Mesenzana | 9 Settembre 2019

Mesenzana inaugura il nuovo asilo, nel ricordo del “vigile buono” Roberto

Tanti i presenti ieri al taglio del nastro, avvenuto dopo un'emozionante cerimonia davanti alla famiglia dell'uomo, cui è dedicato l'edificio. Rossi: "Per noi un eroe"

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“Davanti a tutti questi colori, segno di vita e di speranza, rivedo Roberto, il vigile buono: così veniva chiamato un tempo dai bambini del paese e dai loro genitori. Lo rivedo mentre sorride ad ognuno di loro. Il sorriso speciale era il suo distintivo, era protettivo con tutti e affettuoso. Poi lo schianto, e non potei più sorridere”.

Ci ha provato Paola Parietti a non farsi sopraffare dai ricordi, durante la lettura di alcune righe scritte appositamente per l’evento a cui tanti cittadini di Mesenzana hanno preso parte, nella mattinata di ieri: l’inaugurazione della scuola dell’infanzia intitolata a Roberto Rossi, il marito che perse in un giorno di marzo del 1990, a seguito di una tragica fatalità. Alla fine però l’emozione ha prevalso e le lacrime hanno iniziato a rigare i volti dei presenti.

Tra loro, quei bambini del paese che avevano fiducia nel vigile buono, che da lui si sentivano protetti. Ora sono diventati adulti, ma l’immagine di quei giorni ha resistito all’azione consumatrice del tempo. Per questo la scelta di dedicare a Roberto una giornata così speciale, legando per sempre il suo amore per la vita e per il prossimo ad un luogo di gioia, incontri e apprendimento, è stata accolta dalla comunità come la decisione più appropriata che l’amministrazione potesse prendere.

Sotto la struttura allestita all’esterno dell’edificio di via Arditi, a pochi metri dalla strada statale e dal luogo in cui Roberto sacrificò la sua vita per salvarne un’altra, c’erano tutti: genitori e bambini, insegnanti, gli amici e i conoscenti della famiglia Rossi, il nipotino e i figli di Paola: Simone, Milena e Laura.

Al termine della messa celebrata da don Giampiero De Molli e da don Franco Basilico – per tanti anni prete di Mesenzana, da poco tornato a Luino dove sarà vicario accanto a don Sergio – il giusto tributo ai tanti sforzi compiuti per accogliere nel modo più appropriato la richiesta di un asilo più grande, più spazioso, più accogliente, presentata in comune da un gruppo di mamme nel lontano 2003. Ci sono anche loro nell’ampio parcheggio di via Arditi, davanti alla nuova casa dei piccoli mesenzanesi, circondata da un parco verde con vista sul monte San Martino. E’ il prodotto di un impegno concreto, nonostante i limiti iniziali imposti dall’entità della spesa per un’opera pubblica così importante.

Limiti dettati poi dalla burocrazia, che ovunque in Italia rallenta e a volte consuma sul nascere sogni e ambizioni. Lo sa benissimo chi amministra un paese, una città, un territorio. Per questo una delegazione di sindaci di Comunità Montana Valli del Verbano, guidata dal neo presidente Simone Castoldi, ha partecipato alla manifestazione inaugurale. Con loro anche il consigliere regionale Marco Colombo, il deputato leghista Matteo Bianchi, il dirigente scolastico provinciale Giuseppe Carcano  e la dottoressa Katia Fiocchetta, nuovo dirigente dell’istituto comprensivo “Zuretti”.

Chiamati ad intervenire da Marco Bardelli, già presidente del Gran Consiglio di Mesenzana, uno dopo l’altro hanno giudicato l’opera come il più prezioso investimento nel futuro, in quanto rivolta alla centralità di istruzione ed educazione nel quotidiano. Poi l’omaggio musicale sulle note della banda di Marchirolo, il taglio del nastro e la visita dei locali.

Proprio all’ingresso una targa del Ministero dell’Interno riporta le motivazioni inserite in un decreto del Presidente della Repubblica datato 8 luglio 1991, quello con cui lo Stato conferiva a Roberto la medaglia d’argento al valor civile: “Il 7 marzo 1990 in Mesenzana, il vigile urbano, in servizio nei pressi della scuola media, accortosi che una bambina stava per essere investita da un’auto, la proteggeva con il proprio corpo, perdendo la vita. Splendido esempio di grande coraggio, altruismo e di altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

“Roberto era un amico – ha ricordato in conclusione il primo cittadino Alberto Rossi – prototipo del lombardo occidentale, attaccato ai valori, alle tradizione, alla famiglia e al lavoro. Una delle persone più buone che abbia conosciuto. Un vero eroe per tutti noi”.

(Ringraziamo per alcune foto Riccardo Camporeale)

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