaso Foti (Fratelli d’Italia).
L’emendamento introduce gli abbattimenti di fauna selvatica in città e aree protette, per ragioni che hanno a che fare con la sicurezza delle persone e degli utenti della strada. Le carcasse dei cinghiali abbattuti, stando al testo della norma, saranno sottoposte ad analisi igienico sanitarie e, in assenza di pericoli per la salute, verranno poi destinate al consumo alimentare.
La norma, però, consentirà anche l’abbattimento di specie protette dall’Unione europea, in violazione della direttiva Habitat e dell’articolo 9 della Costituzione. E’ quanto sostiene Angelo Bonelli, deputato di Europa Verde, che ha annunciato battaglia in Parlamento sull’approvazione della misura, aggiungendo inoltre di essere al lavoro su un esposto da presentare all’Ue.
Per il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, si tratta invece di un provvedimento necessario, motivato dal fatto che l’Italia si trova letteralmente invasa dai cinghiali, che sono circa 2,3 milioni e rappresentano una minaccia per i centri urbani (con i branchi che non di rado si spingono verso abitazioni, scuole e parchi) e un danno insostenibile per gli agricoltori e gli imprenditori, costretti a fare i conti con campi devastati dal passaggio degli ungulati e, conseguentemente, con i raccolti persi.
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