Nonostante le gravi conseguenze che ha avuto la pandemia nella quotidianità di ognuno di noi, fortunatamente ci sono anche degli aspetti che hanno accelerato dinamiche e processi fisiologici, soprattuto per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico e l’utilizzo di strumenti sul web che permettono di seguire a distanza lezioni di scuola, o di lavorare anche seduti comodamente sul proprio divano di casa.
Ed in questo senso la scuola è riuscita a sviluppare un sistema in grado di poter affrontare la tanto difficoltosa didattica a distanza, durante i vari lockdown, che con l’allentamento della morsa del virus ora sta mettendo a regime i propri servizi, non solo guardando all’attività degli studenti, ma anche per i servizi da garantire a genitori e famiglie.
Non è da meno l’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini” di Luino che, sebbene riscontri in queste settimane problemi in una classe, legati alle assenze di alcuni docenti e alle conseguenti supplenze, da mesi ormai sta portando avanti un lavoro di ammodernamento ed innovazione senza precedenti nella storia recente della scuola, che comprende scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado tra Luino, Dumenza e Maccagno con Pino e Veddasca. Si tratta di oltre 1.200 studenti, in tutti i plessi, con 450 alunni circa che frequentano le “medie”.
Lo scorso anno sono stati messi a regime, e sono ancora in corso di conclusione, due progetti importanti, attraverso i cosiddetti PON (Programma Operativo Nazionale), per un investimento totale di 180mila euro, grazie a fondi europei che hanno permesso alla dirigenza scolastica di mettere in pratica investimenti strutturali e sull’efficientamento tecnologico.
Nel primo caso, “Digital Bord“, 90mila euro circa sono stati impiegati in nove plessi su undici (gli asili di Agra e Dumenza riceveranno fondi tramite un altro progetto legato al PNRR), per integrare nelle classi diversi linguaggi (orale e scritto, iconico, multimediale, ecc.) consentendo di “manipolare” gli oggetti di apprendimento e permettendo di attivare negli studenti tutti canali sensoriali, compresi quelli cinestetici, tramite il touch e la mobilitazione sullo schermo. Grazie a questo lavoro si è riusciti a “mettere in rete” tutte le classi e ad installare la LIM, una lavagna speciale per l’insegnamento, in ogni aula. Nel secondo caso la stessa somma è servita per sviluppare il cablaggio, la rete Wi-Fi e la sicurezza informatica dei vari plessi, che si sono dotati di sistemi utili per organizzare la protezione di tutti i dispositivi utilizzati da docenti e studenti.
«Si tratta di un percorso di rinnovamento voluto fortemente dalla scuola – commenta Milena Paladini, ufficio stampa dell’istituto -. Fondi europei che ci hanno permesso di sviluppare questi progetti, ai quali si aggiungeranno altri interventi che ci permetteranno di guardare sempre più al futuro, alla connettività e alle esigenze della didattica “fluida”, la giusta integrazione tra il libro, strumento principe, e il digitale, che fornisce un aiuto più inclusivo e personalizzato, rendendo l’insegnamento più facile ed un approccio più immediato».
Grazie ai due PON sono in corso di realizzazione diversi laboratori STEM, che sviluppano le discipline scientifico-tecnologiche (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), grazie a strumenti come visori 3D, stampanti 3D, scanner 3D, droni e touch monitor. Queste attrezzature si uniscono ai corsi di aggiornamenti del personale, anche riguardante l’intelligenza artificiale, per rendere gli studenti sempre più preparati sotto il profilo tecnologico. Importante, inoltre, il lavoro sugli “Arredamenti scuola 4.0“, che permette di avere un arredo flessibile in linea alla visione più europea del “Cooperative Learning“, per un cambiamento quasi epocale.
«L’infrastruttura della rete Wi-Fi è stata resa così stabile e sicura ed è di sesta generazione – spiega nel dettaglio il vicepreside Giuseppe Calabrese -; questo significa che si potranno installare dispositivi di ogni genere, che sono di fascia di gamma business. Di questi fondi, circa il 7-8% è servito anche per il rinnovo delle macchine degli uffici, rendendo la rete integrata sia sulla parte didattica che su quella amministrativa. Interessante, a mio avviso, anche il lavoro di coding (programmazione, ndr) con gli alunni. Un lavoro che ha portato ai suoi risulati anche grazie alle nostre risorse interne, i docenti, che hanno ricoperto incarichi come collaudatori e progettisti».
Grande soddisfazione, però, arriva anche dal capitolo PNRR, che ha visto la scuola ricevere 207mila euro per il “Piano Scuola 4.0”. Si tratta di un progetto ancora in fase di studio ed elaborazione, che servirà per investire ancora più su dispositivi, servizi ed attività e anche per formare il personale in campo digitale, dando una prospettiva futura all’insegnamento, sempre più al passo coi tempi.
«Alle linee guida del Ministero dell’Istruzione e a quelle dell’Unione Europea – conclude la dirigente scolastica Galazzetti -, è necessario che ci sia il lavoro di ogni singolo istituto. Noi abbiamo recepito queste indicazioni e crediamo fortemente in questo percorso, da seguire attraverso una nostra vision: è fondamentale sviluppare questi strumenti, guardando al futuro, permettendo così alle nuove generazioni di prepararsi non solo per l’università, ma anche per avere un approccio consapevole al mondo del lavoro. Allo stesso modo è fondamentale rendere le famiglie più dialoganti con la scuola, capendo l’utilità di questi strumenti. Questa è una rivoluzione necessaria, non è posta dall’alto, i ragazzi luinesi devono avere competenze spendibili come i loro coetanei europei».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0