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Luino | 15 Gennaio 2021

Caso punto tamponi a Luino, Cataldo: “Serve più ascolto, giudizi poco eleganti”

Il consigliere di minoranza Cataldo replica e Giorgio Ferri, cercando la via d'uscita dal battibecco. "Preoccupazioni fondate, abbiamo solo rispettato il nostro ruolo"

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Dopo i chiarimenti sulle modalità di attivazione del punto tamponi rapidi a Luino, giunte nelle scorse ore da ATS Insubria, anche il gruppo consiliare di minoranza “#luinesi” è intervenuto – nuovamente – seguendo la stessa linea, quella volta a superare definitivamente lo stallo, anche e soprattutto in riferimento alle numerose polemiche tra le forze politiche di Palazzo Serbelloni, che da giorni tengono banco nonostante il servizio sia tuttora bloccato e dunque non disponibile per i tanti cittadini che hanno già espresso la volontà di prenotarsi.

A ispirare l’ennesima risposta in un dibattito che ha coinvolto il capogruppo della minoranza leghista Alessandro Casali, il consigliere di maggioranza Paolo Portentoso, il vice sindaco Antonella Sonnessa e il sindaco Enrico Bianchi, è stata la lettera inoltrata alla nostra redazione dal segretario del Pd locale Giorgio Ferri, il quale prendendo spunto da un celebre ciclo di conferenze di Umberto Eco, ha criticato l’insistenza dei consiglieri leghisti sulla vicenda dell’hotspot, utilizzata a suo dire come pretesto pur di avere un avversario politico da bacchettare.

A far luce sugli intenti dell’opposizione è ora l’altro esponente di “#luinesi”, l’ex presidente del consiglio comunale Davide Cataldo: “Non costruiamo nemici, ci atteniamo al nostro ruolo di minoranza” ha spiegato Cataldo prima di smorzare (definitivamente?) i toni, lanciando un messaggio ai colleghi amministratori e al segretario dem: serve più ascolto per sostituire il battibecco con la proficua collaborazione.

Alleghiamo di seguito il testo della lettera firmata dal consigliere di “#luinesi” Davide Cataldo.

Ritengo di dover confutare l’intervento inviato a queste pagine dal segretario del circolo luinese del PD Giorgio Ferri le cui argomentazioni, peraltro, sono state smentite dai fatti.

Credo che sia utile precisare che la minoranza non costruisce nemici, caro segretario, ma svolge il proprio ruolo di garanzia costituzionale di controllo sull’operato di chi governa le istituzioni. Lo stesso ruolo svolto come minoranza dai suoi colleghi di partito negli ultimi dieci anni. Mai durante il mio incarico di Presidente del Consiglio comunale mi sono permesso di accusare loro di “costruire nemici”.

Fa parte delle regole, le stesse regole che i suoi laureati in farmacia e biologia sembrano conoscere meno del nostro ragioniere, considerato che a poche ore dal suo intervento su questo giornale, che mi permetta di giudicare poco elegante, ATS ha acclarato l’assenza di documentazione fondamentale per l’apertura del centro tamponi.

E tanto per farle capire la differenza di stile, negli anni in cui abbiamo governato a Luino non abbiamo lottizzato i ruoli come fatto da questa amministrazione, la quale conta al suo interno molti iscritti al suo Circolo, ma abbiamo lasciato che anche le minoranze avessero l’onore di presiedere importanti incarichi, assegnando loro sia la presidenza che la vice-presidenza della commissione Bilancio, Promozione Turistica, Cultura e Commercio, non solo per dedicare alle opposizioni un ruolo attivo nel governo della città ma proprio a riconoscimento del loro ruolo di controllo.

E con la stessa trasparenza, mai ci siamo sottratti alle critiche, assumendoci sempre la piena responsabilità di governo e pur non condividendo le contestazioni lo abbiamo fatto senza ricorrere a giudizi di carattere personale, mi consenta di nuovo, poco eleganti.

Nel merito della questione punto tamponi chiarisco ancora una volta che non è stata messa in dubbio l’iniziativa, piuttosto le modalità amministrative utilizzate. In data 7 gennaio il capogruppo Casali segnalava perplessità sulla documentazione e sulle autorizzazioni necessarie, in data 9 gennaio il consigliere Portentoso rispondeva per conto della maggioranza che tutto era stato fatto nel modo giusto da tempo, salvo poi essere smentito dagli esiti dell’ispezione di ATS avvenuta nella mattinata di martedì 12 gennaio, in più in data odierna apprendiamo dalle dichiarazioni del Dott. Tettamanti di ATS Insubria che una parte della documentazione necessaria è stata inviata dal comune solo nel pomeriggio del 12 gennaio ad ispezione avvenuta e che addirittura ne manca ancora oggi un’altra buona parte.

Segretario Ferri, alla luce di questi fatti se lo immagina cosa sarebbe successo se il capogruppo Casali non fosse intervenuto? se la maggioranza avesse aperto alla cittadinanza quel punto tamponi senza la regolare documentazione? Non è un onere che l’amministrazione può minimamente pensare di scaricare su CRI, gli operatori volontari danno il loro contributo in termine di risorse umane e materiali quando gli viene richiesto (come del resto avvenuto senza tutti questi problemi organizzativi in altri comuni), il compito di dimostrarsi all’ altezza nell’organizzare burocrazia e spazi spetta interamente al comune.

Ma nonostante tutto quanto espresso in precedenza, vorrei esprimere la mia fiducia per il futuro dei nostri rapporti, sicuro del fatto che questo piccolo incidente “diplomatico” possa essere serenamente superato ed indurre l’amministrazione comunale ad ascoltare con più attenzione, senza spingersi subito in una difesa quasi polemica, le nostre istanze e le nostre preoccupazioni che come ha potuto notare si sono rivelate fondate.

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