Caravate | 19 Aprile 2022

Passionisti di Caravate, la Pasqua insieme e il gusto di ritrovarsi

La Casa di Esercizi Spirituali ha riaperto le sue porte in occasione delle ultime celebrazioni, scandite da letture, preghiere e momenti di canto

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(A cura di Patrizia Gusmeroli) Dopo la forzata pausa dovuta alla pandemia, in cui abbiamo sentito fortemente la mancanza di una ritualità condivisa in uno spazio sacro, quest’anno la Casa di Esercizi Spirituali dei Padri Passionisti di Caravate si è aperta alla celebrazione dei riti Pasquali. Lo stare in presenza gli uni degli altri ci ha fatto riassaporare la bellezza dell’unità del nostro essere Famiglia Passionista.

La giornata del Venerdì Santo è iniziata con la “Lectio divina”, alla presenza di un folto gruppo di scout, ospiti del Convento, dono di speranza, e di un gruppetto di adulti. Padre Marcello ha proposto analisi e commento del brano di Giovanni 12: “Maria, la donna dall’olio profumato”.

Nel pomeriggio, alle 15, abbiamo celebrato la Passione del Signore. L’azione liturgica era dominata dalla croce, manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia. La croce ha dato spazio alla preghiera silenziosa e alla contemplazione. Il rito, scandito in tre momenti – liturgia della Parola, venerazione della croce e Comunione – ha avuto come scopo di far penetrare più profondamente nella meditazione e nella partecipazione del mistero pasquale.

Immedesimati nella Passione di Cristo, ci sono venute alla mente le parole di S. Paolo della Croce, il fondatore della Congregazione Passionista: “Coloro che patiscono travagli, infermità, persecuzioni, disprezzi per amore di Dio, aiutano Gesù Cristo a portare la croce e saranno partecipi della sua gloria in cielo se persevereranno”.

La sera, nel suggestivo parco del convento si è svolta la Via Crucis: preghiera che ha accumunato veramente i numerosi partecipanti, incamminati lungo la strada delle stazioni della “ Via Dolorosa”, riuniti sotto una grande Croce illuminata. E’ stato un sentire emozionante di rinascita interiore, che è andato al cuore.

Abbiamo apprezzato particolarmente la presenza dei giovani novizi e degli scout; abbiamo ammirato la grande collaborazione che certamente ha richiesto l’impianto dei microfoni; si sentivano molto bene ovunque le voci, le musiche e i canti (molto suggestivi), guidati dal coro della Parrocchia di Caravate e supportati dalle voci di alcuni scout.

Ogni stazione era illuminata… chi seguiva rischiarava il percorso con le torce… chi camminava con difficoltà era aiutato da amici generosi. Davvero ci si è sentiti uniti. Non è sufficiente dire che questa Via Crucis ci ha commosso: piuttosto è scesa nella profondità del nostro DNA, lasciando un segno indelebile.Alla presenza del parroco di Caravate, don Loris Flaccadori, è stata condotta da Padre Marcello e dai giovani boy scout, che leggevano i commenti alle stazioni.

Meravigliose e contagiose le loro riflessioni: voci giovani, dense di significato, che ci hanno donato speranza, freschezza gioiosa. Ci hanno ricordato il cammino di Gesù sulla via dolorosa, attualizzato in parallelo sia con le sofferenze dell’umanità scossa dalla pandemia e straziata dalla guerra, sia con il nostro vivere quotidiano, che spesso ci culla in falsi idoli che ci addormentano la coscienza. E’ stato un farci percepire che Gesù ci è vicino, che cammina fianco a fianco alle nostre sofferenze (peccato che non ci si potesse tenere per mano!), nella certezza che lontani da Lui non c’è speranza, non c’è via, non c’è verità…

Non ci aspettavamo un’impostazione così autentica, così attuale! Per la prima volta il sacrificio di Gesù ci è sembrato vero, concreto, presente. Lungo il viottolo sassoso ci siamo sentiti accolti, amati, redenti, insieme ai nostri amici e compagni di viaggio. Noi: molecole nel corpo vivo della Chiesa di Cristo!La miglior preparazione alla Pasqua! Pasqua che deve segnare la ripresa spirituale di ciascuno di noi perché lontani dal Signore ci sono solo le tenebre: partecipare alla passione di Cristo deve essere accadimento di ogni momento del nostro vivere perché solo così avremo benevolenza e misericordia : “Guardate a Lui e sarete raggianti!” (Salmo 33).

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