Alla luce delle notizie pubblicate nella giornata di ieri, ritenendo necessario riportare la questione sull’unico piano, quello organizzativo, entro il quale va affrontata, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Monsignor Comi tiene a puntualizzare la situazione della casa di riposo.
Le prime criticità sono state riscontrate all’inizio del mese di novembre all’interno della Struttura Protetta con una situazione, certamente straordinaria, fronteggiata dalla Fondazione con l’adozione di tutte le misure previste dal piano organizzativo-gestionale e dai protocolli di riferimento.
Durante questo periodo, quindi, la Fondazione Mons. Comi ha autonomamente gestito tale nuova condizione garantendo sempre la regolarità e la qualità delle prestazioni.
Allorquando, però, il numero delle assenze del personale sanitario – complice la dilatazione dei tempi di ripresa dell’attività per il personale già assente e l’enorme difficoltà riscontrata nel reperire operatori in sostituzione – ha iniziato a rendere gravosa la gestione dei turni di lavoro da parte dell’organico, il C.d.A. ha formalmente segnalato la problematica all’amministrazione locale e ad ATS Insubria richiedendo di rinvenire personale qualificato.
Oltre a tutte le misure adottate, la Fondazione è nel frattempo riuscita a reperire un medico, in arrivo a breve, e dieci A.s.a. (al momento non si è riusciti a trovare nessun nuovo infermiere) e a confermare le intese assunte a far data dal mese di marzo con il signor Giorgio Petrucci, che si è nuovamente reso disponibile a riservare dieci camere dell’Albergo Internazionale per il personale in caso di necessità e a cui il Consiglio di Amministrazione intende esprimere nuovamente il suo grazie.
La necessità primaria della Fondazione è dunque, oggi, quella di reperire personale per poter garantire la continuità delle prestazioni.
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