Luino | 15 Ottobre 2019

Lavori sulla statale tra Luino e Maccagno, il Ticino preoccupato: “Rischiamo il collasso”

Poco ottimismo alla vigilia dei lavori da parte degli amministratori svizzeri, oggi a Luino per un incontro. Regio Insubrica: "Un mese per ragionare sui primi dati"

Quarto incontro per il versante italiano, primo vero focus per quello svizzero, a poche ore di distanza dalle partenza dei lavori di Anas lungo la SS394 a Colmegna, finalizzati alla riqualifica totale dei quattro viadotti presenti lungo l’arteria di fondamentale importanza strategica nei collegamenti tra Ticino e Alto Varesotto.

Questa mattina nell’aula consiliare di Palazzo Serbelloni a Luino, come sette giorni fa, le parti si sono riunite per un confronto su due aree tematiche complesse – il trasporto di persone e quello delle merci – destinate a rimanere in primo piano per gli oltre quattrocento giorni di un intervento che interesserà il tratto di strada tra Colmegna e Luino, ma che coinvolgerà il traffico dei frontalieri, quello dei camion merci e dei mezzi appartenenti alle imprese distribuite sul territorio, e con il ritorno della bella stagione riguarderà anche il flusso dei turisti.

Se come si specificava sopra, gli amministratori locali hanno già avuto modo di mettere a fuoco le principali criticità da monitorare, gestire e assestare in corso d’opera a seconda delle esigenze, la notizia dei lavori – o perlomeno dell’enorme peso che andranno a ricoprire sulla viabilità al confine – è stata appresa sul versante svizzero, tra amministratori e rappresentanti degli enti impegnati nel settore del trasporto pubblico, soltanto alcuni giorni fa.

Per questo la piena disponibilità ad un impegno concreto per stabilire un fronte comune entro il quale riporre competenze e risorse di ognuno, è stata accompagnata da un certo disorientamento e dalla evidente necessità di accelerare la messa in campo dei provvedimenti a livello organizzativo. Il tutto a poco più di un anno di distanza dall’entrata in vigore di un importante finanziamento al trasporto pubblico nel Locarnese, che avrebbe agevolato non poco la gestione del traffico durante i lavori, come sottolineato dal responsabile del settore sud di AutoPostale, Alex Malinverno, nel corso della riunione.

Le ripercussioni sul traffico, infatti, preoccupano e spaventano il Ticino, tanto che il presidente della Conferenza dei sindaci del Malcantone, nonché sindaco di Vernate, Giovanni Cossi, prevede un vero e proprio bagno di sangue, per abitanti e frontalieri, sulle strade del Malcantone e del Luganese: “Sentirsi dire questa mattina che giovedì partiranno i lavori, senza monitoraggio preventivo, mi dà l’idea di essere davanti ad un’improvvisazione“, ha affermato Cossi in aula, sottolineando poi che il trasporto pubblico del Malcantone risponderà con un incremento del servizio pari all’88%.

Ma non sarà facile persuadere gli utenti delle principali direttive ad un cambio di abitudini nelle modalità di spostamento, ecco perché la Navigazione Lago Maggiore e la Navigazione Lago di Lugano, chiamate in causa con scarso preavviso, ritengono poco probabile il ricorso a battelli supplementari. Per i costi onerosi ma anche per il numero di richieste tipico del periodo invernale (pochi viaggi per gli spostamenti di lavoro nell’alto lago, tra Cannero – Cannobio – Luino, che diventano del tutto nulli nei collegamenti oltre frontiera). Con il ritorno della bella stagione però, come ricordato dall’assessore luinese Alessandra Miglio, toccherà ripensare all’utilità dei “battelli sostitutivi”, dato il fisiologico incremento di automobilisti sulla SS394 tra Luino e Zenna, portato da turisti e villeggianti nella fascia oraria di spostamento dei frontalieri.

C’è infine il capitolo Dumenza, con il sindaco Corrado Nazario Moro che ha aggiornato i presenti sulle condizioni della strada che attraversa il paese, e che consentirà di aggirare il tratto di Statale interessato dai semafori e dal senso unico alternato, almeno per automobilisti e frontalieri. La richiesta del primo cittadino è quella di stabilire un coordinamento per la riasfaltatura il prima possibile e, sempre in previsione di un aumento del flusso, gli operatori torneranno ad occuparsi dello sfalcio alberi, dopo una prima parte di manutenzione recentemente eseguita dalla Protezione civile.

Per ragionare sull’impatto reale dei lavori occorrerà attendere qualche settimana – motivo per cui il segretario di Regio Insubrica, Francesco Quattrini, ha dato appuntamento ai tecnici di Anas tra circa un mese – ma la linea ticinese alla vigilia dei lavori, che partiranno giovedì, non prevede al momento ottimismo.

Siamo estremamente preoccupati – ha ammesso in conclusione il deputato del Gran Consiglio ticinese Giovanni Berardi, sindaco di Alto Malcantone, piccolo paese montano nel distretto di Lugano -. Non credo ci si possa limitare a parlare di qualche disagio in più. Prendo come esempio il nostro comune, che pur essendo in una zona di montagna, registra quotidianamente circa duemila passaggi, compiuti dagli automobilisti che cercano di evitare il traffico nelle zone centrali. Significa che con ulteriori e massicci incrementi dettati dai lavori, la mobilità del Malcantone rischia il collasso“.

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