Il matrimonio era finito ma la gelosia era rimasta. Sentimenti malsani orientavano già da tempo le azioni di un luinese di sessantasette anni quando, in un giorno d’estate di tre anni fa, lo stesso decise di affrontare a muso duro l’ex moglie e il compagno mentre passeggiavano per strada.
Per quei fatti l’uomo è finito a processo davanti al giudice di pace di Luino, con l’accusa di tentate lesioni e minacce. Aveva rifiutato la fine della relazione e considerava la donna – quarantasettenne, originaria di Santa Domingo e a sua volta residente a Luino – una cosa di sua proprietà.
“Non ti voglio vedere con nessuno, ti ammazzo. Vieni a casa che ti ammazzo”, urlò quel giorno dopo essere piombato come una furia davanti alla ex e al suo nuovo compagno. Subito dopo cercò di aggredire la donna ma si trovò davanti il fidanzato di lei che dopo aver incassato un pugno riuscì a portarla via.
Di episodi del genere ce ne sono stati altri, anche nel recente passato, ha spiegato la quarantasettenne – difesa dall’avvocato Andrea Pellicini – nel corso del dibattimento, riferendosi tra le altre cose ad un procedimento per atti persecutori in corso presso il tribunale di Varese. Il giudice Davide Alvigini ha condannato l’uomo al pagamento di una multa di 800 euro e delle spese processuali, accogliendo la richiesta del pm Nicola Ranzoni che aveva sottolineato la responsabilità penale del sessantasettenne, il quale agì spinto “dalla gelosia e dalla possessività”.
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