“Che affare fare fatica”. Non c’è ironia dietro lo slogan scelto dal Comune di Luino e dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione, da oltre 20 anni impegnata in provincia di Varese con progetti volti ad affrontare e risolvere le situazioni di fragilità che tengono in ostaggio i giovani, e di recente di scena nella città lacustre per promuovere la cittadinanza attiva e dialogare con le nuove generazioni sui rischi legati alle dipendenze.
Dietro allo slogan c’è invece la proposta che consentirà ad un gruppo di 10 adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, di vivere appieno – e magari per la prima volta – l’esperienza di sentirsi parte di una comunità, e di guadagnarci a margine anche qualcosa da mettere nel portafoglio in vista delle vacanze estive. Come? Attraverso una settimana da volontari – dal 25 al 29 luglio – accanto ad un tutor e ad una figura esperta in lavori che richiedono manualità.
Tra le vie di Luino i ragazzi si occuperanno di piccole manutenzioni, pulizie, decorazioni per portare colore negli angoli più grigi. Da una parte, come detto, c’è l’esperienza del volontariato – sempre positiva e stimolante – dall’altra c’è la possibilità di acquisire consapevolezza rispetto all’importanza del bene comune; di tutelare le cose che appartengono a tutti, anziché trasformarle in una valvola di sfogo per situazioni che poi degenerano in veri e propri atti vandalici, un fenomeno purtroppo ancora piuttosto diffuso nei paesi dell’alto Varesotto, come emerso solo alcuni giorni fa dall’incontro svoltosi proprio a Luino tra il prefetto di Varese e i sindaci della zona.
«Ci stiamo mettendo anima e corpo per cercare di coinvolgere i nostri giovani in attività costruttive, e far nascere in loro quel senso di appartenenza che aiuta a prevenire il disagio, e dunque la propensione al vandalismo – commenta Elena Brocchieri, assessore alle politiche sociali del Comune di Luino – Le attività di questo tipo sono ormai diffuse in tutta Europa, e funzionano: quando i ragazzi si prendono cura, in prima persona, delle aree pubbliche, poi difficilmente tornano sul posto per danneggiarle, visto che decoro e pulizia sono in parte frutto del loro lavoro e dei loro sacrifici».
Questi i presupposti della settimana di volontariato all’insegna della rigenerazione urbana, che ruoterà attorno a semplici – ma preziosi – interventi quali ad esempio il rifacimento di staccionate, la sistemazione di panchine, la rimozione di rifiuti abbandonati, laddove il netturbino non riesce ad arrivare, la realizzazione di disegni e opere di pittura. Il tutto in sicurezza e sotto l’occhio attento degli accompagnatori.
«Sarà un campo estivo un po’ particolare, ma alla fine i ragazzi verranno premiati per il loro contributo, e oltre all’esperienza formativa di cui fare tesoro, riceveranno ognuno un buono da 50 euro, da spendere nei negozi che hanno aderito all’iniziativa – racconta Emanuele Battaggi, coordinatore della cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” per quanto riguarda i progetti di politiche giovanili e di prevenzione per adolescenti – Essere disposti a fare fatica è fondamentale – precisa l’educatore – e molto spesso i giovani, costantemente protetti e coccolati, non arrivano a cogliere questa opportunità».
Proposte di questo genere sono purtroppo rare sul territorio – specifica in conclusione l’educatore – e se si toglie l’animazione in oratorio – una soluzione che non può però soddisfare le esigenze di tutti – e le settimane fuori porta, tra montagna e mare, per chi può permettersele, risulta difficile individuare ulteriori alternative per la fascia d’età adolescenziale. Questa positiva parentesi di volontariato è quindi, in un certo senso, un’eccezione. Che non ha costi e premia la voglia di mettersi in gioco.
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