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Lago Maggiore | 7 Luglio 2021

Goletta dei Laghi, a Luino e Laveno acque fortemente inquinate. Male anche Germignaga

Legambiente: “Presenti criticità e qualche nota positiva. Speriamo sia il segnale che con azioni corrette è possibile raggiungere obiettivi di buona qualità"

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Sono stati sei i punti monitorati quest’anno dalla Goletta sulle sponde lombarde del Lago Maggiore e sottoposti ad analisi microbiologiche. Di questi quattro sono risultati fuori dai limiti di legge e più precisamente due sono stati giudicati come “fortemente inquinati” (Luino e Laveno Mombello) e altri due come “inquinati” (Germignaga e Brebbia). Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

È questa in sintesi la fotografia scattata nella seconda tappa lombarda lungo le sponde dei due laghi da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani.

A parlarne, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane a Varese presso i giardini estensi davanti Villa Mirabello, Valentina Minazzi Presidente Legambiente Varese e vice Presidente Legambiente Lombardia, Elisa Scocchera Portavoce Goletta dei Laghi di Legambiente, Crhistian Aletti Legambiente Verese e tecnico volontario per Goletta. Presenti anche Paolo Mazzucchelli Presidente ALFA Srl e Dino De Simone Assessore Ambiente Comune di Varese.

“Le situazioni più preoccupanti sono i centri abitati di Luino e Laveno, che presentano criticità anche oltre quelle che riusciamo a cogliere con la nostra fotografia annuale e che ci auguriamo possano essere al più presto avviati ad una soluzione – dichiara Valentina Minazzi, vice Presidente Legambiente Lombardia -. Ci piace sottolineare però anche la nota positiva: per la prima volta dopo 10 anni il torrente Acqua Negra è risultato entro i limiti,  speriamo che questo non sia un caso fortuito ma che rappresenti il segnale che se vengono messe in campo azioni corrette è possibile raggiungere in fretta gli obbiettivi di buona qualità di tutte le nostre acque”.

“Il motto che sta accompagnando le Golette quest’anno è ‘Non ci fermeremo mai’: la nostra missione contro illegalità, cementificazione, mala depurazione e inquinamento non consente infatti arretramenti di sorta di fronte alle reiterate aggressioni eco-criminali al nostro patrimonio, all’inerzia delle istituzioni – spiega Elisa Scocchera portavoce di Goletta dei Laghi -. Alla base del nostro viaggio c’è una formula già sperimentata la scorsa estate che si è rivelata valore aggiunto delle nostre campagne: il coinvolgimento di centinaia di volontarie e volontari che anche nel 2021 sono impegnati in prima persona nel campionamento delle acque sui territori. Una grandissima operazione di citizen science che difficilmente trova eguali per capillarità ed estensione”.

Prima della conferenza stampa Goletta ha incontrato i camminatori della via Francisca del Lucomagno. La 16esima edizione di Goletta dei Laghi ha ripreso il largo dopo l’edizione inedita dell’anno scorso dovuta alla pandemia. Partner principali della campagna, anche per il 2021, sono il CONOU, Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, che grazie alla raccolta e rigenerazione di un rifiuto pericoloso ha consentito all’Italia di diventare una realtà di eccellenza in Europa nel settore dell’economia circolare, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner il mensile di Legambiente, la Nuova Ecologia.

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL LAGO MAGGIORE

È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri laghi, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi, rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri. Il monitoraggio delle acque in questi due laghi lombardi è stato eseguito lo scorso 28 giugno.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Sul Lago Maggiore il giudizio di “fortemente inquinato” è stato assegnato al prelievo effettuato presso lo scarico sotto la terrazza di Piazza Garibaldi, a Luino centro, e al prelievo presso la foce del torrente Boesio, a Laveno, località Gaggetto, oltre i limiti da oltre 10 anni. Il giudizio di “inquinato”  è stato assegnato al prelievo effettuato presso il canale della spiaggia del lido comunale di Germignaga, e alla foce del torrente Bardello a Brebbia, oltre i limiti per il quinto anno consecutivo. Entro i limiti i punti alla foce del torrente Acqua Negra, per la prima volta dopo 10 anni e Ispra e il nuovo campionamento effettuato presso la foce del torrente Lenza, a Sesto Calende. Tutti i punti monitorati si trovano nella provincia di Varese.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale.

L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.

“La salvaguardia dell’ambiente è la mission del Consorzio, modello europeo di Economia Circolare – spiega Alessia Merlo, Responsabile CONOU Coordinamento area nord-est -. In oltre 37 anni di attività, sono state raccolte più di 6 milioni di tonnellate di olio minerale usato, evitando la sua dispersione nel suolo e nelle acque. L’ olio raccolto è stato rigenerato per il 98% e riportato a nuova vita. Il nostro paese, grazie all’ impegno costante del CONOU sul territorio nazionale,  risparmia ogni anno, 34 milioni di mc di acqua, 78000 ton di CO2 in atmosfera, consumo di suolo oltre alle importazioni di prodotti petroliferi” .

Goletta dei Laghi sarà anche l’occasione per tornare sul tema delle microplastiche nelle acque interne. In particolare, i  laghi Garda, Trasimeno e Bracciano saranno al centro del progetto  Life Blue Lakes che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni.

Qui la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi

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