(Dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato“. A cura di Renzo Fazio) Non credo si scandalizzi nessuno se il post odierno lo intitolo il Sacro e il Profano: basta un colpo d’occhio e in un attimo si può capire perché. Eppure erano entrambe le preoccupazioni, o meglio, gli interessi di un’anziana donna germignaghese, custoditi fianco a fianco nella propria borsa.
Da un lato l’elegante mastrino in similpelle nera con artistica retro copertina: all’interno i molti fogli in cui minuziosamente venivano annotate le somme, suddivise fra “dare” e “avere”, corredate dai nominativi dei creditori o dei debitori e indubbiamente da tenere sotto controllo periodicamente.
A fianco del mastrino invece uno dei libretti tascabili molto in uso a quei tempi, in cui ad ogni pagina poter trovare le orazioni per ogni giorno dell’anno o per le penitenze assegnate dal confessore, i dieci comandamenti e le virtù teologali, i salmi o i canti da intonare in occasione delle varie funzioni e mille altre cose ancora. Insomma, un vero e proprio “prontuario” sempre a disposizione, utile per soddisfare la propria tranquillità spirituale.
E se tutto questo poteva non bastare, fra una pagina e l’altra del testo stampato, decine di “santini” con i più importanti rappresentanti della folta schiera dei Santi della liturgia cristiana ma anche parecchi foglietti scritti con una calligrafia minuta e precisa, fra cui non poteva passare inosservata una: “preghiera per ottenere qualunque grazia”! Funzionava sempre? Chissà…
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