Curiglia con Monteviasco | 3 Agosto 2022

Lettera “a cuore aperto” per Monteviasco: «Vogliamo azioni concrete per tutelare il nostro borgo»

Nella missiva inviata alla nostra redazione un cittadino punta l’attenzione sugli aspetti legati alla manutenzione, alla cura e alla valorizzazione del borgo: «Si sta facendo troppo poco»

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Il borgo di Monteviasco e i suoi due volti: quello di una comunità unita, amata e sostenuta da tante persone che non la lasciano mai sola, ma anche quello caratterizzato dalle difficoltà quotidiane che chi ci vive si trova a dover affrontare, a partire dai 1400 gradini in pietra della mulattiera che rappresenta da ormai quattro anni l’unico collegamento con Curiglia e il resto del territorio.

Da quando, nel novembre del 2018, la funivia è stata bloccata in seguito all’incidente mortale in cui ha perso la vita il manutentore Silvano Dellea, il paese e i suoi residenti hanno vissuto e vivono grazie al supporto continuo dei carabinieri e di realtà come l’associazione Monteviasco Borgo e Natura che si spendono senza sosta per tenerlo in vita nonostante l’isolamento e le tante fatiche, acuite ancora di più dai due anni di pandemia.

Il tutto in attesa della tanto agognata ripartenza dell’impianto, sul quale sono stati eseguiti i necessari lavori di adeguamento, con l’individuazione di un gestore a cui affidarlo. Individuazione che finora non ha avuto l’esito sperato e che è stata anche oggetto di un incontro fra tutte le realtà coinvolte svoltosi nella Prefettura di Varese la scorsa settimana.

Nel frattempo, però, pur con un occhio puntato sulla funivia, gli abitanti di Monteviasco guardano anche alle “piccole cose” come la pulizia, i rifiuti o la manutenzione: un tema toccato diffusamente da un cittadino, Claudio Dellea, che in una “lettera a cuore aperto” inviata alla nostra redazione invoca «azioni concrete per la salvaguardia del nostro amato borgo». Ecco il testo integrale.

Buongiorno a tutti,

con questa che vorrei definire una “lettera a cuore aperto” vorrei portare di nuovo l’attenzione sulla situazione difficile che sta attraversando irreversibilmente Monteviasco.

Io sono uno dei possessori di seconda casa, privilegio ottenuto grazie alle origine montine della mia famiglia. Data la ben nota vicenda della funivia, ormai sono 4 anni che molti come me fanno innumerevoli sacrifici per poter godere di quell’angolo di paradiso. E il mio pensiero va innanzitutto agli anziani che ormai vivono solo del ricordo del loro paese nativo, va soprattutto a persone come Barbara e Roberto che lottano quotidianamente per tenere viva l’unica attività di ristoro rimasta. E poi a tutti i volontari che, nonostante le mille difficoltà, stanno tenendo vivo il paese sopperendo anche, in un certo senso, alle mancanze dell’attuale amministrazione comunale. A tutti loro va il mio più sincero grazie!

Oggi però il mio appello non ha lo scopo di focalizzarsi sull’argomento funivia, su questo sappiamo che ci sono discussioni sovracomunali con dinamiche ben più complesse che coinvolgono altre istituzioni. Se però si parla di altri problemi, qui l’assenza dell’amministrazione comunale non può essere giustificata.

Pensiamo ad esempio alla pulizia ordinaria del paese e al problema immondizia (anche qui rinnovo i ringraziamenti ai volontari). Lodevole il progetto dei container per la differenziata come servizio al turista giornaliero, ben altro è il servizio che va dato a chi invece soggiorna qualche giorno a Monteviasco e ha diritto a ben altro trattamento, considerando anche le importanti imposte che si pagano. Basta vedere le condizioni di degrado che ci sono al ponte di Piero per capire la criticità del problema, e ritengo troppo riduttivo scaricare le responsabilità solo sul gestore del servizio. Stesso discorso per l’impianto di illuminazione del paese che rimane attivo 24 ore al giorno con un ingente spreco di energia.

La sensazione che si percepisce è che forse i nostri “vecchi” tutti i torti non ce li hanno quando dicono che a Curiglia, la nostra frazione sia vista più come un peso che come una grande risorsa da valorizzare. Ma gli introiti di IMU e imposte varie, uniti al copioso numero di turisti attratti dal nostro borgo, dovrebbero avere un riflesso diverso. Sarebbe bello vedere da parte dell’amministrazione le stesse attenzioni rivolte alle varie località come Alpone e Viasco.

Se si parla di rilancio del turismo locale, Monteviasco deve sicuramente avere un ruolo centrale. E questo non lo dice un “montino”, ma è anche  la testimonianza di numerosi visitatori forestieri.

Il mio non vuole essere un attacco gratuito, riconosco l’impegno e gli investimenti anche della Comunità Montana per la manutenzione dei sentieri, sono consapevole della difficoltà che ci sia oggi nell’amministrare un ente locale caratterizzato da un territorio così ampio, va apprezzato l’impegno del sindaco, ma credo che davvero troppo poco si stia facendo per Monteviasco, o forse non c’è davvero la volontà di farlo.

L’anno prossimo ci saranno le elezioni regionali e il nostro presidente Attilio Fontana sono certo sia consapevole che l’alto Varesotto sia sempre stato un importante bacino di voti. Presidente, nei mesi scorsi lei ha già dimostrato la sua attenzione ai nostri disagi, allora le chiediamo un altro sforzo: perché non pensare di utilizzare i fondi del PNNR per sviluppare finalmente il progetto di strada che dai mulini di Piero possa arrivare ai piedi del santuario di Monteviasco? Un progetto sicuramente ambizioso, ma la nostra bellissima regione ha sempre dimostrato che ha le forze e le competenze per raggiungere qualsiasi obiettivo.

Sappiamo anche che il senatore Alfieri è molto sensibile alle problematiche delle nostre valli, non abbiamo la presunzione che Monteviasco possa diventare elemento portante di una campagna elettorale, ma sicuramente ora vogliamo azioni concrete per la salvaguardia del nostro amato borgo. Lo dobbiamo per ripagare il sacrificio dei nostri nonni, ma soprattutto per il futuro dei nostri figli.

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