La carenza di giudici onorari e di personale amministrativo, l’inadeguatezza delle strutture, l’imminente aumento delle competenze. Sono i tre punti della crisi che interessa gli uffici del Giudice di Pace e che, sottolinea l’Unione Lombarda degli Ordini Forensi (ULOF), è una emergenza a livello nazionale.
«Nonostante i numerosi richiami e le richieste di intervento da parte dell’Avvocatura, che si sono susseguite a tutti i livelli e in ogni ambito territoriale nel corso dell’ultimo anno, la totale assenza di adeguate risposte da parte delle istituzioni e della politica sta relegando la giustizia di pace ad una condizione di insostenibile criticità», afferma l’Unione in un comunicata stampa.
Una nota condivisa dall’Ordine degli Avvocati di Varese, che entra nel merito della situazione dei due uffici del giudice di pace presenti sul territorio: la sede di Luino e quella di Varese. A Varese sono in servizio 4 giudici onorari di pace (GOP) più due supplenti su una pianta organica di undici. A Luino i GOP supplenti sono due su una pianta organica di due giudici onorari. Ma la carenza riguarda anche le altre figure fondamentali per il corretto funzionamento dell’ufficio: a Varese è presente un cancelliere su tre previsti, e sono presenti due assistenti su quattro. Manca la figura dell’ausiliario e l’unico funzionario in servizio è presente solo tre giorni alla settimana. A Luino le posizioni dei due funzionari previste dall’organico sono coperte da due supplenti.
«Le gravi carenze evidenziate richiedono un immediato intervento volto a potenziare le risorse per garantire il regolare svolgimento dell’attività – fa sapere l’avvocato Carlo Battipede, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese – La situazione attuale rischia infatti di compromettere ulteriormente l’efficacia del servizio, con possibili ulteriori ritardi».
A preoccupare è anche l’entrata in vigore dell’aumento di competenze del Giudice di Pace, un provvedimento previsto dalla riforma Cartabia. «A partire dal 31 ottobre 2025 – spiega l’ULOF – il limite di competenza per le cause civili verrà triplicato per le liti su beni mobili (da 10.000 euro a 30.000 euro) e raddoppiato per i danni da circolazione stradale (da 25.000 euro a 50.000 euro)», senza dimenticare che «si accumulano i ritardi, anche di un anno, nell’emissione di decreti ingiuntivi, di quattro o cinque anni nella fissazione delle udienze», e che ciò impedisce ai cittadini «di ottenere risposte in tempi accettabili, e agli avvocati di operare in condizioni adeguate».
Sull’entrata in vigore dell’aumento delle competenze, Ulof auspica infine il ricorso a una proroga, «almeno fino a quando gli uffici non saranno potenziati con dotazioni di personale e risorse sufficienti a sostenere il nuovo carico di lavoro che da tale aumento di competenza deriverà».
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