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Marchirolo | 23 Dicembre 2018

Marchirolo, il caso del centro culturale islamico in Procura. “Su Facebook troppo odio”

Il sindaco Dino Busti condanna i commenti d'odio: "C'è anche apologia di fascismo, basta con questo clima. Un gesto inqualificabile. Inviati screenshot in Procura"

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Nella notte tra venerdì e ieri, sabato 22 dicembre, come raccontato ieri, l’edificio dove dovrebbe sorgere la sede dell’associazione culturale islamica varesina (ACIF), a Marchirolo, è stato interessato da alcuni atti vandalici. La vetrata esterna, infatti, dietro la saracinesca abbassata, è stata rotta da ignoti che, sfruttando il buio, hanno lanciato un petardo all’interno del locale.

Un gesto ignobile, da condannare, che ha innescato un grande dibattito, anche nella giornata di ieri, tra i cittadini sui social network, tra chi condannava l’episodio e chi ha commentato dicendo “che è una cosa normale”. Sull’accaduto, stanno indagando i Carabinieri di Marchirolo, coadiuvati dai militari dell’Arma della Compagnia di Luino: sono al vaglio alcune immagini di telecamere di videosorveglianza presenti nel centro cittadino e, una volta visionate, si potranno cercare i colpevoli.

Il sindaco di Marchirolo, Dino Busti (che era già intervenuto negli scorsi giorni), è un fiume in piena. “Come posso commentare un episodio del genere?”, afferma il primo cittadino. “Su Facebook si è innescato un circolo di odio fuori da ogni logica. Io ho inviato tutti i commenti peggiori alla Procura della Repubblica di Varese, che sta analizzando diverse opinioni: c’era chi voleva prendere la ruspa per abbattere l’edificio, o chi, invece, invitava gli altri utenti a non sorprendersi se fosse scoppiato un incendio. Altri ancora hanno pubblicato foto di fascisti con i bastoni, dove c’era scritto ‘ai loro tempi queste cose non accadevano’. Credo che questo incitamento all’odio non giovi a nessuno, fomentando la violenza non si genera nient’altro che violenza. Non mi spiego come sia possibile che la nascita della sede di un’associazione culturale (con una capienza massima di venti-venticinque persone circa, ndr), che vuole organizzare lezioni di lingua araba per i bambini, possa generare questi atti inqualificabili. Penso sia intollerabile un clima così e chi ci governa ai piani alti deve capire che non possiamo andare avanti in questo modo, per guadagnare una manciata di voti e governare”.

Dello stesso avviso è anche il consigliere provinciale Marco Magrini, unico referente dell’Alto Varesotto a Villa Recalcati, che condanna questi atti vandalici: “Un gesto ignobile che dimostra quanto il clima teso di questi ultimi tempi sia evidente anche nel nord della provincia. Auspico che magistratura e forze dell’ordine riescano a trovare questi vandali e li possano punire nel modo che meritano”.

Tanti i commenti di odio e rabbia nei confronti di questa apertura, ma allo stesso tempo numerose le opinioni di cittadini che si vergognano per quanto avvenuto. Nel frattempo, però, dopo un simile atto vandalico, non stupirebbe se la piccola comunità islamica, che ha comprato uno stabile per avere una sede in centro a Marchirolo, faccia un passo indietro. Questa sarebbe una sconfitta per la libertà e per tutto il territorio.

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