Laveno Mombello | 13 Maggio 2019

Trasformare ogni situazione in occasione: la visita dell’Arcivescovo di Milano a Laveno

L’arcivescovo Mario Delpini ha invitato ad aprire gli orizzonti, evitando un atteggiamento servile ma anzi andare al di là dell’indifferenza e del disprezzo 

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È stato un fine settimana importante per la cittadina di Laveno Mombello, che sabato e domenica ha ricevuto la visita pastorale del suo vescovo Mario Delpini.

La visita è stata preparata da un momento dedicato alle Confessioni e dalla recita comunitaria del Rosario in ciascuna chiesa parrocchiale, durante i quali il parroco don Carlo Manfredi ha voluto sottolineare come la visita pastorale sia un momento di grazia per la comunità. Il programma della visita, ricca e intensa, ha toccato tanti punti significativi del territorio della comunità pastorale, a partire dai cimiteri, passando per gli oratori, la casa di riposo e la casa-famiglia della comunità Giovanni XXIII a Cerro.

L’arcivescovo di Milano ha incontrato tante persone: i rappresentanti dell’Asd Oratori di Laveno Mombello, della società “Cerro Sportiva”, delle frazioni mombellesi e le famiglie dei ragazzi dell’iniziazione cristiana. Sabato ha cenato con i membri del Consiglio Pastorale e del Consiglio degli Affari Economici e domenica ha pranzato con gli adolescenti, i giovani e gli educatori della comunità pastorale. Il Vescovo ha voluto celebrare l’Eucarestia in ciascuna delle chiese parrocchiali e al termine di ciascuna celebrazione ha consegnato ai nonni la regola di vita.

A Laveno, ultima tappa della visita pastorale, l’Arcivescovo ha celebrato l’Eucarestia nella chiesa dedicata a sant’Ambrogio, la cosiddetta chiesa nuova; hanno concelebrato i sacerdoti al servizio della comunità pastorale e ha partecipato anche il vicario episcopale della zona di Varese, Giuseppe Vegezzi. Nell’introdurre la celebrazione, il parroco ha ricordato come la parrocchia dei santi Filippo e Giacomo Apostoli di Laveno sia stata l’ultima tra le parrocchie di Laveno Mombello ad entrare nella Comunità Pastorale, eppure la prima a perdere la presenza fissa di un sacerdote.

Ha voluto sottolineare l’impegno dei parrocchiani nel tenere vivi e curati le chiese e l’oratorio e in particolare come la chiesa nuova sia particolarmente utilizzata per le celebrazioni comunitarie della comunità pastorale. Ricordando infine come la chiesa nuova fosse stata individuata da mons. Franco Agnesi, allora vicario di zona e ora vicario generale, quale possibile santuario mariano per la presenza del quadro della Madonna del Verbano, patrona dei calciatori.

Durante la celebrazione, solenne e partecipata, sono stati proclamati testi degli Atti degli Apostoli, della Lettera di San Paolo ai Filippesi e del Vangelo di Giovanni. Nell’omelia, l’Arcivescovo, richiamando quanto scrive San Paolo (Fil 1, 8-14), ha espresso il proprio vivo desiderio di incontrare ciascuno, di condividere con i parrocchiani l’eucarestia, di dire che si sente responsabile del cammino di ciascuna parrocchia e della comunità pastorale per il presente e per il futuro.

Ha rivolto poi l’invito a sentire la bellezza del far parte di una grande Chiesa, evitando di chiudersi in modo autoreferenziale, ma anzi di aprire gli orizzonti, accogliendo le tante indicazioni, strumenti e proposte offerte dalla Diocesi e facendone di nuove. Anche incoraggiando e pregando per le vocazioni, affinché nella comunità pastorale ci sia qualcuno che parta, che prenda il largo e che si faccia carico dell’annuncio del Vangelo anche in terre lontane.

Ha poi indicato l’atteggiamento migliore per affrontare il futuro: citando il vangelo di Giovanni (Gv 15, 9-17), ha richiamato il rapporto personale affettuoso con Dio, mentre talvolta si vive con la mentalità del servo, che induce a pensare che la vita cristiana sia un insieme di doveri da eseguire, di adempimenti e cose da fare (e, se possibile, da scansare) e a pensare a Dio come un padrone esigente ed enigmatico.

Mentre invece, ha annunciato l’Arcivescovo, il desiderio di Dio è che tutti abbiano la sua gioia e che la gioia di ognuno sia piena, affinché ciascuno sia felice per sempre. Certamente, ha sottolineato Mario Delpini, le condizioni sono cambiate riaspetto al passato ma il mandato rimane: i cristiani continuano a trasfigurare la terra con il loro amore. Concludendo con un’indicazione pratica, il vescovo di Milano ha invitato ciascuno ad andare al di là dell’indifferenza che spesso raggela e del disprezzo che talvolta umilia chi si professa cristiano, e a trasformare ogni situazione in occasione per parlare di Gesù e condividere la gioia.

Al termine della celebrazione, dopo aver lodato la bellezza degli addobbi floreali e aver ringraziato la cantoria, i chierichetti e tutti i presenti, ha salutato e ringraziato le autorità civili e militari e in particolare il Sindaco, richiamando l’alleanza per il bene della città, in cui anche la Chiesa vuole fare la propria parte. Dopo la benedizione, scendendo verso il lungolago, ha inaugurato una croce posta dagli Amici del Presepe Sommerso in occasione del 40esimo anniversario dell’iniziativa e dedicata ai soci fondatori, collocata lungo la scalinata nel giardino della chiesa nuova là dove c’era un albero recentemente abbattuto.

Disceso sul lungolago, ha benedetto la statua del Bambinello che a Natale viene posto nel presepe sommerso. Prima della partenza, salutato dalla Filarmonica “Giuseppe Verdi”, ha ricevuto i doni degli Amici del Presepe Sommerso e dal Sindaco una copia del catalogo Paglia, che raccoglie tutti i decori delle ceramiche di Laveno Mombello degli anni Venti e Trenta.

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