Si sono conclusi i campi di volontariato degli adolescenti che avevano come slogan “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”, promossi dal Decanato di Luino. Un’esperienza che dal 19 al 29 luglio ha coinvolto una trentina di adolescenti provenienti dalle parrocchie e dalle scuole del Luinese in dieci giorni di lavoro, condivisione e crescita personale.
Ad accompagnare i ragazzi lungo tutto il percorso sono stati don Luca Ciotti, parroco delle Parrocchie della Valtravaglia, gli educatori e i volontari che hanno reso possibile il progetto. Rimane invece ancora in corso il campo di volontariato dedicato ai giovani, attualmente impegnati in Kosovo.
Tre gruppi, tre destinazioni e un unico obiettivo, mettersi a disposizione dell’altro attraverso esperienze concrete di volontariato, imparando che anche il gesto più semplice può lasciare un segno.
Il primo gruppo ha raggiunto Ravenna, dove ha condiviso una settimana insieme a bambini con disabilità della Fondazione Don Guanella. Accanto agli educatori, i ragazzi hanno preso parte ad attività manuali, giochi, momenti in spiaggia e laboratori, contribuendo a regalare ai bambini giornate ricche di sorrisi, amicizia e serenità. Un’esperienza che ha insegnato quanto la relazione autentica possa nascere dalla semplicità e dalla disponibilità verso l’altro.
Il secondo gruppo è partito per Scampia, dove ha vissuto un’intensa esperienza di volontariato insieme a padre Eraldo, della Parrocchia Padre Nostro. Durante la settimana i ragazzi hanno collaborato alle attività educative, ludiche e ricreative organizzate per i bambini del quartiere e dei campi rom di Scampia, sperimentando come creatività, gioco e condivisione possano diventare strumenti capaci di costruire relazioni, regalare sorrisi e lasciare un segno nella vita delle persone incontrate.
Il terzo gruppo ha raggiunto la Val Rendena, ospite della Casa Vite Intrecciate dell’Operazione Mato Grosso. Immersi nella natura, i ragazzi hanno vissuto giornate scandite dalla vita comunitaria, dal servizio, dalla collaborazione e dai momenti di riflessione, imparando a condividere responsabilità, fatiche e gioie e riscoprendo il valore della semplicità e dell’aiuto reciproco.
A rendere ancora più significativa l’iniziativa sono stati gli ultimi tre giorni, durante i quali tutti i partecipanti si sono ritrovati nuovamente a Ravenna. Qui i tre gruppi hanno condiviso racconti, emozioni ed esperienze maturate nelle rispettive realtà di volontariato, riscoprendo come, pur avendo vissuto percorsi diversi, il filo conduttore fosse lo stesso, il desiderio di donare tempo, energie e attenzione agli altri.
Durante il percorso, i ragazzi hanno avuto anche l’occasione di rileggere quanto vissuto alla luce della testimonianza di don Pino Puglisi e del brano del Vangelo proposto durante i momenti di riflessione, comprendendo come il cambiamento possa nascere dai piccoli gesti quotidiani e da chi sceglie di mettersi al servizio degli altri.
Per dieci giorni gli adolescenti hanno sperimentato che il volontariato non significa soltanto aiutare chi è più fragile, ma anche lasciarsi cambiare dall’incontro con le persone, imparando a guardare il mondo con occhi nuovi, a collaborare e a costruire relazioni autentiche.
L’intero progetto è stato raccontato giorno dopo giorno attraverso il profilo Instagram @oltre.ogni.confine, dove fotografie e video hanno documentato le attività, i momenti di servizio e le emozioni vissute dai ragazzi. Un diario condiviso che oggi custodisce il ricordo di un’esperienza capace di lasciare un segno e che continua a testimoniare il messaggio che ha accompagnato l’intero percorso: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”.
Ora non resta che raccontare a tutta la comunità l’esperienza vissuta. L’appuntamento sarà al Teatro di Germignaga nel corso del mese di ottobre.
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