Continua a tenere banco a Luino, ormai da due mesi, la questione della mensa scolastica e della possibilità di far portare agli alunni la “schiscetta da casa” che, dopo le aperture da parte della dirigente scolastica, Raffaela Menditto, oggi vede sorgere altri piccoli dettagli da risolvere. Grande il dibattito in queste settimane, però, tra amministrazione, minoranza e gli attivisti del Movimento 5 Stelle, senza dimenticare i genitori.
Anzitutto, al momento, sui seicento alunni dell’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”, all’interno del comune di Luino, solo venti, il 3,3% del totale, hanno fatto richiesta per poter consumare in mensa un pasto diverso da quello proposto dal classico menù scolastico, stilato dalla ditta appaltatrice in collaborazione con scuola, docenti e genitori.
Se nelle scorse settimane, però, sul banco degli imputati era finita la qualità del servizio, criticata duramente dai genitori, in questi giorni, fortunatamente, la situazione sembra sia in fase di miglioramento, con la ditta che sta cercando di dare un piatto di pasta in bianco ai bambini che preferiscono non mangiare il primo proposto. Utile sottolineare, però, che il menù settimanale segue specifici e corretti principi nutrizionali.
Rimangono, però, alcune criticità. In primo luogo sono chiamati in causa i genitori: chi opterà per far portare il cibo da casa ai propri figli lo farà per tutto l’anno scolastico o deciderà di giorno in giorno in base al menù proposto? Come ci si potrà organizzare per limitare i disagi tra competenze della scuola, della ditta e del comune e rapportarle alle esigenze dei bambini e dei genitori? In secondo luogo anche il problema dell’acqua da dare ai bambini e alla gestione del servizio. Potranno i genitori far portare da casa l’acqua ai propri figli o sarà data loro quella del rubinetto?
Un ulteriore problema, inoltre, nonostante siano pochi i bambini che abbiano fatto richiesta, potrebbe essere che il numero di quei genitori che vorranno far portare il pranzo da casa ai loro figli sia destinato a crescere. Per questa ragione sarà necessario capire in che modo la scuola, attendendo la decisione del comune, si muoverà per organizzare gli spazi della mensa. La dirigente scolastica, infatti, in questi giorni ha inviato una comunicazione ufficiale in comune dove chiede chiarimenti sul da farsi, ribadendo i problemi evidenziati.
Le criticità rimangono, il 2018 si avvia a concludersi, e nel frattempo tra domenica e lunedì saranno eletti i nuovi rappresentanti dei genitori che, in consiglio d’istituto, cercheranno di spiegare le loro ragioni per trovare una soluzione, insieme all’Istituto e alla professoressa Menditto. Certo, la situazione rimane complessa, ma la strada intrapresa, fatta di confronto e incontri, potrebbe dare le indicazioni giuste per andare a rispondere a tutte le necessità quotidiane di mamme e papà.
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