Maccagno con Pino e Veddasca | 2 Ottobre 2019

Monta la rabbia del territorio per i lavori tra Luino e Maccagno, “Ci saranno gravi disagi”

Confermato il divieto al transito dei veicoli sopra le 7,5 tonnellate, ma le esigenze delle attività produttive e industriali sono superiori. Al vaglio tutti i disagi

Si è tenuta oggi, dopo l’incontro di settimana scorsa a Palazzo Serbelloni di Luino, un’altra riunione che ha coinvolto le amministrazioni locali di Luino, Maccagno con Pino e Veddasca, Dumenza e Tronzano Lago Maggiore, che si sono confrontate con i tecnici Anas, che effettueranno i lavori sui quattro viadotti presenti sulla Strada statale 394 tra Luino e Maccagno con Pino e Veddasca, soprattutto nel borgo di Colmegna, per un investimento di 9 milioni di euro e 400 giorni consecutivi di lavori.

Una quindicina le realtà produttive e industriali del territorio coinvolte, che hanno espresso tutte le loro perplessità e raccontato le loro esigenze sul passaggio dei mezzi pesanti. Tanti gli interventi da parte di Giuliani Laudi, Torcitura di Maccagno, Ascom Luino per le attività commerciali con maggiori criticità, individuate nei supermercati e negli alberghi, Econord, MDG Metanifera di Gavirate, Aspem Varese, Centrale idroelettrica di Roncovalgrande, Prealpi servizi, Telecom, Enel distribuzione, Italgas e, infine anche delle aziende agricole della Veddasca.

Tutti i rappresentanti presenti, dopo aver esposto le proprie necessità, hanno richiesto deroghe per il passaggio dei mezzi pesanti, chi per il servizio di trasporto pubblico, chi per la fornitura di materie prime e trasporto di prodotti finiti e di rifiuti, altri ancora per la gestione delle situazioni di emergenza (luce, gas, telefonia), ma anche riguardanti l’ordine pubblico e le operazioni di soccorso imminenti, come il verificarsi di un incendio o di un incidente grave.

Se il divieto, una volta iniziati i lavori che a detta dell’ingegner di Anas Marco Mutti sono imminenti per risolvere le gravi situazioni di pericolo lungo i viadotti, sarà quello del passaggio di mezzi non oltre le 7,5 tonnellate (al momento è fissato a 32 dopo le limitazioni di un anno fa), ci sono veicoli che hanno un peso di oltre 30 tonnellate, che sicuramente non potranno transitare. Questo, infatti, sarà un grande problema da affrontare, ma soluzioni all’orizzonte non se ne vedono se non trovare modalità diverse con mezzi meno pesanti o, alla peggio, trovare strade alternative (l’unica a disposizione è la strada cantonale che collega Zenna all’autostrada in Ticino).

“Dopo il primo incontro – commenta il padrone di casa, il sindaco Fabio Passera -, ci siamo confrontati su varie problematiche, ma le criticità da affrontare restano molteplici e sarà difficile che non si verifichino disagi per le attività e per i cittadini del nostro territorio. La riunione di oggi è stata molto importante per capire le nostre realtà che necessità hanno sulla frequenza del passaggio di mezzi pesanti e sul peso, visto che i lavori dureranno quattrocento giorni consecutivi. Siamo d’accordo, ci dovremo sacrificare, ma non possiamo morire e annientarci per permettere questi ingenti interventi. Ci continueremo a confrontare e soprattuto monitoreremo la situazione quotidianamente. Siamo molto preoccupati”.

Oltre al traffico stradale, legato ai disagi che saranno costretti a vivere i frontalieri, a premere di più sono le questioni legate alla gestione delle emergenze, sia in orario diurno che notturno, ha sottolineato il capitano dei carabinieri della Compagnia di Luino, Alessandro Volpini, chiedendo ulteriori deroghe anche sui pesi dei mezzi a disposizione dei soccorritori, con riferimento ai vigili del fuoco.

 A colpire nel segno, però, è stato il sindaco di Gambarogno, il ticinese Tiziano Ponti, che ha condiviso tutte le perplessità, dando utili suggerimenti alle parti per affrontare questo grande progetto di manutenzione straordinaria. “Bisogna coinvolgere al più presto il Canton Ticino, in primo luogo per la segnaletica, in uscita autostradale a Camorino. È prioritario farlo subito. Nessun funzionario cantonale al momento è stato avvisato. In secondo luogo, nelle prossime settimane inizieremo anche noi interventi mirati sulla cantonale, con la sistemazione di oltre 300 chiusini. Non è invasivo come il lavoro sulla 394, ma sarà da gestire anche questa situazione. In terzo luogo, poi, è necessario coinvolgere la linea ferroviaria, sia FFSS che RFI, per potenziare il traffico ferroviario sulla S30, che incentivi i viaggi durante gli orari di punta. Sarà un grave problema per tutta la popolazione. Bisogna convocare d’urgenza una riunione internazionale“.

A livello economico le preoccupazione sono molteplici, come evidenziato a stretto giro anche da Matteo Toson, in rappresentanza di un’associazione che raggruppa oltre 300 aziende ticinesi e migliaia e migliaia di lavoratori.

I rappresentanti di Anas, però, intervenuti brevemente alla riunione, in base ad altre verifiche strutturali, si sono riservati nei prossimi giorni di dare risposte alle tante esigenze e richieste di deroghe delle realtà territoriali presenti in Municipio a Maccagno. Confermato il divieto di transito oltre le 30 tonnellate, i malumori in sala non sono mancati, e in tanti hanno chiesto di trovare una soluzione che non vada ad incidere sul loro futuro.

I diretti interessati, infatti, quelli che subiranno i maggiori disagi, hanno dimostrato da un lato rassegnazione, mentre dall’altro rabbia, nonostante pare non ci sia nulla da fare se non intervenire urgentemente perchè, nonostante le rassicurazioni di Anas lo scorso anno, la “salute” dei viadotti preoccupa.

La necessità, seppur in grave ritardo, è quella di far squadra con l’imminente inizio dei lavori, cercando di convogliare tutti gli sforzi affinchè i disagi siano minimi, anche se tutto pare, tranne che gli ingenti lavori che saranno effettuati non andranno a causare molteplici problemi su più livelli.

Questi verranno affrontati, ancora una volta, durante il prossimo incontro tra le parti (amministratori locali, Anas, forze dell’ordine e di soccorso e protagonisti del territorio), che è stato fissato per martedì 8 ottobre alle ore 11, presso il Comune di Luino. La questione è stata sollevata, ma ora è il polverone a preoccupare l’intero territorio luinese e maccagnese.

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Una replica a “Monta la rabbia del territorio per i lavori tra Luino e Maccagno, “Ci saranno gravi disagi””

  1. Rolo ha detto:

    Ci sarà la solita gara per un appalto che darà un subappalto ad un altro subsubapalto del subappalto? E’ anche per questo che i lavori dureranno 400 giorni? Ma fino a qualche mese fa non era stato dichiarato da ANAS che non c’era nessun pericolo, o ricordo male? Come mai tutta quest’urgenza? Significa che fino ad oggi, transitando sui ponti abbiamo rischiato?

    Rolando Saccucci

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