Mesenzana | 11 Febbraio 2025

Mesenzana ricorda le vittime delle foibe e gli esuli giuliano-dalmati con una cerimonia solenne

Domenica 9 febbraio, il Comune ha reso omaggio alla memoria delle vittime delle foibe e agli esuli con una manifestazione che ha coinvolto autorità, cittadini e associazioni locali

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Una serata di raccoglimento e commemorazione ha caratterizzato la manifestazione organizzata dal Comune di Mesenzana in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati. L’evento, che si è svolto domenica 9 febbraio, ha visto la partecipazione di numerose autorità e cittadini, uniti nel ricordo di una delle pagine più dolorose della storia italiana.

Il ritrovo si è tenuto alle 18.30 presso la struttura Giani, in piazza IV Novembre, da dove ha preso il via un corteo che ha attraversato le vie del centro prima di giungere in largo Martiri delle Foibe. Qui si è svolta la commemorazione ufficiale, con momenti di riflessione e interventi istituzionali. Tra i presenti, molti sindaci del territorio, l’onorevole Stefano Candiani, l’onorevole Andrea Pellicini, Franco Compagnoni in rappresentanza della Provincia di Varese e Simone Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano. Non è mancata la presenza dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri, che ha inviato un messaggio di saluto e solidarietà.

Nel suo intervento, il sindaco di Mesenzana, Alberto Rossi, ha espresso parole di ringraziamento verso i partecipanti e le istituzioni che hanno partecipato. «In tutti questi anni abbiamo ripercorso le tragedie accadute tra il 1943 e il 1954, raccontando il dramma delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Quest’anno vogliamo ricordare anche il settantesimo anniversario della riannessione di Trieste all’Italia, un evento che ha segnato la fine della Questione Orientale».

Il sindaco ha poi ricordato il 26 ottobre 1954, giorno in cui Trieste tornò ufficialmente sotto la sovranità italiana. «Fu un momento di grande gioia, ma segnò anche la perdita definitiva della zona B, assegnata alla Jugoslavia. Interi paesi vennero ceduti, mentre migliaia di italiani furono costretti a lasciare la loro terra. Con un colpo di spugna, si cercò di cancellare le sofferenze e le violenze subite negli anni precedenti, ma la memoria di quegli eventi non può essere dimenticata».

«Trieste è oggi un ponte tra diverse culture e un simbolo di resistenza e unità nazionale – ha continuato Rossi -. La sua storia ci insegna l’importanza della memoria e del rispetto per chi ha sofferto a causa delle tragedie del passato. Dobbiamo essere protagonisti di una nuova strategia di cooperazione e sviluppo con i popoli dei Balcani, senza dimenticare ciò che è stato».

La serata è proseguita con una cena conviviale presso la struttura Giani, dove i partecipanti hanno condiviso un momento di comunità gustando la tradizionale polenta. Alle 21, la Fanfara Angelo Vidoletti ha concluso l’evento con un concerto, rievocando le emozioni di un periodo storico che ha segnato profondamente l’identità nazionale.

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