Gli inquirenti dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD) del Ticino hanno chiuso un’inchiesta per un contrabbando di orologi di lusso.
Il traffico illegale, venuto a galla anche grazie alla collaborazione con le autorità doganali italiane, riguarda in modo particolare la piazza luganese e si è protratto per almeno due anni, tra marzo 2014 e marzo 2016.
Il principale accusato è un 36enne italiano (attualmente d’ignota dimora) che ha importato, a bordo dei propri veicoli e passando da diversi valichi ticinesi senza sdoganare la merce, non meno di 217 orologi di alto valore che erano stati acquistati in diverse gioiellerie in Italia. La merce è stata poi rivenduta in Svizzera, dall’uomo, a una società elvetica con punto vendita sulla piazza luganese.
L’omessa dichiarazione costituisce un’infrazione alla Legge sulle dogane (LD) e alla Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA). L’AFD ha dunque chiesto, al principale incolpato e anche alla società svizzera alla quale è stata venduta la merce, poco più di 136mila franchi svizzeri di tributi.
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