«Accogliamo con soddisfazione la decisione del Governo svizzero di rinunciare alla richiesta di rimborso delle spese sanitarie sostenute per i ragazzi italiani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. È una scelta di buonsenso e sensibilità, che va nella direzione da noi auspicata e ribadita con fermezza fin dall’inizio di questa vicenda».
È ciò che dichiarano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, commentando la decisione comunicata dal presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«Abbiamo sempre sostenuto – continuano Fontana e Bertolaso – che una tragedia di questa gravità non potesse essere affrontata attraverso una semplice questione di rimborsi e procedure amministrative. Prima ancora che economica, era ed è una questione di responsabilità e di rispetto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie».
«Prendiamo atto con favore che anche le autorità svizzere abbiano riconosciuto l’eccezionalità della situazione e il valore della solidarietà dimostrata dall’Italia. La Lombardia, attraverso il suo sistema sanitario e in particolare Areu, l’ospedale Niguarda e il Policlinico di Milano, ha fatto la propria parte fin dal primo momento, garantendo assistenza e cure senza distinzioni di nazionalità. È questo lo spirito con cui abbiamo affrontato l’emergenza e che riteniamo debba prevalere sempre in circostanze così drammatiche», affermano.
«Ringraziamo il Governo italiano e la presidente Meloni per aver sostenuto con determinazione questa posizione, contribuendo a raggiungere una soluzione che restituisce centralità ai principi di solidarietà e collaborazione tra Paesi. Il nostro pensiero resta rivolto alle vittime, ai ragazzi feriti e alle loro famiglie, ai quali continueremo a garantire tutta la vicinanza e il sostegno possibili», concludono Attilio Fontana e Guido Bertolaso.
Un ringraziamento al Governo svizzero arriva anche dal deputato e sindaco di Luino Andrea Pellicini, che lo estende al capo del dipartimento federale per gli affari esteri Ignazio Cassis, «il cui padre era originario della mia Luino. Questa decisione – commenta – cementa ancora di più il rapporto di fratellanza tra Italia e Svizzera, chiudendo definitivamente le polemiche e le incomprensioni derivanti dall’invio alle famiglie dei ragazzi delle spese di cura».
(Foto d’archivio)
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0