Dopo l’aggiornamento della situazione Coronavirus alla casa di riposo “Menotti Bassani”, pubblicato ieri pomeriggio sul sito della struttura sanitaria di Laveno Mombello, oggi è il sindaco Ercole Ielmini, attraverso un video comparso sulla pagina Facebook ufficiale del Comune, a raccontare l’emergenza nel paese lacustre.
“I dati quotidiani odierni, che questa mattina ci ha fornito l’ATS – commenta il primo cittadino – ci dicono che gli ospiti della ‘Menotti Bassani’ infettati sono cinquanta e diciotto sono i contagiati per quanto riguarda il personale che opera nella struttura. Fuori dalla Fondazione abbiamo altre quindici persone che ci risultano positive al contagio e di queste quattro sono legate all’istituto ‘Sacra Famiglia’ di Cocquio Trevisago. Quattordici invece i deceduti che ci sono stati, e li ricordiamo tutti in modo particolare”.
Per quanto riguarda la struttura, invece, Ielmini ha confermato quanto detto ieri dal direttore Gianni Bianchi, rassicurando la popolazione sui turni garantiti agli operatori e su tutti gli adempimenti sanitari che vengono espletati, anche a seguito delle verifiche dei funzionari e dei medici dell’ATS Insubria che hanno effettuato una ricognizione all’interno della casa di riposo. Ventitré tamponi eseguiti, invece, sono risultati negativi, anche se la situazione è ancora delicata ma sotto controllo.
“Ci auguriamo che tutto possa andare per il meglio – continua Ielmini -, ma dobbiamo ringraziare tutta la struttura della ‘Menotti Bassani’, perché sono impegnati costantemente nel gestire questa emergenza. Allo stesso tempo il mio grazie va anche a tutti quelli che hanno contribuito, facendo una donazione in denaro, in generi alimentari e in materiale sanitario, penso ai camici che ci sono stati donati dalla dottoressa Franzetti e all’associazione dei genitori che ha comprato le mascherine. Si è creata una solidarietà cittadina che ci rincuora e ci fa capire che nel momento del bisogno l’unità c’è“.
Nel frattempo l’ostello messo a disposizione della Fondazione oggi è occupato da tredici dipendenti della struttura ed è stato avviato un accordo con un ristorante della zona, dove sono ospitati i quattro infermieri arrivati dalla ATS. “Infine – conclude Ielmini -, rimane aperto ancora il problema che bisogna stare a casa. Il consiglio è ancora questo, inevitabile che dobbiamo soffrire un po’, ma dobbiamo evitare che il contagio si diffonda”.
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