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Luino | 24 Marzo 2021

Luino, “Insegniamo ai ragazzi e alle ragazze che i cambiamenti non devono fare paura”

Una lunga lettera quella inviata dall'assessore all'Istruzione, nonché vicesindaca di Luino, Antonella Sonnessa, che analizza e riflette sulle conseguenze della Dad

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La chiusura delle scuole, imposta dall’entrata in vigore delle disposizioni per evitare la diffusione e il contagio del Covid-19, ha causato grandi disagi a migliaia e migliaia di famiglie.

Anche nel Luinese, oltre alla partecipazione di numerose famiglie alla manifestazione di domenica a Varese, parecchie sono le iniziative messe in atto da genitori e figli per far sentire la loro voce contro la chiusura degli istituti di ogni ordine e grado, posizionando davanti le scuole striscioni, disegni e frasi, volti a sensibilizzare Governo e Regione affinché facciano tornare tra i banchi gli studenti e le studentesse.

Una situazione difficile da risolvere e che continua a preoccupare non solo le famiglie, ma anche il mondo politico a tutti i livelli, per la complessa gestione della didattica a distanza e gli impegni lavorativi di tante mamme e di tanti papà.

E così, nel dibattito sulle scuole, è voluta intervenire oggi anche l’assessore all’Istruzione del Comune di Luino, nonché vicesindaca e professoressa all’I.S.I.S. “Città di Luino”, Antonella Sonnessa. Ecco la lettera inviata alla nostra redazione e destinata non solo ai genitori, ma anche ai bambini e ai ragazzi.

Come amministrazione non abbiamo mai perso il contatto con tutte le componenti scolastiche, nessuna esclusa. Ora mi stanno avvicinando persone contrariate dalla chiusura delle scuole, quando invece erano aperte altri mi chiedevano di intervenire con il sindaco per farle chiudere il prima possibile. A tale proposito, non dimentichiamo che l’età media dei docenti e ATA, indispensabili per il funzionamento della scuola, è oltre i 50 anni.

In tanti ci siamo contagiati. In questo momento sono a casa in quarantena perché positiva al Covid. Continuo ad insegnare grazie alla Didattica a Distanza e anche gli alunni si sono sempre collegati, pur quando erano contagiati. Credo sia questo il senso del “fare scuola”, insegnare la resilienza, ad adattarsi al cambiamento e farne un’occasione di nuove opportunità. La scuola di fatto non ha mai chiuso, ha incluso, ha cercato di agganciare e di far riflettere, ha fatto sentire uniti e vicini.

La mancanza della giusta tecnologia o della connessione a banda larga possono acuire il divario sociale e impedire la partecipazione degli studenti alla Didattica a Distanza (DaD), è per questo che già a inizio anno scolastico, in via preventiva, avevo fatto il punto sulla situazione con i Dirigenti Scolastici. Ricordo che, per le famiglie in difficoltà con i dispositivi, le scuole hanno ottenuto fondi specifici e hanno agito in autonomia distribuendo tablet e notebook. Qualora qualche famiglia non sia stata informata di questa possibilità, l’invito è quello di rivolgersi al Dirigente Scolastico della scuola, che si attiverà per quanto è nelle sue possibilità.

Personalmente non sono a conoscenza di problemi di connessione alle lezioni: quando la rete è scarsa gli studenti spesso si collegano tramite il telefono cellulare, l’ormai famoso hotspot. Molti operatori telefonici oggi regalano giga negli abbonamenti base, che sono più che sufficienti per connettersi alle lezioni.

Tornando ai contagi, il virus circola velocemente anche a scuola e le famiglie questo lo sanno. Dall’inizio dell’anno è un continuo “stop and go”, alzi la mano chi non ha ancora portato il figlio a fare un tampone o non lo ha dovuto tenere a casa in quarantena, fiduciaria o meno. Non si può negare la realtà e in questo momento il diritto alla salute è prioritario, soprattutto con la comparsa delle varianti del virus.

Altra cosa sono i problemi logistici e lavorativi delle famiglie, soprattutto per chi ha bambini alla scuola dell’infanzia o alla primaria, per loro il Comune si è attivato, infatti presso i Servizi sociali del Comune è possibile consultare una lista di babysitter referenziate, stilata e costantemente aggiornata dalla Comunità Operosa Alto Verbano.

Il servizio è a pagamento per permettere a ragazze/i di avere un piccolo introito, spesso sono studentesse universitarie, ma potrà anche non costare nulla perché alcune categorie di lavoratori (sanitari, forze dell’ordine, servizi essenziali) possono accedere al bonus babysitter tramite il libretto famiglia e i nuclei in difficoltà economica certificata saranno supportati dal Comune.

Stiamo lavorando anche alla creazione di un Osservatorio Scolastico Comunale con esperti del settore e rappresentanti di tutte le componenti dei servizi educativi, per scambiare informazioni e proposte sul mondo della scuola e per riportare il dibattito nelle sedi istituzionali e professionali.

L’amministrazione inoltre sta lavorando a vari progetti con le associazioni del territorio per rendere gli spazi della nostra città più accoglienti per i bambini e i ragazzi in vista delle prossime riaperture. Faremo dei sondaggi per capire meglio le esigenze delle famiglie e dei nostri studenti e valuteremo se le scuole potranno rimanere aperte d’estate con degli educatori.

Stiamo lavorando per cercare di riparare le conseguenze del distanziamento prolungato e siamo aperti a suggerimenti costruttivi e soluzioni percorribili. Non sovrapponiamo però i ruoli, ci sono scelte che non competono alle amministrazioni comunali. Questo è giusto dirlo; non possiamo fare facili promesse che non potranno essere mantenute. Siamo vicini alle famiglie, ai ragazzi, a tutti coloro che in questo momento storico fanno fatica, ma bisogna ragionare con il buon senso, non di pancia e nei momenti difficili imparare ognuno ad usare il suo senso critico.

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