L’Arcivescovo di Milano Mario Delpini festeggia oggi, mercoledì 29 luglio, il suo settantacinquesimo compleanno dall’altra parte del mondo.
Nato a Gallarate nel 1951, monsignor Delpini si trova attualmente in Brasile per una visita pastorale ai fidei donum ambrosiani, i sacerdoti della Diocesi di Milano in missione all’estero. Un compleanno lontano dalla sua città, ma non privo di significato: il mese di luglio si chiude così come era cominciato, all’insegna degli anniversari. Il 7 luglio ricorreva il nono anno dalla nomina ad Arcivescovo di Milano per mano di papa Francesco; il 13 luglio il diciannovesimo dalla consacrazione episcopale conferita da papa Benedetto XVI.
Il compleanno, per Delpini, non è mai stata semplice occasione di festeggiamento. È semmai un tempo per fare il punto, per ringraziare e chiedere perdono, per cercare riconciliazioni e guardare avanti. Con questo spirito, lo scorso 28 giugno, aveva convocato in Duomo i coscritti e le coscritte della sua classe di nascita per una messa condivisa, a cui aveva fatto seguito un momento di festa in Curia. Rivolgendosi ai coetanei giunti da varie zone della Diocesi, l’Arcivescovo aveva detto: «1951: gente che ha vissuto seriamente senza farsi notare, forse, senza pensare di essere migliore, ma originale per l’appartenenza al Signore, per la gioia di ascoltare la sua promessa, per la decisione di seguirlo sulla sua strada, umilmente e tenacemente».
Per i 75 anni di Delpini si sono levati gli auguri di tutta la Diocesi di Milano. Tra i più significativi, anche quelli del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha voluto sottolineare il ruolo dell’Arcivescovo come punto di riferimento non solo ecclesiale ma civile: «Con il suo stile sobrio, la sua capacità di ascolto e la costante vicinanza alle persone, è diventato un punto di riferimento non solo per la Diocesi di Milano, ma per l’intera comunità lombarda». Fontana ha evidenziato come, in una stagione segnata da contrapposizioni e solitudini, il magistero di Delpini ricordi ogni giorno il valore del dialogo, del rispetto reciproco e della responsabilità verso gli altri. «La Lombardia gli è grata per la testimonianza di fede, umanità e servizio che offre con discrezione e autorevolezza», ha concluso il governatore.
Eppure il traguardo dei 75 anni, che secondo le norme canoniche prevede la presentazione delle dimissioni al Papa, non segnerà – almeno per ora – la fine del mandato di Delpini alla guida della Diocesi ambrosiana. Già lo scorso febbraio, durante un confronto con papa Leone XIV, l’Arcivescovo aveva esposto al pontefice «le buone ragioni per provvedere alla sostituzione», ma il Papa aveva respinto l’ipotesi delle dimissioni, chiedendogli di continuare. Delpini ha dunque già programmato la sua agenda per i mesi a venire. Se di successione si tornerà a parlare, l’ipotesi più accreditata è che questa avvenga nell’estate del 2027 — salvo colpi di scena nelle prossime settimane.
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