“Leggiamo dell’impegno del senatore Candiani a favore dell’ospedale che insiste sul territorio che amministra da anni. Desideriamo appoggiare il suo zelo e lo diciamo senza problemi: crediamo che le parole espresse lunedì 31 dicembre su Prealpina meritino rispetto”. Inizia così il comunicato stampa inviato questa mattina dagli attivisti luinesi del Movimento 5 Stelle, firmato Anita Rovenda, in merito alla situazione dei presidi ospedalieri dell’ASST dei Sette Laghi.
“Lo diciamo – continuano i pentastellati – anche consci del fatto che all’ospedale di Luino esistono problemi molto simili, ma i suoi compagni di partito locali continuano a dire che ‘va tutto bene’, che Emanuele Monti risolve tutto. Parlando con i leghisti di Luino, dopo esserci confrontati con medici ed operatori, si ha la netta sensazione che non conoscono o non hanno approfondito la situazione”.
“Quanto esprime Candiani su Prealpina è poi quello che dicono ed esprimono i medici e gli infermieri a Luino – spiegano ancora gli attivisti M5S -. Perché dunque questo silenzio? Solo perché i leghisti di Luino sono di stretta fede maroniana, già barbari sognanti? Oggi a sognare sono rimasti solo i pazienti, sognano posti letto, visite in tempi normali, cure adeguate. Tutto quello che era stato inserito nella riforma chiamata in principio ‘riforma Rizzi’, della quale i politici luinesi hanno decantato in ogni modo virtù in tanto di incontri pubblici per poi far sparire in fretta cognomi e foto, è il vero fulcro del problema. Non diciamo che è tutto da cestinare ma alcune riflessioni le hanno fatte gli stessi vertici leghisti”.
“Oggi il Senatore Candiani parla di collaborazione e interazione tra medici di famiglia, Guardie mediche e territorio e mette proprio il dito nella piaga di quella riforma – si legge nel comunicato firmato M5S -. Basta essere stati appena malati o aver avuto un parente in precarie condizioni per capire che la prima cosa che fa il medico condotto è mandare subito il paziente in ospedale per accertamenti più seri. Non appena chiedo loro il motivo dicono ‘se aspettavamo di fare esame o visita da fuori sarebbe passato troppo tempo…’. Per non parlare della Guardia medica, che in molte località spesso rimanda all’attiguo pronto soccorso… questo lo sanno bene anche i firmatari di quella legge sanitaria che stenta a decollare”.
“Basta girare in questi giorni tutti i pronto soccorso della provincia di Varese per scoprire che è così, che straripano ovunque di persone – affermano ulteriormente i 5 Stelle -. I cittadini non hanno più il rapporto di una volta con la sanità, questo è un fatto, ma si sentono anche più insicuri da una serie di provvedimenti che non facilitano i rapporti tra il Servizio sanitario pubblico e gli ammalati. Ha ragione Candiani a pretendere più posti letto, a volere medici con un curriculum dignitoso, a chiedere a Regione e Governo maggiore attenzione. Tradate è un caso particolare, basterebbe raccontare quanto accaduto con le cooperative a dicembre, per esempio.
“Siamo fiduciosi che l’occhio vigile di Candiani saprà fare la differenza e se l’altro occhio lo userà per Luino, tutti ne saremmo grati e potremmo far capire anche a lui che l’entusiasmo, o incoscienza, dei maroniani luinesi non paga sempre”, conclude la nota.
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