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12 Dicembre 2016

Luino, gli attivisti del M5S presentano una proposta di mozione contro il gioco d’azzardo patologico

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Sono molte le iniziative volte a contrastare il gioco d’azzardo patologico e la ludopatia che potrebbe conseguirne, come sono molte le associazioni e gli enti che, sul nostro territorio, si occupano di contrastare questo fenomeno. in questo contesto, ora, si inserisce anche la proposta di mozione presentata dagli attivisti luinesi del M5S, finalizzata a contrastare la piaga del gioco d’azzardo a Luino. A firmarla Gianfranco Cipriano, Luca Pandolfi, Donato Filippo Palumbo, Alessandra Marangon, Giorgio Bosoni, Giampaolo Papa, Niccolò Invidia e la consigliera grillina di Regione Lombardia, Paola Macchi.

Luino, gli attivisti del M5S presentano una proposta di mozione contro il gioco d’azzardo patologico

Luino, gli attivisti del M5S presentano una proposta di mozione contro il gioco d’azzardo patologico. La proposta di mozione, presentata dal gruppo di attivisti luinesi del Movimento 5 Stelle, si basa su osservazioni dirette e, numeri alla mano, chiede, non solo di poter essere ascoltata, ma che vengano presi provvedimenti concreti per contrastare il gioco d’azzardo patologico, incentivando in primo luogo gli esercenti dei locali pubblici e privati a non installare i dispositivi di gioco tanto contestati.

“Premesso che – si legge nella proposta di mozione presentata in comune dagli attivisti grillini lunesi – abbiamo avuto modo di apprezzare le iniziative finora attuate dall’amministrazione comunale, volte a contrastare il gioco d’azzardo patologico, la ludopatia costituisce una vera e propria malattia che compromette lo stato di salute fisica e psichica del giocatore, la serenità economica e relazionale della sua famiglia. Le dipendenze da gioco si configurano, altresì, come una questione socio-sanitaria che coinvolge il sistema sanitario nazionale, le ASL, le amministrazioni locali nonché le famiglie luinesi nel loro insieme. Il gioco d’azzardo è un mercato tanto ricco e diffuso in modo capillare da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale e, la dipendenza dal gioco d’azzardo, è riconosciuta come una vera e propria patologia dall’OMS. Inoltre l’art. 5 della legge 189 del 13/9/2012 (decreto Balduzzi) ha inserito nei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza) la cura delle persone malate di gioco e l’assistenza alle loro famiglie. Le cure dei malati di gioco patologici hanno quindi dei costi economici oltre che sociali che ricadono sull’intera comunità. C’è da considerare anche che gli introiti del gioco d’azzardo sono molto elevati: nel 2011 il fatturato del mercato legale è stato di 76,1 miliardi di euro e di 10 miliardi quello del mercato illegale e, secondo dati del 2011, l’Italia è collocata al primo posto in Europa e al terzo posto nel mondo tra i paesi che giocano di più con una spesa pro-capite annua di 1260 euro (neonati compresi). Attualmente sono 800mila le persone dipendenti dal gioco d’azzardo e quasi due milioni di giocatori sono a rischio dipendenza” (Fonte per i dati: dossier “Azzardopoli, il paese del gioco d’azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare” dell’associazione Libera).

Nella proposta di mozione, poi, gli attivisti M5S fanno riferimento ad alcune legge regionali che sono state approvate in questi anni, a partire dal 2013, dove si evidenziano tutte le misure prese da Regione Lombardia per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. I temi affrontati: si parla del marchio regionale “No Slot”, rilasciato, a cura dei comuni, agli esercenti di pubblici esercizi, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi, che decidono di non installare le apparecchiature al gioco d’azzardo; dei premi che i comuni possono dare agli esercizi “No Slot”; delle tutele verso i soggetti maggiormente vulnerabili per prevenire fenomeni da GAP; della collocazione di nuovi apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovano a una distanza oltre i cinquecento metri da luoghi sensibili, come scuole, luoghi di culto, ospedale, impianti sportivi o altri. Ricordano inoltre che spetta al comune la competenza dei controlli, tramite la polizia locale, sui locali, al fine di evitare la diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo patologico e di garantirne il monitoraggio.

“Preso atto di quanto sopra – chiude la proposta di mozione -, si richiede l’impegno da parte del sindaco e della giunta comunale ad affrontare il tema in oggetto con determinazione, attraverso un’azione immediata, concreta e decisa attivandosi: a studiare e ad approvare forme premianti (come, ad esempio, un contributo una tantum e forme di pubblicizzazione) per gli esercizi “No Slot” e per i gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare o disinstallare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito; ad attuare un censimento degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito presenti nel territorio comunale e a redigere un elenco dei “luoghi sensibili” individuati; a limitare l’utilizzo delle macchinette slot/videopoker per un massimo di otto ore giornaliere (vietando le fasce orarie in cui gli studenti si recano ed escono da scuola) e a vietare l’accesso ai siti di gioco d’azzardo online per gli utenti del wifi comunale e da ogni terminale della pubblica amministrazione; a proseguire nell’organizzazione di eventi pubblici di sensibilizzazione invitando esperti del settore della lotta alla ludopatia e coinvolgendo in modo particolare i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado; a rilasciare agli esercenti di pubblici esercizi, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito il marchio regionale “No Slot”; a coinvolgere tutte le forze politiche nella definizione degli atti e delle iniziative che andranno ad attuare gli impegni dei punti precedenti.

“Proposte Azzardate”, presentato nello scorso aprile, è stato un lavoro certosino, effettuato su tutto il distretto di Luino e redatto dalla cooperativa “Codici” e dalla cooperativa “Lotta contro l’Emarginazione”.

Per consultare la proposta di mozione, cliccare qui.

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