Luino | 14 Gennaio 2019

Luino, sicurezza AlpTransit: “Non solo dati, ma i cittadini meritano anche risposte e fatti concreti”

Dopo gli interventi degli scorsi giorni, ora è una residente nei pressi della linea ferroviaria ad esprimere le sue perplessità e le sue preoccupazioni sul futuro

AlpTransit: non solo a Colmegna, crepe anche in alcune case e negozi di via Voldomino a Luino
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Il tema della sicurezza sulla linea ferroviaria Zenna-Luino-Gallarate, con la futura realizzazione di AlpTransit, continua a tenere banco, ormai da anni, su tutto il territorio del nord della provincia di Varese.

Se qualche giorno fa era stato l’attivista M5S, Giorgio Bosoni, tramite una una lunga riflessione, ad esprimere le proprie tesi sulle sfide future e la storia recente del trasporto su rotaia, in parallelo con la storia dell’Unione Europea, sfruttando il confronto la vicina Svizzera e con il percorso che conduce alla messa a punto in terra elvetica dei cosiddetti “tunnel di base”, poco meno di una settimana fa aveva replicato in merito Fulvio Quattroccolo, di Intermodale24-railun portale web informativo e di servizio per il trasporto intermodale e merci ferroviario.

Oggi, invece, a parlare è una cittadina luinese, residente a poche decine di metri dai binari, che ha voluto esprimere tutte le proprie perplessità, nonostante i numeri evidenziati da Quattroccolo, riguardanti la sicurezza e il rischio di incidenti di treni merci, che potrebbero creare gravi conseguenze nei centri cittadini sui quali insiste la linea.

Ecco il testo inviatoci in redazione da parte della residente.

Gentile signor Quattroccolo, ho letto attentamente la sua risposta al signor Bosoni sulle problematiche AlpTransit. In primis, intendo ringraziarla per i chiarimenti forniti da un punto di vista tecnico e professionale… non essendo, noi comuni cittadini, degli “addetti ai lavori”, non abbiamo alcuna competenza in materia. Pertanto, le scrivo anche a nome di moltissimi altri abitanti interessati a questa tematica, unicamente in qualità di residente lungo la linea ferroviaria che, ahimé, a Luino passa in pienissimo centro, proprio su una tratta con molte costruzioni, palazzi e densità di abitanti.

Mi aggancio alle sue parole “l’argomento è importante perché ritengo che i cittadini di Luino meritino di avere a disposizione dati più puntuali per poter costruire in modo più avveduto il proprio punto di vista”.

Con tale esternazione, gentile Quattroccolo, racchiusa in una sola frase introduttiva, ha sintetizzato ed evidenziato diverse carenze da parte di chi (RFI, regione, provinciacomune), finora, non ha ritenuto che i cittadini di Luino meritassero quei dati più puntuali in merito ad una faccenda che stravolgerà, ormai nel giro di pochi anni, la viabilità cittadina e inciderà sul deprezzamento delle abitazioni a ridosso della linea. Oltre a questo sarà anche importante da affrontare il tema dell’inquinamento acustico nelle zone adiacenti e quello del turismo.

Sono certa, però, che qualsiasi esempio riguardante infrastrutture dei Paesi del Nord Europa, non possa essere messo a paragone con le infrastrutture sul suolo della nostra bella Italia per motivi di svariato tipo: configurazione del territorio, eccessivo urbanizzazione, dissesto idrogeologico della gran parte del territorio nazionale, zone altamente sismiche e spesso strade e vie di comunicazione scarse o di non facile e veloce percorribilità, col rischio di rallentamenti fatali per eventuali mezzi di soccorso in caso di disastro ferroviario.

Le ricordo che, non più tardi di un mese fa, è franato un pezzo di montagna tra Maccagno e Luino interessando anche la linea ferroviaria dove passerà Alptransit. Mi preme sottolineare che i rischi ci saranno, soprattutto quando il passaggio di circa 90 treni al giorno, solleciterà quel terreno con innumerevoli ed inevitabili vibrazioni.

Sono certa che il suo pragmatico ottimismo le derivi da studi ed esperienza professionale e, da questo, incrocio di dati ritiene che non ci sia motivo di preoccupazione. Le riporto, invece, le preoccupazioni di molte persone che vivono a ridosso della linea, che hanno la percezione di un disagio e di un pericolo. A noi non credo ci bastino le statistiche per rassicurarci in toto.

La gente sa benissimo che il rischio, seppur minimo, esiste: sappiamo che il paragone da lei riportato, circa i pericoli in automobile o soltanto fuori da casa, è cosa ben diversa da un eventuale quanto improbabile incidente ferroviario.

I mezzi di soccorso per raggiungere Luino non trovano strade a veloce percorribilità, ma strade strette con tornanti che attraversano paesi: converrà con me che quella della cittadinanza, o buona parte di essa, è una paura più che lecita e a nulla serve quanto da Lei affermato “le procedure e i controlli cui è soggetta la ferrovia rendono gli incidenti rari e sulla strada, invece, i morti sono di oltre 4 ogni giorno…anche chi abita vicino alla ferrovia….rischia molto di più uscendo di casa o in auto che non per un eventuale incidente causato da un treno“.

Oggettivamente, infatti, un eventuale incidente grave sulla linea, con fuoriuscita di materiale altamente tossico non ha niente a che fare con un incidente automobilistico o un investimento sulle strisce pedonali. Sa perfettamente che, in un incidente su rotaia con dispersione di materiale ad altissima tossicità, il coinvolgimento non sarebbe di poche persone o di un piccolo tratto, ma interesserebbe un’ampia “zona rossa” dove ad intervenire sono autorizzate solo le unità esperte in NBCR.

Il suo nobile tentativo di rassicurare chi solleva dubbi e perplessità e paure non aiuta a stare più sereni (caso di fuoriuscita di cloroformio nel deragliamento di Rapallo del 25 ottobre 2018, che è sostanza pericolosa perché nociva se inalata, cancerogena e dannosa per l’ambiente).

Quindi, nel ringraziarla per aver fornito i dati statistici, le dico, a nome di tutti coloro che abitano lungo la linea ferroviaria di Luino e dei plessi scolastici adiacenti ad essa, che i cittadini non meritano solo dati più puntuali a dimostrare che gli incidenti di treni merci sono rari, ma meritano risposte e fatti convincenti da chi ha il dovere di occuparsi della cittadinanza.

Chiediamo, dunque, a chi di competenza di promuovere occasioni di confronto e approfondimento per dare garanzie sul rispetto di tutte le norme di sicurezza da parte dei gestori.

E dal comune nessun segnale: nessuno ha pensato di sentire le opinioni dei residenti sulla “zona rossa” né si hanno notizie di uno studio di fattibilità per gli interventi sulla viabilità e sull’impatto ambientale dell’opera, nessuno ha pensato a coinvolgere ed informare la cittadinanza sugli sviluppi e su ciò che ne sarà del nostro territorio, delle nostre case deprezzate, del rumore che saremo costretti a subire (a proposito finora nessuna traccia dei pannelli fonoassorbenti?!), dell’inquinamento, del rumore e del deturpamento di un territorio, una volta fortemente turistico. Mai caso migliore per dire, insomma… “del doman non v’e’ certezza”.

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