Marchirolo | 21 Dicembre 2018

Marchirolo, “Il centro islamico sarà culturale, corsi di arabo per bambini. No all’odio”

Dopo le polemiche e le rassicurazioni del sindaco Dino Busti, interviene uno dei volontari che sarà protagonista dell'associazione. Ecco le attività sul territorio

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Altre polemiche nella giornata di ieri, soprattutto sui social network, sono nate dopo l’ufficializzazione da parte del sindaco di Marchirolo, Dino Busti, della nuova sede dell’associazione culturale islamica varesina nel centro del paese.

Se il primo cittadino aveva rassicurato tutta la comunità, questo non è bastato e allora è direttamente un volontario 38enne, di cittadinanza marocchina, arrivato in Italia con i suoi genitori quando era un bambino, a raccontare da dove deriva questa necessità, spiegando quali saranno le attività che verranno svolte, una volta terminati i lavori (l’inaugurazione non avverrà prima della prossima estate).

L’uomo, che è un commerciante ambulante, residente a Cadegliano Viconago, rimanda al mittente le dure critiche e le posizioni di odio di diversi concittadini: “L’obiettivo primario di questa associazione è organizzare corsi di lingua araba aperti a tutti. In primis ai nostri figli, con la speranza che non dimentichino la loro madrelingua e, qualora avessero bisogno qualsiasi documento nelle terre di origini, non abbiano problemi a comprendere e farsi comprendere. Alle lezioni, però, potranno partecipare tutti quanti. Il centro culturale sarà un luogo di incontro e confronto dove ci potremo guardare in faccia e parlare, con rispetto ed educazione, condividendo le nostre diversità, conoscendoci l’un l’altro”.

Il 38enne è in paese da oltre 34 anni e non ha mai avuto problemi di razzismo, anzi, tiene a precisare: “Quando sono arrivato qui con i miei genitori non avevamo nulla e in tanti ci hanno aiutato, anche dandoci soldi e offrendoci il loro sostegno. Ci siamo integrati piano piano e le nostre diversità culturali non hanno inciso in nessun modo nei rapporti. Siamo benvoluti da tutti, consapevoli dell’importanza di rispettare l’Italia, regole e leggi. Abbiamo sempre partecipato e continueremo a farlo anche con l’associazione alle feste che verranno organizzate in paese, ci impegneremo, non ci tireremo indietro mai”.

La comunità araba della zona spesso ha organizzato momenti di preghiera, inclusa la festa del Ramadan, al Camilliani e al campo sportivo di Cugliate, “Non abbiamo mai avuto problemi”, ricorda l’uomo.

“Un grazie – conclude – va al presidente che ha risposto alla nostra richiesta di avere una sede, mettendo soldi di tasca propria, e al sindaco Busti, al quale abbiamo promesso educazione e impegno, e manterremo le promesse. Siamo 15-20 persone, abitiamo qui da anni e vogliamo integrarci di più, aprendo le porte a tutti, senza distinzione di religione e razza. A chi critica e prova odio e rabbia per la nascita dell’ACIF dico di venirci a trovare. Nel Corano – riferendosi agli jihadisti dell’ISIS – non c’è scritto che si può fare male a qualcuno, la questione è solo politica. Anzi il profeta Maometto dice che l’ebreo va rispettato, e che possiamo mangiare nello stesso piatto. Tutti possono sbagliare, le ferite possono guarire solo se ci conosciamo e ci guardiamo negli occhi”, conclude il 38enne.

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