Luino | 24 Ottobre 2021

Mesenzana, “Ti do 30 secondi per uscire di casa”. 28enne a processo per lite in famiglia: assolto

Il ragazzo era accusato di lesioni e minacce ai danni della ex del padre, finita a terra dopo un parapiglia tra donne. L'accusa: "Caduta accidentale"

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“Ti do trenta secondi per uscire di casa, ti spacco la macchina”, disse un ventottenne luinese alla fidanzata del padre, al culmine di un litigio iniziato tra le mura domestiche. Fu l’atto conclusivo di un periodo segnato da rapporti poco amichevoli che riguardavano anche la figlia della donna e la fidanzata del giovane.

“Non si andava d’accordo e a volte si arrivava agli insulti”, ha spiegato il ragazzo presso il Giudice di pace di Luino nel corso del processo a suo carico per minacce e lesioni. E quella sera – era l’aprile del 2019 – le cose andarono oltre.

“Stavo preparando la cena per mio figlio e per la sua ragazza – ha ricordato in aula il padre del ventottenne -. Lei (la donna che all’epoca era la compagna dell’uomo e che ha preso parte da persona offesa al procedimento, ndr) si è rivolta alla fidanzata di mio figlio per parlare, ma a un certo punto l’ha presa per i capelli. Io mi sono messo in mezzo per dividerle e la mia ex compagna nel parapiglia è finita a terra”.

Aveva le ciabatte ed è scivolata: questa la versione di padre e figlio. “La signora è stata spinta dall’imputato, in preda ad uno stato d’ira”, ha affermato invece l’avvocato Lucio Maria Basaglia, difensore di parte civile, riferendosi ad un file audio registrato dalla sua assistita la sera dell’episodio, poco prima di finire a terra. Un file riprodotto in aula come elemento a sostegno della colpevolezza del ragazzo, “scattato dopo che la ex compagna del padre aveva prospettato conseguenze legali per le offese ricevute”, ha aggiunto l’avvocato Basaglia nel chiedere la condanna del 28enne.

Per il pubblico ministero Marco Brunoldi, quella caduta fu accidentale, non attribuibile al giovane, che ha ammesso da sé le frasi minacciose, pronunciate – stando a quanto dichiarato dello stesso ventottenne – al solo scopo di far allontanare la donna dall’abitazione. “La minaccia ad ogni modo c’è stata”, ha evidenziato in conclusione il pm, chiedendo la condanna a 200 euro di multa e l’assoluzione per il reato di lesioni.

“L’audio ricostruisce un solo frangente di quell’episodio, non quello che è successo prima e in seguito ai fatti. La persona offesa ha scelto di non dire tutta la verità, documentata però dai carabinieri intervenuti dopo il litigio, i quali videro la ragazza dell’imputato particolarmente scossa, e da un referto del pronto soccorso riguardante la giovane e attestante le contusioni subite, per un totale di dieci giorni di prognosi”. Questa la tesi sostenuta dal legale della difesa, l’avvocato Luca Carignola, che ha poi aggiunto: “L’imputato è stato onesto durante l’esame, e quella sera non fu violento dopo quelle parole, pronunciate mentre era in casa, davanti agli altri, con l’intento di far cessare la lite”.

Il giudice Davide Alvigini ha assolto il ventottenne per entrambi i capi d’imputazione.

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