Ancora tanta incertezza per il futuro del borgo di Monteviasco e per la riattivazione della funivia, a quasi quattro mesi dall’incidente che ha causato il decesso di Silvano Dellea, nonostante l’iter burocratico tra Regione Lombardia, Provincia, TPL e AVT vada avanti per portare alla firma dei contratti con il comune di Curiglia e far ripartire l’impianto di risalita, dando fine all’isolamento.
Qualche settimana fa era stato proprio il consigliere regionale Giacomo Cosentino ad annunciarlo, ma i tempi, come prevedibile, si stanno allungando, anche se Regione ha dato indicazioni ad AVT, TPL e comune di fare il prima possibile e accelerare i tempi. Da quanto si apprende, infatti, entro una settimana si dovrebbe arrivare alle firme per la nuova gestione, ma rimane ancora incertezza per il riavvio della funivia.
Oggi, però, dopo la forte denuncia di metà febbraio, che si sommano ai cittadini che chiedono risposte, è il noto avvocato Gian Piero Maccapani, che assiste Gianni e Pina Ranzoni in questa vicenda, gestori di un noto ristorante del borgo, a parlare, chiedendo pubblicamente un incontro agli enti preposti, in primis il comune di Curiglia.
“Siamo molto preoccupati sotto il profilo economico e umano – spiega l’avvocato Maccapani -, perchè più passa il tempo e più aumenta il danno economico che stanno subendo miei assistiti dopo aver investito nella loro attività ben 500mila euro, senza contare i mancati introiti da novembre. Avevano centinaia e centinaia di coperti ogni weekend, e senza funivia tutto risulta più difficile, anzi è una spesa impossibile da sostenere”.
“Non nego l’intervento ed il grande interessamento da parte della politica e degli enti preposti – continua l’avvocato varesino -, ma sta arrivando la bella stagione e i miei clienti non sanno come organizzarsi, Monteviasco rimane isolata ed abbandonata a sé stessa. L’attività turistica e di ristorazione è fondamentale per dare linfa al borgo, bisogna velocizzare i tempi. Il grave danno economico dei Ranzoni chi lo risarcisce? Chiedo, da avvocato, un incontro formale con le istituzioni: rispettando i tempi di intervento, vorremmo avere risposte certe. Nel caso in cui questo non avverrà, valuteremo l’ipotesi di procedere alle vie legali per tutelare i nostri interessi e quelli dell’azienda”.
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