(a cura di Cesi Colli e Matteo Caraglio) “C’è una lunga lunga traccia…” che si perde nel cielo, che scavalca il tempo e approda all’eterno: sono le parole di un canto scout, che ben rappresentano la spiritualità del cammino di uno scout.
Cammino che per un gruppo di scout di Buguggiate e di Somma Lombardo, due paesi del Varesotto, ha avuto una tappa fondamentale presso la “Casa di Esercizi Spirituali” dei Padri Passionisti di Caravate, felice di ospitare questi ragazzi dai sedici ai venti anni, più alcuni dei loro capi, per approfondire la loro fede attraverso l’esperienza di una route stanziale.
La parola “route” è fondamentale per uno scout e resterà un simbolo ben radicato anche nella loro vita futura perché li ha aiutati ad apprendere uno stile di vita particolare: la capacità di essere autonomi, di raggiungere una meta, segno dell’incontro profondo con l’altro e della scoperta di sé. La scommessa, se vinta, di una strada verso la felicità.
Nella Casa di Esercizi di Caravate si è verificato un reciproco scambio di doni che ha lasciato entusiasti tanto gli scout quanto i Padri Passionisti, che hanno incontrato giovani aperti all’incontro con Dio, di cui riconoscono i segni della sua presenza nella loro vita personale, nel volto dei fratelli e nella bellezza del creato. Questi giovani in ricerca e con molte domande hanno dimostrato un grande spirito di fraternità, di accoglienza e di amicizia vissuta nella gioia e non si sono risparmiati nel mettersi a servizio, conducendo in particolare la Via Crucis nel parco del santuario della Madonna del Sasso con l’aiuto di Padre Marcello Finazzi e proclamando le numerose letture liturgiche della Veglia del Sabato Santo nella chiesa parrocchiale di Caravate.
Lo scout fa della propria vita un servizio, un dono per gli altri: la preziosità della propria esistenza diventa fonte di felicità per il prossimo perché per lui la vita è un dono del Signore, posto dentro un altro grande dono che è quello della creazione, da spendere nel servizio a Dio e nel servizio all’uomo. Forse ancora di più nel servizio al prossimo come servizio a Dio.
I ragazzi scout hanno avuto inoltre la possibilità di ascoltare le meditazioni di Padre Marcello perché sanno che la Parola di Dio è la sola capace di illuminare e permeare la loro esistenza: esperienza scout ed esperienza di fede, dunque, ascolto della Parola e incontro con la vita perché il Signore Gesù, anche oggi, nell’era di internet e dei computer, rimane la prospettiva più interessante per la propria vita e il modo più ricco in cui è possibile giocarla.
Momento focale è stato il racconto della conversione del diacono passionista Davide Costalunga e della chiamata dei quattro novizi passionisti perché l’educazione alla fede parte anche dalle esperienza di vita altrui e dalla capacità di leggere dentro i racconti di vita. Tutte le testimonianze hanno riscosso un vivo interesse e acceso numerose domande, in modo particolare quella di Davide: storia di coraggio e di stupore per il ribaltamento che il Signore ha operato nella sua esistenza, che non ha mancato di suscitare qualche lacrima di commozione e che ha spinto i ragazzi a confidarsi e ad aprire i loro cuori nel sacramento della riconciliazione: momento che rivela un profondo desiderio di verità su se stessi e la ricerca di un ascolto che, partendo da quanto stavano vivendo, è diventato aiuto per riconoscere, interpretare e scegliere.
Scout e novizi passionisti hanno mangiato insieme la sera del Venerdì Santo, con grande letizia di tutti: giovani ragazzi, uno accanto all’altro che idealmente si erano presi per mano per incontrarsi, conoscersi e condividere qualcosa della loro vita. I padri sono rimasti stupiti della grande maturità di questi giovani.
Le immagini di questa esperienza che forse rimarranno più vivide nei cuori di questi ragazzi saranno la Via Crucis per la pace celebrata nel parco del santuario al chiaro di luna e la condivisione delle riflessioni e testimonianze fatte intorno al fuoco la notte del Venerdì Santo. Uno dei momenti più preziosi nella vita di uno scout, infatti, è quello serale del cerchio attorno al fuoco. Scende la notte, scende la quiete dei cuori: il buio ravvivato dalla fiamma e il silenzio profondo fanno sentire tutti fratelli, che desiderano condividere i pensieri più intimi della loro anima. In particolare, le voci che celebravano la Memoria della Passione di Gesù, insieme alle faville, sembravano voler arrivare ancora più in alto…
Questa esperienza ci ha lasciato la certezza che questi semi di impegno, di condivisione e di fratellanza diventeranno fecondi, aprendo una prospettiva grande per questi ragazzi e per la chiesa nel mondo di oggi. Non è importante tanto cosa fare, ma essere.
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