Caravate | 9 Ottobre 2021

Congresso teologico internazionale, a partecipare anche la Famiglia Passionista di Caravate

Il titolo del congresso era: “La Sapienza della croce in un mondo plurale”. Più di un centinaio di studiosi si sono avvicendati ai microfoni

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(a cura di Alessandra Torretta – Famiglia Passionista Caravate) Anche membri della Famiglia Passionista di Caravate hanno partecipato al “IV Congresso teologico internazionale”, organizzato dalla Congregazione dei Padri Passionisti nell’ambito del loro Giubileo, che ricorda i trecento anni della nascita della Congregazione della Passione.

Era dal 1994 che non si dava vita ad un congresso simile: sono stati quattro giorni intensi, durante i quali Roma e la Pontificia Università Lateranense hanno fatto da sfondo all’ evento. Il titolo del congresso era: “La Sapienza della croce in un mondo plurale”. Più di un centinaio di studiosi si sono avvicendati ai microfoni dell’aula magna e all’interno delle varie sezioni linguistiche.

Davvero un pluralismo ben rappresentato. Per chi a causa del Covid-19 non ha potuto partecipare in presenza, è stato approntato un collegamento in streaming, completo di traduzione, con gli interpreti che hanno permesso di comprendere le relazioni provenienti da ogni parte del mondo.

Non sono mancati momenti culturali con mostre fotografiche e mostre d’arte attinenti al tema. E’ stato scomodato pure mons. Frisina, che ha eseguito un concerto di musiche della Passione presso la Basilica dei santi Giovanni e Paolo al Celio, chiesa curata dai Padri Passionisti. Anche la S. Messa, che ha chiuso il congresso, ha visto la partecipazione di mons. Frisina, che ha animato la liturgia con una parte del coro della Diocesi di Roma.

Le relazioni, che hanno accompagnato questo evento, hanno allargato la prospettiva dei singoli partecipanti al congresso. I vari punti di vista e i vari aspetti che sono stati trattati ogni giorno, nel rispetto del pluralismo, avevano al centro un unico punto fermo: il Crocifisso, rappresentato in quell’aula magna da un Crocifisso trasportabile, che i primi Padri Passionisti portavano durante le missioni e utilizzavano come interlocutore durante le predicazioni.

Un punto fermo, che ha dato lo spunto a ogni partecipante per poter guardare la realtà circostante dal punto di vista del Cristo Crocifisso e allargare lo sguardo su tutti i crocifissi della terra per lasciarsi attirare nuovamente e continuamente da Lui. E’ stato interessante e arricchente poter ascoltare voci da ogni parte del mondo, voci di culture e di carismi diversi, ma che tutte convergevano poi in quella Croce ben piantata e radicata nella fede di tutti.

Un grande esempio di rispetto e apertura mentale, che in questo periodo non è facile vivere con quella serenità e autenticità che si è respirata all’interno di questo evento. E allora grazie a padre Fernando Taccone, a padre Ciro Benedettini e a tutti coloro che insieme a loro hanno messo in piedi questo incredibile congresso teologico internazionale, in un periodo complicato come questo, e grazie a san Paolo della Croce, che ci ha spinto a partecipare a questo incontro multietnico e plurilingue.

E ora lasciamo che questo Crocifisso continui a parlarci e a suggerirci come affrontare le nuove sfide che il mondo trasformato e in continua evoluzione ci pone di fronte. Grazie a ogni singola persona che ha partecipato a questo evento perchè il pluralismo parte davvero dal singolo, senza paura.

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