Luino | 18 Marzo 2022

Luino, ad aprile al via i lavori per la nuova caserma dei vigili del fuoco

La visita del senatore Alfieri e del consigliere Astuti è stata l’occasione per annunciare l’avvio dell’opera. In arrivo entro fine anno anche il mezzo bimodale

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Continua con una tappa anche a Luino il “tour di ascolto” del senatore Alessandro Alfieri e del consigliere regionale Samuele Astuti nell’alto Varesotto.

I due esponenti del Partito Democratico, che stanno visitando diverse zone del territorio per raccogliere, dalla viva voce degli amministratori e delle realtà locali, quali sono le criticità tuttora presenti o acuite da questi ultimi due anni di pandemia, hanno toccato, nella cittadina lacustre, l’annoso tema della realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco.

Un progetto che aveva iniziato a muovere i primi passi già nel 2014 e per il quale, nel maggio del 2020, era stato annunciato il via ai lavori per costruire la nuova struttura in un’area messa a disposizione dal Comune, adiacente alla sede della Comunità Montana Valli del Verbano di via Asmara, a Voldomino.

Con il via libera già ottenuto dal Ministero dell’Interno, l’intenzione, ora, è quella di accelerare il più possibile andando a ultimare le verifiche necessarie entro aprile – mese in cui è previsto l’avvio del disboscamento dell’area interessata, da 4500 metri quadri – per poi passare allo sviluppo delle procedure preliminari e all’individuazione del progettista.

Inizialmente lo stanziamento di fondi da parte del Ministero dell’Interno ammontava a 2 milioni di euro – somme tuttora a disposizione, come specificato da Alfieri – anche se adesso l’obiettivo, ha affermato il geometra del Comune Gianluca Giorgetti, è quello di individuare quale sarà il costo reale del progetto rispetto a questo primo finanziamento, che potrebbe salire intorno ai 3 milioni/3 milioni e mezzo di euro.

«È un’opera che dobbiamo seguire con attenzione – ha commentato il senatore – la ministra Lamorgese ne è informata, perché questo comando è importante per questo territorio difficile e fragile. Avere qui un presidio che possa crescere è fondamentale. L’amministrazione ha spinto per far ripartire il progetto avviato da tempo, noi da Roma facciamo la nostra parte per rendere il lavoro, che già viene portato avanti bene, più semplice», ha aggiunto l’esponente dem, chiarendo che si potrà dare il via alla messa in opera non appena verranno individuate le ditte che se ne occuperanno.

La nuova struttura – che sarà senz’altro più sicura in particolare dal punto di vista del rischio esondazioni, dato che la posizione di quella attuale, accanto all’alveo del Tresa, può rivelarsi critica come avvenuto nel 2019 – sarà idonea per la zona, ha confermato il sindaco di Luino Enrico Bianchi, con una «specificità importante soprattutto dal punto di vista lacuale». Ciò che potrà essere altresì importante, ha chiosato il primo cittadino, sarà la formazione di personale in tal senso, attraverso dei corsi. Personale in più che possa contribuire a risolvere i problemi di organico attualmente presenti.

«La zona del Luinese, tra lago e Svizzera, è abbastanza isolata. Spesso il mezzo di supporto deve arrivare da Varese», ha riconosciuto il comandante provinciale dei vigili del fuoco Antonio Albanese, concordando sulla necessità di aumentare il numero di uomini a disposizione: «Un potenziamento non sarebbe affatto male».

E oltre alla tanto agognata realizzazione della nuova caserma, anche il nodo legato all’acquisto di un mezzo bimodale da utilizzare sulla linea Luino-Gallarate per il servizio di antincendio e soccorso sta per sciogliersi: il mezzo – per il quale Regione Lombardia nel 2019 aveva approvato lo stanziamento di un milione di euro a RFI (dopo un primo emendamento presentato nel 2017 al bilancio regionale) – è in dirittura di arrivo e dovrebbe essere finalmente disponibile entro la fine di quest’anno.

Per questo, come ha sottolineato il senatore Alfieri, la Regione ha deciso di investire nonostante RFI fornisca mezzi bimodali nelle zone in cui sono presenti gallerie lunghe oltre 5 chilometri, mentre fra Castelveccana e Laveno vi sono 4 chilometri di linea che corrono all’interno di gallerie e, considerando anche la presenza di tratti in “trincea”, raggiungere alcuni punti della direttrice può essere un problema.

Come ha evidenziato in conclusione il comandante Albanese, una decina di giorni fa si è tenuta una riunione con i tecnici di Regione e di Ferrovienord e il relativo bando sta per essere aperto, sebbene vi siano ancora alcuni dettagli da limare sull’effettiva struttura del mezzo.

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