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Varese | 16 Novembre 2020

Basket, Varese rompe il digiuno battendo Roma

La Openjobmetis ritrova la vittoria dopo cinque ko consecutivi, vede crescere Morse e Douglas ma rischia di aver già perso Jalen Jones. 98-88 il finale

Tempo medio di lettura: 4 minuti

La vittoria dopo cinque ko consecutivi era necessaria per tornare a respirare in un ambiente dove l’aria iniziava a farsi davvero pesante. E conta poco sapere che il successo è maturato, fino al 98-88 finale, contro una squadra decimata dagli infortuni e in balìa di una transizione societaria non ancora conclusa, che sta creando più di qualche semplice malumore all’interno dello spogliatoio.

La Virtus Roma, causa problemi contingenti, non ha potuto misurarsi ad armi pari nella gara andata in scena ieri sera all’Enerxenia Arena di Masnago, ma non è certo questo il motivo per il quale considerare mutilato il terzo successo della stagione della Openjobmetis, giunto peraltro con il record, fino a qui, di punti messi a segno.

Occorre però andare con ordine e a proposito di numeri, partire da quelli che hanno fornito a coach Bulleri le risposte che per forza di cose dovevano trovare posto, nero su bianco, tra le pagine del diario di bordo di questa settimana.

Varese ha vinto e lo ha fatto, come detto, sfiorando i cento punti, pur avendone incassati 88 contro una squadra due volte in emergenza: prima della gara (pesanti le assenze di Robinson, Evans e Hunt) e durante (Wilson out per falli nel corso del terzo quarto, quando gli ospiti erano riusciti a limare lo svantaggio di -15, portandolo anche sotto la doppia cifra).

La solidità difensiva è ancora un paradiso lontano ma la prestazione a rimbalzo, per una volta, può essere letta senza farsi cogliere dalla depressione. La sfida sotto i tabelloni, pur tenendo presenti le defezioni di cui sopra, è il fattore che ha spinto Varese al +15 di fine primo tempo, ed è anche ciò che fa ben sperare guardando all’ottima prova del giocatore che ha dominato questa fondamentale componente statistica: un Anthony Morse per la prima volta veramente d’impatto, protagonista nel pitturato su entrambi i fronti del campo e tra gli attori principali delle sequenze che hanno portato ai 30 rimbalzi difensivi, ai 20 rimbalzi offensivi e ai 16 punti collezionati da extra possessi (18 quelli personali).

Anche Michele Ruzzier, tolti gli acciacchi alla caviglia che lo hanno rincorso in più fasi del match, ha lasciato il suo segno nell’elenco delle prestazioni individuali in crescita, con 10 punti, e Toney Douglas (18 punti e 6 assist) ha detto finalmente la sua, con una prestazione significativa e in parte in linea con quello che la Pallacanestro Varese si aspetta da un giocatore della sua caratura (e che fino a qui, purtroppo, non aveva ancora visto).

Rilevante l’impatto dei tiri dalla lunga distanza (14/32 con la partecipazione attiva di Strautins e Jacoviks in uscita dalla panchina) e della produttività offensiva in linea generale, con cinque giocatori in doppia cifra e parziali che già nel primo tempo (12-3 nel primo quarto, 15-0 nel secondo) hanno fornito la dimostrazione di una squadra intenzionata a reagire, a far parlare il campo davanti allo sguardo teso del proprio allenatore, a spingere sull’acceleratore per dettare il ritmo della gara e arrivare a controllarla.

Ma Varese – Roma non è stata soltanto questo, e chi ha assistito alla gara lo sa bene. Se le parole chiave prima della palla a due erano “classifica e morale”, la sirena finale ha costretto i biancorossi a fare i conti con una realtà che, nonostante il successo, resta parecchio amara da digerire.

L’esordio di Jalen Jones, ala 27enne giunta dagli States per rimpiazzare lo sfortunato Denzel Andersson e per contribuire alla definizione di un nuovo assetto del team prealpino, ancora in cerca della sua identità, si è interrotto dopo 31 secondi. Il tempo di un primo attacco al ferro: probabilmente anche l’ultimo, se gli ulteriori accertamenti attesi nelle prossime ore confermeranno la rottura del tendine d’Achille, prospettata a seguito della valutazione a caldo dopo l’uscita dal campo.

Il mix esplosivo racchiuso nella voglia di lasciare immediatamente il segno in un nuovo ambiente, unita alla prima occasione di lasciarsi alle spalle il lungo stop forzato di otto mesi, causa pandemia, unita ancora alla cattiva sorte, ha avuto il devastante effetto di una granata lanciata in casa. Uno shock che ha infranto il quadro delle priorità e ha oscurato la giusta formula applicata nei quaranta minuti di una partita condotta dall’inizio alla fine.

Il giocatore che Varese aveva individuato come innesto per invertire la rotta il prima possibile, rischia di aver già chiuso la sua esperienza sotto il Sacro Monte, e se a ciò si sommano le assenze di De Vico e Ferrero, e il buco a questo punto lasciato da Andersson, il reparto ali è nuovamente in allarme rosso. Un allarme che continuerà a suonare nonostante la vittoria che doveva fare “classifica e morale”. Ma che in conclusione ha fatto classifica e niente più.

OPENJOBMETIS VARESE-VIRTUS ROMA: 98-88

Openjobmetis Varese: Morse 18, Scola 19, De Nicolao 2, Jakovičs 16, Ruzzier 10, Strautiņš 15, De Vico ne, Jones, Douglas 18, Librizzi, Virginio, Van Velsen. Coach: Massimo Bulleri.

Virtus Roma: Hadzic 8, Biordi 2, Beane 16, Campogrande 25, Baldasso 26, Cervi ne, Nizza, Ticic 2, Iannicelli 2, Wilson 7. Coach: Piero Bucchi.

Arbitri: Vicino – Bettini – Morelli.

Parziali: 20-17; 28-16; 23-28; 27-27. Progressivi: 20-17; 48-33; 71-61; 98-88.

Note – T3: 14/32 Varese, 10/26 Virtus Roma; T2: 22/45 Varese, 20/39 Virtus Roma; TL: 12/18 Varese, 18/26 Virtus Roma. Rimbalzi: 50 Varese (Scola 15), 28 Virtus Roma (Baldasso e Wilson 6); Assist: 23 Varese (Douglas 6), 14 Virtus Roma (Baldasso 8).

(Foto di copertina © Alberto Ossola)

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