Dopo la lettera inviata a tutti i parlamentari dei territori di frontiera a nome dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera per dirimere le questioni interpretative sul riconoscimento dello status di “vecchio frontaliere”, Massimo Mastromarino, presidente dell’ACIF e sindaco di Lavena Ponte Tresa, ha dato seguito al secondo impegno preso durante l’incontro tenuto lo scorso 24 febbraio.
Come preannunciato, è stato infatti predisposta e inviata a tutti i 518 Comuni di frontiera una proposta di ordine del giorno da approvare in consiglio comunale e da trasmettere successivamente al Governo per richiedere l’abolizione della “tassa sulla salute” a carico dei “vecchi frontalieri”. Un tema che, da diverse settimane, è al centro di un acceso dibattito politico.
La decisione di far sentire la propria voce, per Mastromarino, è perché si tratta di «una tassa ingiusta e in contrasto con il nuovo accordo fiscale» siglato tra Italia e Svizzera.
Ecco il testo della proposta inviata ai sindaci.
Caro Sindaco,
la Legge di Bilancio per l’anno 2024, n. 213 del 30 dicembre 2023, ha previsto un prelievo dal 3 al 6% (percentuale da determinare a livello regionale) del reddito netto dei c.d. “vecchi frontalieri” e cioè dei lavoratori frontalieri con contratto di lavoro precedente al 16 luglio 2023, quale contributo al SSN italiano. Questa nuova tassa sanitaria contraddice quanto stabilito dal nuovo accordo fiscale che prevede l’imposizione fiscale per i c.d. “vecchi frontalieri” esclusivamente nella Confederazione Elvetica. Per questo motivo, a tutela dei nostri frontalieri, abbiamo deciso di predispone questo Ordine del Giorno, da inoltrare al Governo, quale richiesta urgente di stralcio della norma, ritenuta iniqua e penalizzante per il territorio dei Comuni di Frontiera.
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