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Cittiglio | 28 Ottobre 2020

Covid, “A Cittiglio ritardi per gli esiti dei tamponi”: le polemiche corrono sui social

Oltre alle lunghe code per eseguire il test molecolare, sono diversi i bambini e ragazzi che devono aspettare fino a una settimana per scoprire il risultato

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Il punto tamponi per studenti e personale scolastico istituito dall’ASST Sette Laghi all’ospedale di Cittiglio, come abbiamo riportato in un altro articolo negli scorsi giorni – lunedì 26 ottobre -, a firma di Samuele Astuti, viene letteralmente preso d’assalto da giorni dalle famiglie che si ritrovano imbottigliate in lunghe code, in attesa che i propri figli vengano sottoposti al test per verificare un’eventuale positività al Covid-19.

Ma non è questo l’unico disagio segnalato da molti genitori che, soprattutto sui social network, esprimono le loro perplessità in merito alle tempistiche di ricezione degli esiti dei tamponi.

All’inizio del mese di ottobre, alla vigilia dell’apertura della sede all’interno dell’ospedale Causa Pia Luvini, l’ASST indicava come “fondamentale per chi accede direttamente il rispetto della fascia oraria indicata. In questo modo la struttura potrà garantire l’esito del tampone entro le 23 del giorno stesso, tramite il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”: eppure, a giudicare da quanto emerge sul web, vi sono casi di risultati ricevuti il giorno stesso per chi ha eseguito l’esame nel nosocomio del medio Verbano.

Se qualcuno segnala un minimo di dodici ore di attesa a Varese, nel centro della Valcuvia la media sembra assestarsi sui tre o quattro giorni dall’esecuzione del test molecolare, mentre in qualche caso le famiglie arrivano a dover aspettare anche una settimana prima di sapere se il proprio figlio è positivo o no al Sars-CoV2. Persino contattare ripetutamente gli uffici tramite telefonate o email appare un tentativo non in grado di fornire esito (in tutti i sensi).

Alcuni genitori si sono inoltre sentiti dire, da parte degli istituti frequentati dai loro figli, che solo in caso di tampone positivo il risultato sarebbe stato immediatamente comunicato e che, in caso contrario, probabilmente non vi sarebbe stata alcuna comunicazione: peccato che, per rientrare a scuola, i bambini necessitino di un’attestazione rilasciata dal pediatra come previsto dalle direttive di Regione Lombardia – il che, senza un esito reso noto, è impossibile.

Insomma, la situazione già di per sé piuttosto critica per i numeri in costante crescita, la necessità di tracciamento e il sovraccarico del sistema che ne consegue, si complica maggiormente a causa di questo tipo di problematiche, che creano incertezza e confusione sia nelle famiglie sia, talvolta, nei medici a cui queste fanno riferimento. La speranza è quella di poter vedere risolte queste difficoltà e rese più ancora snelle e rapide tutte le procedure, dall’accesso ai test molecolari fino al loro risultato.

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