Luino | 1 Ottobre 2018

Gioco d’azzardo, levata di scudi dei gestori sul regolamento. Ascom Luino chiede un passo indietro

Critiche da parte di alcuni esercenti: "Le limitazioni degli orari non cambieranno nulla". Per altri le macchinette potrebbero sparire. L'Ascom: "Chiederemo proroga"

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Dopo l’approvazione del regolamento comunale, che limita l’accensione delle macchinette mangiasoldi sul territorio dei ventiquattro comuni del Piano di Zona, avvenuta venerdì in consiglio, e il plauso degli attivisti del Movimento 5 Stelle all’assessora Caterina Franzetti, ad intervenire oggi, dopo aver ricevuto diverse critiche dagli esercenti è l’Ascom di Luino.

“Anche se qualche commerciante dice che Ascom Luino non si è interessata del regolamento – spiega il presidente Franco Vitella -, l’assessora Franzetti ha ricevuto una lettera, circa un mese e mezzo fa, nella quale avevamo evidenziato le problematiche derivanti da questo regolamento e dalla futura ordinanza. Molti commercianti non hanno la struttura adeguata per inibire il giocatore di mattina o in orario pranzo, perché tante macchinette sono nello stesso locale del bar. Inoltre, le attrezzature sono collegate al Monopolio di Stato e hanno un serio regime di controllo. In questi casi chi dice, agli orari stabiliti, al giocatore che deve smettere di giocare? Sicuramente ci saranno problemi di ordine pubblico. Sono pochi i locali che hanno sale dedicate alle slot, ma gli altri?”.

I problemi, infatti, a detta degli esercenti, non sono solo di carattere repressivo, con difficoltà da parte loro nel mandare via i giocatori, soprattutto quelli patologici, ma anche legati ai controlli: “Verranno i vigili o le forze dell’ordine a cacciare i giocatori dalle macchinette – si domanda un gestore di via Vittorio Veneto -? E una volta spente le macchinette sapete quanti altri giochi ci sono? Gratta & Vinci e 10e Lotto, sono tanto diversi? Se si spengono le macchinette e i giocatori continuano con altri giochi? Che senso ha? In tanti pensiamo sia solo una mossa pubblicitaria, per far vedere che i comuni sono sul pezzo e dalla parte dei più deboli. Ma conoscono la nostra quotidianità? Perché non ci hanno voluto ascoltare?“.

Sono queste le domande che si pongono in tanti, anche se qualche altro commerciante è dalla parte dei comuni: “Per me potrebbero sparire pure ora, anzi dovrebbero farlo. Dovrebbero bandire tutti questi giochi che rovinano tante persone, soprattutto i più deboli. Certo in alcuni casi ci danneggiano, ma a noi non cambierebbe nulla. Non basiamo la nostra attività e i nostri guadagni sulle slot”, commenta il proprietario di un bar in via Voldomino.

“Quello della ludopatia – spiega ancora il direttore Ascom Luino, Franco Vitella -, è un problema grosso e lo stato non può scaricare il problema: il Lotto e il Superenalotto non sono droghe allo stesso modo? Io penso che il problema è molto più articolato, non si può risolvere così. L’offerta del gioco, come dicono i gestori, è diversificata, come lo sono le scommesse. In pochi minuti, per i patologici, c’è il rischio di spendere un mucchio di soldi. Se bisogna intervenire lo si deve fare a 360 gradi, oppure credo sia necessario incontrarsi e capire come organizzarsi, insieme”.

Siamo orientati a chiedere una proroga – conclude Vitella -, vogliamo verificare insieme ai comuni più grandi i problemi più grossi, farlo insieme agli esperti del settore, ma prima dell’entrata a regime del regolamento comunale con l’ordinanza. Per il momento troviamo solo oneroso per i pubblici esercizi spegnere per sei ore le macchinette. Alcuni di loro, infatti, in un periodo di crisi come questo, trovano sostentamento così, e da quanto ci hanno detto diversi cambierebbero gli orari di apertura, lasciando a casa anche dipendenti”.

“Credo che oltre al gioco ci siano tante droghe da contrastare – spiega un altro gestore del centro di Luino -. Perché la vendita di alcol o sigarette non è limitata solo in mattinata? Oggi troviamo gratta e vinci ovunque, anche nei supermercati, e si mettono a fare la ‘guerra’ contro le macchinette. Il problema non è il gioco, ma è la facilità di accesso al gioco. Le persone più deboli, le fasce più disagiate, troveranno il modo di giocare, magari anche online”.

Insomma, la situazione è calda, e dopo lo scontro in maggioranza luinese, durante il consiglio comunale aleggiano nuove ombre sull’operato di altri comuni, che potrebbero defilarsi sia per il regolamento, sia per l’ordinanza. Tutto è ancora in stand by, in attesa di nuove decisioni politiche o incontri tra le parti.

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