Curiglia con Monteviasco | 19 Agosto 2019

Funivia di Monteviasco, “In nove mesi enormi danni per l’attività, la burocrazia blocca tutto”

Dopo le ultime novità degli scorsi giorni, ad intervenire oggi è l'avvocato Gian Piero Maccapani che assiste Gianni e Pina Ranzoni del ristorante "Il Camoscio"

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L’avvocato Gian Piero Maccapanigià nello scorso mese di marzo, aveva denunciato la situazione difficile che i suoi assistiti, Gianni e Pina Ranzoni del ristorante ‘Il Camoscio’, erano costretti a vivere dopo l’incidente sulla funivia che ha causato la morte di Silvano Dellea e il successivo isolamento del borgo da Curiglia.

Solo ieri la salita a Monteviasco della prima cittadina Nora Sahnane, insieme ai carabinieri di Dumenza, per sincerarsi della situazione dopo il violento nubifragio di lunedì scorso che ha danneggiato la mulattiera. Tante le persone, italiani e stranieri, con i quali c’è stato uno scambio di pareri ed opinioni sul futuro di questa piccola perla di montagna.

Oggi infatti, a nove mesi da allora, la situazione ancora non si è risolta, nonostante gli incontri in Regione Lombardia e il lavoro che la neo sindaca, in rappresentanza del Comune di Curiglia con Monteviasco, sta compiendo per riuscire a far ripartire l’impianto di risalita. I problemi sono sempre gli stessi, ma le preoccupazioni per i costanti ritardi invece continuano ad aumentare.

Dopo l’articolo uscito sabato su LuinoNotizieinterviene l’avvocato Gian Piero Maccapani -, i miei assistiti si sono allarmati nuovamente per i contenuti e le informazioni pubblicate. Dall’articolo, infatti, si evidenzia ancora una volta una totale genericità di risposte che non hanno tempistiche precise ma che ancora una volta si riferiscono a procedure burocratiche con aspettative non decifrabili e indeterminate”.

“La cosa che ulteriormente non capiamo e che aggrava la situazione è che, pur parlando di un servizio precario in elicottero dedicato al trasporto delle persone – continua Maccapani -, non si dice nulla delle eventuali merci, che poi sarebbero quelle che permetterebbero l’utilizzo e il funzionamento del ristorante stesso. In egual modo non si dice nulla sul funzionamento e sulla normalizzazione della funivia”.

Per tutte queste ragioni, però, l’avvocato varesino Maccapani vuole esprimere considerazioni specifiche, con grande amarezza: “Ci troviamo in questa situazione e da ben nove mesi sono totalmente ferme le attività del ristorante stesso, che era diventato un punto di riferimento per i luinesi e i tanti turisti, nonostante gli importanti investimenti della famiglia Ranzoni. Ebbene, oggi si vedono azzerata completamente la propria attività, con un danno economico ingente, mentre le possibilità di ripristinare la struttura e l’intero esercizio appaiono indecifrabili, per cause indipendenti dalla loro volontà e imputabili solo alla burocrazia e agli organismi preposti. Questa situazione crea turbamento e preoccupazione per il futuro”.

L’appello finale che lancia Maccapani è uno solo: “Il nostro auspicio è che si trovi a breve una soluzione e che la funivia torni in funzione; si dovrà però tenere conto dei danni e dei mancati guadagni che queste attività hanno subito qui a Monteviasco. In ogni caso, però, bisogna riconoscere alla nuova sindaca Nora Sahnane la predisposizione positiva ed un atteggiamento costruttivo. Tutto questo, però, non basta: un elicottero non può essere sufficiente per ripristinare la normalità di un borgo e soprattutto di un’attività commerciale come quella di un ristorante. Rimaniamo sconcertati e continueremo a monitorare la situazione quotidianamente”.

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