Luino | 23 Luglio 2019

Castelveccana e Luino, disposte oggi le autopsie per le due tragedie del weekend

Il sostituto procuratore Della Palma ha conferito al medico legale l'incarico di fare chiarezza sulla morte dei coniugi lavenesi e sul cadavere trovato all'ex Ratti

Giornata importante quella di oggi per iniziare a fare luce sulle due tragedie che si sono verificate sul territorio tra venerdì e sabato scorsi.

Il sostituto procuratore di Varese, Lorenzo Dalla Palma, ha infatti disposto l’esame autoptico sui resti di Roberto Belfanti e Marisa Milani, i due coniugi lavenesi deceduti in seguito al violento schianto sulla ferrovia a Castelveccana, e per il cadavere ritrovato all’interno dello stabile di via Fornara che ospitava un tempo gli uffici dell’ex ditta Ratti.

Per quanto riguarda il dramma avvenuto sui binari di Castelveccana venerdì, intorno alle 19, è quasi totale il riserbo della Procura, che ha comunque aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nulla trapela a proposito degli indagati, ma è bene sottolineare che la pratica è prima di tutto un atto dovuto per poter espletare gli accertamenti del caso, affidando dunque al medico legale il compito di fare chiarezza sul ruolo ricoperto nella dinamica da eventuali malori, ma anche sulla violenza dell’impatto che ha fatto seguito alla caduta del veicolo, il quale si trovava fuori dall’abitazione della figlia, posta a pochi metri di distanza dallo strapiombo sotto il quale si sviluppa la ferrovia.

Quanto tempo è trascorso dalla caduta della Lancia Y al passaggio del treno? Sarebbe stato possibile, per i macchinisti, evitare l’arrotamento? La caduta stessa è stata fatale? Per ottenere risposte a questi quesiti saranno importanti anche le indagini della Polfer, attualmente in corso, mentre è probabile che entro metà settimana i resti dei due pensionati potranno essere riconsegnati alla famiglia per i funerali.

Anche rispetto all’altro caso, quello dell’ex area Ratti, la necroscopia su quel che resta del corpo, in avanzato stato di decomposizione a causa delle elevate temperature, sarà fondamentale ai fini dell’identificazione. E’ stato infatti impossibile per gli agenti della Polizia di frontiera di Luino e per quelli della Scientifica di Varese, giunti sul posto in seguito alle segnalazioni, risalire all’età e al sesso della persona.

A individuare il cadavere, lanciando l’allarme, erano stati i parenti di Pier Luigi Arduino, il 69enne scomparso da viale Dante – a pochi metri di distanza dallo stabile, luogo del ritrovamento – ad inizio mese. Dal 2 luglio i parenti dell’uomo non hanno mai interrotto le ricerche, e attendono ora, più di tutti, delle risposte certe dalle analisi.

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