Dopo il regolamento sul gioco d’azzardo patologico che sarà approvato questa sera, nel luinese arriva un altro progetto, che coinvolge tutta la provincia. Uniti, infatti, si fa la differenza e contrastare uno tra i più grandi mali dei nostri giorni, la violenza di genere, è fondamentale, sotto ogni aspetto.
Così, nella giornata di ieri in Municipio è stata presentata la Rete Antiviolenza Interistituzionale Territoriale di Varese. Numerosi i consiglieri, gli assessori, le realtà locali e, soprattutto, le associazioni che lavorano sul territorio, quotidianamente, al fianco delle istituzioni e delle vittime di violenza: “Donna Sicura” (associazione e centro antiviolenza riconosciuto dalla rete) e “No Violenza Donna” (associazione che si occupa di prevenzione e di sensibilizzazione), in primis, e poi l’Opaar di Germignaga, l’Acli e il CAV di Voldomino, la Croce Rossa di Luino, la Parrocchia di Luino, la Caritas e rappresentanti dei Servizi Sociali di diversi comuni, tra cui Marchirolo, Luino, Brissago Valtravaglia e Cadegliano Viconago.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare tutta la popolazione affinché la cultura, la pratica della prevenzione e del contrasto della violenza di genere possano radicarsi sul territorio e produrre azioni positive. Un progetto che vede ben ventotto realtà lavorare in sinergia insieme ai 115 comuni della provincia, ai sette ambiti distrettuali, Prefettura, Questura e forze dell’ordine, agli enti della realtà istituzionale socio-sanitaria, ai centri antiviolenza e alle associazioni di volontariato.
In cinque anni la Rete ha avviato numerosi progetti volti tutti a tutelare la donna e a sostenere ogni vittima di violenza: oltre 700mila euro sono stati i fondi ricevuti tramite convenzioni, bandi regionali o europei che hanno permesso alla Rete di crescere, di farsi conoscere e di essere concretamente di aiuto su tutto il territorio. Ospitalità (anche con presa in carico di minori), pronto intervento, strutture di accoglienza, prevenzione e contrasto, questi alcuni elementi del grande ventaglio di servizi offerti gratuitamente ben descritti dalla coordinatrice del progetto “Chi.Ama”, la dottoressa Adelaide Caraci, coadiuvata dalla responsabile Alessandra Airoldi.
“L’obiettivo principale è quello di osservare il territorio e fare in modo che nessuna vittima di violenza si senta abbandonata – spiega l’assessora alle Pari Opportunità di Varese, Rossella Dimaggio -. La rete arriva anche nel luinese, al fianco dei paesini più piccoli, dove le donne hanno più bisogno perchè sono più frequenti episodi di isolamento. Noi è proprio questo quello che vogliamo evitare. La violenza di genere è molto ‘democratica’, può colpire qualsiasi famiglia. Dobbiamo avere le antenne sempre ben alzate, e cogliere con delicatezza qualsiasi sintomo di pericolo e di vergogna, insieme a tutte le realtà istituzionali e alle associazioni”.
Due i punti di forza, che devono essere quotidianamente migliorati, spiegati dall’assessora Dimaggio: il primo sono i centri antiviolenza, nati grazie all’impegno di diverse donne per aiutare alcune vittime e che, soprattutto nelle grandi città, sono state le prime a farsi carico della grave criticità. Oggi, però, non basta più la buona volontà, ma è sempre più richiesta una maggior professionalizzazione, affinché i centri siano affiancati da persone qualificate. Il secondo, invece, riguarda l’intervento in situazioni di emergenza, dove bisogna salvare le vite. Se la rete funziona ottimamente nel pronto intervento, la difficoltà più grande è far tornare la donna alla vita normale, quella di tutti i giorni. Insomma, un momento difficile, in cui è fondamentale avere al proprio fianco i volontari, che compiono un lavoro straordinario.
“Due sono le sfide che ci proiettano verso il futuro – conclude Dimaggio -. Definire protocolli e definire gli impegni, in sinergia con tutto il territorio, per l’aiuto ad avere una nuova vita. Fare rete è l’unica strada se vogliamo davvero rompere il ghiaccio sul problema”.
“Siamo e saremo sempre al fianco della Parrocchia, del CAV, della Croce Rossa e di tutte le realtà che lavorano sul territorio. Dal comune c’è sempre la massima disponibilità e il supporto ad intervenire – commenta l’assessora ai Servizi Sociali, Caterina Franzetti -.. Le associazioni di sostegno sono fondamentali per noi. Luino c’è ed è sempre pronta ad accogliere ogni segnalazione. Lavoriamo tutti insieme”.
© Riproduzione riservata






