Bisuschio | 6 Aprile 2026

Bisuschio, “La Piccola Brera”: giovani, cultura e creatività per continuare a sognare

L’iniziativa punta a costruire una rete tra Comuni, scuole e adolescenti. Andrea Gosetti: «L’arte apre la mente e offre ai ragazzi una visione diversa del mondo»

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Nella Valceresio nasce “La Piccola Brera”, un progetto che vive di arti e che si rivolge agli adolescenti. Un’iniziativa che vive di sinergie, promossa da “Intrecci Teatrali” insieme all’ISIS Valceresio e ai Comuni di Bisuschio, Induno Olona, Arcisate e Saltrio, gode del prezioso sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Il progetto vive già in alcuni luoghi del territorio, come il Teatro San Giorgio di Bisuschio, dove da tempo vengono organizzati laboratori teatrali, cinematografici e fotografici, o anche Villa Ronchetti, un ambiente di circa 120 metri quadrati dedicato alle attività pomeridiane dopo la scuola. Ma ora si sta evolvendo in qualcosa di più.

Ce lo racconta Andrea Gosetti di Intrecci Teatrali.

«La Piccola Brera è il frutto di un pensiero che portiamo avanti da anni. Attraverso i percorsi teatrali abbiamo sempre cercato di offrire ai ragazzi uno spazio di relazione: un luogo dove incontrarsi, ma soprattutto crescere insieme. A un certo punto ci siamo resi conto che serviva qualcosa di più ampio. Così è nata l’idea di creare un progetto che non fosse solo teatro, ma un luogo dove i ragazzi della valle potessero respirare l’arte in tutte le sue forme».

L’arte, declinata in tante delle sue forme, è stata scelta per offrire ai giovani occasioni di scoperta e crescita personale.

«Non è stata pensata per creare artisti, ma per far capire alle nuove generazioni che esiste ancora la possibilità di sognare. Ci sono persone che hanno trovato la propria identità attraverso l’arte e volevamo che i ragazzi potessero incontrarle, ascoltarle e poi sperimentare in prima persona».

Pittura, teatro, mindfulness fotografia. L’arte può rappresentare uno strumento importante per mettersi in gioco, aprire la mente e avere visioni diverse del mondo.

«Oggi chi vive di arte ha una fortuna: continua a credere che i sogni possano diventare qualcosa di concreto. Dare ai ragazzi questa possibilità significa offrire loro una visione positiva e uno spazio in cui poter esprimere il proprio pensiero».

Un altro elemento centrale del progetto è anche la collaborazione tra realtà diverse del territorio. C’è, infatti, la voglia e la volontà di costruire una rete culturale che coinvolga più Comuni della valle.

«Non deve essere visto come il progetto di un singolo paese, ma come qualcosa che appartiene alla comunità. I ragazzi oggi non vivono più solo il loro comune: si spostano, studiano altrove, costruiscono relazioni più ampie. Anche le iniziative per loro devono avere questa dimensione».

Tra le prime attività avviate c’è stato anche un laboratorio artistico dedicato all’identità personale, che ha coinvolto direttamente gli studenti.

«Abbiamo proposto ai ragazzi di raccontarsi attraverso un quadro. Su una tela bianca dovevano dire chi sono, da dove vengono, cosa sognano. È stato sorprendente: si sono raccontati tantissimo. Attraverso quei lavori si capisce davvero cosa vivono e cosa immaginano per il loro futuro».

Il lavoro realizzato dagli studenti ha portato anche alla realizzazione di una mostra.

«Quando ho visto quello che avevano creato ho detto: dobbiamo farlo vedere. È importante dare ai ragazzi la possibilità di essere visti. Anche se all’inizio si vergognano, il fatto che il loro lavoro venga riconosciuto li valorizza. Significa dire loro: il tuo pensiero esiste».

Alla base del progetto resta la volontà di offrire ai giovani la possibilità di sperimentare e scoprire nuovi linguaggi: «La parola chiave è sperimentare. Il progetto nasce per questo: provare cose nuove senza preconcetti. Se non conosco qualcosa non posso scegliere davvero. Ma se sperimento teatro, musica, pittura o fotografia, allora posso capire cosa mi appartiene».

In parallelo, è prevista l’apertura di uno spazio dedicato unicamente ai ragazzi, dove potranno incontrarsi in libertà e sviluppare nuove attività culturali. Sarà in zona Villa Cicogna a Bisuschio, si tratta di un posto di 120  metri quadrati. Si preannuncia un posto in cui possono nascere relazioni di fiducia e accoglienza.

«Abbiamo capito che l’arte aggrega. Per questo stiamo lavorando anche all’apertura di uno spazio che sia completamente a disposizione dei ragazzi. Un luogo dove possano essere se stessi senza sentirsi giudicati».

“La Piccola Brera” mette in dialogo anche diverse discipline, in particolare attraverso la metodologia Philosophy for Children, dove sono arte e filosofia a dialogare. L’obiettivo è favorire il confronto tra giovani e adulti e stimolare la riflessione su temi legati alla vita quotidiana. In relazione a questo, ad aprile è previsto Philosophy for Teen, un evento che avrà al centro la volontà di costruire un pensiero democratico, in collaborazione con ilConsultorio Famigliare La Casa di Varese

“La Piccola Brera” si propone come un progetto di apertura e ascolto, che guarda al futuro con fiducia e possibilità.

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