Si riaccende il dibattito attorno alla funivia Ponte di Piero–Monteviasco, nel territorio di Curiglia con Monteviasco, a seguito della decisione che di fatto impedisce l’utilizzo dell’impianto nei giorni feriali, anche previa richiesta al caposervizio. A sollevare la questione è l’Associazione Monteviasco Borgo e Natura APS, che ha inviato una lettera formale al Comune per chiedere chiarimenti sull’attuale regime di esercizio.
«Come ben sapete, non è ancora possibile utilizzare la funivia in settimana, anche chiedendo il permesso al caposervizio. Questo divieto, arrivato dai piani alti e contro cui non possiamo fare nulla, è fortemente penalizzante per tutti noi», si legge nella comunicazione rivolta ai soci.
L’impianto, riaperto ufficialmente nell’agosto 2025 dopo il lungo stop iniziato nel 2018, risulta oggi operativo soltanto il sabato e la domenica, con un orario definito dall’associazione “molto risicato”. Una situazione che, secondo quanto riportato, non rispecchierebbe le dichiarazioni rilasciate nel mese di settembre durante l’inaugurazione, quando si parlò della possibile apertura di almeno un giorno aggiuntivo in settimana.
«Noi non stiamo colpevolizzando i ragazzi che in questi mesi si sono mossi nel modo migliore possibile per aiutarci, assolutamente no. Noi stiamo puntando il dito verso gli organi competenti che da agosto non sono stati in grado di organizzare un’apertura settimanale», scrive l’associazione.
Il tema centrale riguarda le ricadute concrete sulla vita quotidiana: il trasporto di legna, l’arrivo di tecnici per lavori nelle abitazioni, le visite mediche e la gestione delle seconde case risultano oggi concentrati nei weekend, con inevitabili difficoltà organizzative. In alternativa, resta la salita a piedi lungo la mulattiera, come avvenuto per quasi sette anni durante il periodo di fermo dell’impianto.
«Chi deve portare su la legna dovrà farlo al sabato, caricandola insieme ai turisti e al caos. Chi deve far salire tecnici per fare lavori in casa dovrà trovare persone disposte a farlo nel fine settimana. Chi deve fare le visite è costretto a scendere alla domenica e stare giù un’intera settimana o salire a piedi», viene sottolineato nella email ai soci.
L’Associazione Monteviasco Borgo e Natura APS, attiva dal 2020 nella valorizzazione culturale, ambientale e turistica del borgo, conta quasi 300 iscritti e lamenta l’impossibilità di programmare con certezza le attività del 2026. La limitazione del servizio, si legge nella lettera inviata al Comune, rende complessa l’organizzazione di iniziative ed eventi in collaborazione con enti esterni, altre associazioni della valle e attività commerciali.
«Abbiamo nel nostro registro quasi 300 soci che chiedono una progettualità sicura per il 2026, che al momento non è possibile dare», evidenzia l’associazione, citando tra gli esempi un progetto con le scuole di Dumenza che coinvolgerebbe 70 ragazzi e un’iniziativa con il Teatro Periferico destinata a 40 studenti del Liceo scientifico “V. Sereni” di Luino, entrambe attualmente non realizzabili senza un utilizzo feriale dell’impianto.
Nella comunicazione formale datata 10 febbraio, indirizzata al Comune di Curiglia con Monteviasco, viene chiesto di conoscere le motivazioni per cui il servizio non sia ancora garantito con maggiore continuità settimanale e se siano previste tempistiche per un ampliamento degli orari di esercizio.
Un ulteriore passaggio riguarda la richiesta di attivazione straordinaria dell’impianto nelle giornate di giovedì 28 e venerdì 29 maggio, nonché lunedì 1° giugno, in vista della tradizionale festa della Madonna della Serta del 30 e 31 maggio. L’organizzazione dell’evento, che prevede la presenza di un coro proveniente da Trento composto da 30 persone, necessita infatti di tempo e personale nei giorni precedenti.
«L’organizzazione è complessa e richiede tempo e personale. In quelle due giornate è prevista una grande affluenza e l’assenza di collegamento renderebbe improbabile la costruzione di una festa degna di essere definita tale», si legge nella lettera.
Nella parte conclusiva del documento, l’associazione richiama anche il tema delle risorse pubbliche. ATM ha ricevuto un contributo da Regione Lombardia e la funivia Ponte di Piero–Monteviasco è un trasporto pubblico finanziato con fondi pubblici. Tuttavia, viene evidenziato come il servizio sia limitato ai weekend e festivi, con chiusure registrate anche a Natale, Capodanno e Primo gennaio.
«Monteviasco non è solo turismo. Monteviasco sono gli abitanti, i proprietari di seconde case, le attività commerciali e gli affittuari che per quasi 7 anni hanno percorso la mulattiera in qualsiasi condizione meteorologica non per un capriccio, ma perché esercitavano il diritto di tornare a casa loro», conclude l’associazione, auspicando un riscontro e un dialogo costruttivo con l’amministrazione.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0