Dopo gli interventi di critica – da parte dell’ANPI di Luino e dell’ex presidente del consiglio comunale Alessandro Franzetti – pubblicati sulle nostre pagine nella mattinata di oggi, giovedì 21 gennaio, sulla citazione del filosofo e giurista tedesco Carl Schmitt fatta dal consigliere del gruppo “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni, è giunta anche la replica da parte dell’avvocato luinese.
La disputa nella cittadina lacustre è nata dal fatto che la figura di Schmitt è considerata da molte parti controversa per via della sua adesione e partecipazione attiva alla politica del partito nazionalsocialista tedesco, alla quale ha contribuito in particolare per quanto riguarda il diritto internazionale e la giustificazione della politica espansionistica di Hitler.
Si tratta di una questione annosa e senza dubbio molto problematica che si ripropone anche per altri pensatori dell’epoca, come il più noto Martin Heidegger: sono infatti molti, ancora oggi, gli storici che si trovano a dibattere su quanto pensiero e vita pubblica e politica siano interdipendenti tra loro – specialmente in casi come quello legato all’ideologia nazista e agli orrori da essa derivati – dando vita a interpretazioni molto spesso diametralmente opposte.
Ecco di seguito la nota integrale con la quale Furio Artoni ha risposto alle critiche mossegli questa mattina.
Ho letto con attenzione gli interventi critici comparsi su vari notiziari locali alla figura di Carl Schmitt. Trattasi di una posizione e di una analisi personale, la mia, che non coinvolge il mio gruppo Azione civica. Questo sia ben chiaro.
Ho sempre disprezzato gli stereotipi ed i pregiudizi. Sono un sintomo di scarsa capacità di analisi o di indolente coscienza. La mia citazione di Schmitt come nobile costituzionalista infatti è imprecisa: Schmitt non fu semplicemente un nobile costituzionalista, è stato uno dei massimi filosofi del diritto e dello Stato. Potrei menzionare “Il manifesto”, giornale che forse non leggono i miei critici, che nell’edizione di due giorni fa cita Schmitt come costituzionalista.
In un periodo come questo, il pensiero di Schmitt diventa essenziale anche per capire, come fece lo stesso anni addietro, quali sono le dinamiche costituzionali che intervengono nella gestione dello Stato in una situazione di emergenza. La mia citazione non è casuale. Prende spunto da un’affermazione del segretario del PD luinese, che cita la necessità di creare un nemico da parte di qualcuno. Tale riferimento, forse fatto inconsapevolmente e in parte improprio, prende spunto proprio dal pensiero di Schmitt. Il nemico diviene l’elemento aggregante della comunità. E non c’entra assolutamente nulla con le questioni razziali, ma questo può comprenderlo solo chi ha letto o studiato il filosofo tedesco… L’ideologia impedisce una valutazione equilibrata della situazione e le accese polemiche, per lo più condotte sulla falsariga di pregiudizi, tolgono ad ogni dialogo la possibilità di costruire qualcosa di utile. Oggi il nemico è il virus e gli interessi che si muovono dietro, questo è il punto.
Lo stesso costituzionalista Gianfranco Miglio cita Schmitt e cura la prefazione ai suoi testi. Buttiamo via anche Gianfranco Miglio allora. Beh, a qualcuno potrà far piacere…
Per quanto riguarda le implicazioni di Schmitt con il nazionalsocialismo ed i suoi eventuali crimini, va detto che tutte le accuse a lui rivolte sono state chiuse con una sentenza di non luogo a procedere. Anche Heidegger, Junger ed il premio nobel Alexis Carrel, per citarne solo alcuni, furono accusati di nazismo e subirono anche per questo persecuzioni dopo la guerra. Furono comunque grandi pensatori e insigni scienziati. Per arrivare ai nostrani: Pirandello premio Nobel, Marconi, Gentile… cosa facciamo, li ammazziamo tutti perché non appartengono al modo di pensare di chi avversa un pensiero politico ? E questa sarebbe la cultura rivendicata da certa area politica?
Io stesso ho letto Gramsci, e sicuramente non sono comunista, e ho l’apertura mentale per essere in grado di distinguere ciò che ritengo valido e ciò che non posso accogliere nel mio modo di pensare. Questo non significa che a priori cestino tutti i pensatori che per pregiudizio ideologico non sono della mia idea.
Mi spiace che ci sia ancora chi voglia creare climi da guerra civile, in un momento in cui sarebbe il caso di aprirsi a confronti proficui senza logori stereotipi. Il mio messaggio in questo difficile momento voleva essere quello di coalizzarsi contro un nemico comune: la pandemia, con tutte le conseguenze che implica. Se nonostante ciò, si vuole ancora discettare su pregiudizi e posizioni contrapposte basate su giudizi acritici, non si riuscirà mai ad uscire da questa situazione.
E, per tornare ai tamponi. sarebbe utile che qualcuno prendesse posizioni sulla proposta inoltrata dal mio gruppo “Azione civica” in merito all’uso di Palazzo Verbania. Si avvicina anche la necessità, per alcuni, dei vaccini e la logistica sarà essenziale. Cerchiamo di essere concreti e propositivi. Se si vuole discutere di filosofia e diritto costituzionale sono a disposizione, ma ora non è la priorità per Luino e per il nostro Paese. E tengo a precisare che presto sempre la dovuta attenzione a chi vuole criticare qualcuno perché la pensa diversamente, e questo lo affermo con il dovuto rispetto che riservo per tutti coloro che sanno rispettare. Gli altri meritano di essere perseguiti penalmente.
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