Dopo Venezia, Trento: la Varese del dopo Vertemati che ora è anche la Varese del dopo Gentile, colleziona quattro punti in chiave salvezza contro due avversarie proibitive sulla carta ma non in campo, dove fattore tecnico e divario in classifica si azzerano per fare posto alla fame di rinascita che segna la nuova era Roijakkers.
E dopo l’exploit contro i veneti, scattato con Gentile in panchina nella sua ultima gara in biancorosso, anche quello di Trento arriva nel segno di un equilibrio in via di ridefinizione.
Dietro l’84-90 non ci sono solo i 31 punti di un micidiale Marcus Keene, come il tabellino potrebbe beffardamente suggerire. Dietro la seconda vittoria consecutiva della Openjobmetis c’è soprattutto l’impronta del gruppo che cambia sotto gli occhi della sua nuova guida, partita azzerando tutti i valori alla voce “gerarchie”. Partita schierando il diciannovenne Librizzi in quintetto, concedendo poi ampio spazio agli altri giovanissimi, Virginio e Caruso, e inserendo gradualmente il nuovo acquisto Reyes, autore di un esordio da incorniciare con 17 punti e 7 rimbalzi che tanto hanno svelato delle sue qualità (in primis la gestione ragionata dei possessi, senza forzature, la precisione al tiro, il fisico).
L’organico ancora incompleto e la fiducia ancora tutta da guadagnare, come fosse il giorno zero. Questa, forse, paradossalmente, l’arma in più che ha permesso alla squadra di reggere punto a punto contro la quarta forza del campionato, per quaranta minuti, affidandosi al talento offensivo del 45, senza dubbio, ma anche mettendo in pratica i primi dettami del coach olandese, come la pressione difensiva per forzare le palle perse degli avversari, che almeno in questa fase – con la squadra ancora orfana del sostituto di Egbunu – aiuta a fronteggiare l’assenza del centro; e poi sul fronte opposto del campo, pescando ogni volta da un ventaglio di soluzioni, senza incaponirsi su un unico punto di riferimento: tre, in questo senso, i giocatori in doppia cifra, i già citati Keene e Reyes, ai quali si aggiunge Beane (15 punti).
Notevole anche la prova a rimbalzo, con venti palle conquistate sotto il canestro avversario, e ben 22 punti guadagnati dalle seconde chance: oro puro, fattore decisivo per chiudere i giochi nella parte finale del quarto periodo. Qualcosa di inedito, come l’assenza di palle perse in due momenti cruciali della sfida: il secondo quarto – chiuso in perfetta parità – e l’ultimo. E’ l’effetto Roijakkers, l’effetto nuovo inizio. E come inizio non poteva andare meglio.
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO-PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE: 84-90
Dolomiti Energia Trentino: Bradford 3, Williams 18, Reynolds 12, Gaye ne, Conti 3, Morina ne, Zangheri ne, Flaccadori 23, Saunders 15, Mezzanotte 7, Ladurner 2, Caroline 1. Coach: Emanuele Molin.
Pallacanestro Openjobmetis Varese: Beane 15, Sorokas 6, De Nicolao, Vene 8, Reyes 17, Librizzi, Virginio 2, Ferrero 3, Caruso 8, Keene 31, Cane ne. Coach: Johan Roijakkers.
Arbitri: Lanzarini – Vicino – Borgo.
Parziali: 23-24; 19-18; 22-22; 20-26. Progressivi: 23-24; 42-42; 64-64; 84-90.
Note – T3: 6/20 Trento, 9/27 Varese; T2: 24/42 Trento, 24/50 Varese; TL: 18/28 Trento, 15/20 Varese. Rimbalzi: 38 Trento (Williams 11), 45 Varese (Reyes 7); Assist: 16 Trento (Flaccadori 5), 14 Varese (De Nicolao 4).
(Foto di copertina, Alberto Ossola)
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