Hanno dato esito negativo gli accertamenti compiuti in laboratorio su 94 campioni prelevati dalle carcasse di cinghiali rinvenute nei boschi dei territori, tra Liguria e Piemonte, dove è stata accertata la presenza della peste suina africana.
A quasi un mese dai primi segnali di allarme, che hanno poi portato all’istituzione di zone rosse in ben 114 comuni tra le due regioni, restano 27 i casi accertati: 14 in Piemonte e 13 in Liguria.
Mentre proseguono i rilievi per mappare la diffusione del virus – innocuo per l’uomo, letale per i cinghiali e i suini d’allevamento – cresce la preoccupazione tra gli imprenditori e i produttori del settore, ostaggio di una situazione tutta in divenire ma allo stesso tempo già penalizzati dal modo in cui il mercato ha reagito all’istituzione delle già citate zone rosse (entro i cui confini, oltre alla sospensione di qualsiasi attività venatoria, vige il divieto per gli allevatori e i produttori del posto di portare all’esterno i propri prodotti).
Dal fronte piemontese, quello più vicino all’alto Varesotto, è emerso un primo calo dei prezzi di circa il 10%, e c’è chi teme che si arrivi alla non commercializzazione dei prodotti nei comuni più esposti.
“Si tratta di un momento particolarmente difficile perché questa crisi si somma ai rincari fino al 50% delle materie prime e dell’energia, e soprattutto arriva dopo due anni di difficoltà collegate alla pandemia, con drastici cali nei consumi per le chiusure che hanno dovuto affrontare gli esercenti – ha spiegato attraverso le pagine di vconews Enzo Tassone, allevatore suinicolo e vicepresidente del Mercato Ingrosso Agroalimentare -. Gli allevatori faticano a far quadrare i conti e dal punto di vista dei macelli siamo davanti a vere e proprie speculazioni molto gravi, con attività che lasciano indietro i carichi piemontesi ormai da una decina di giorni”.
Per approfondire:
– Peste suina africana, arriva il commissario
– Peste suina, Coldiretti: “Bene ordinanza ‘salva-stalle’. Garantire a imprese di lavorare in sicurezza”
– Alto Varesotto, “Più attenzione a quello che succede nel bosco”. Preoccupa la peste suina africana
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