Luino | 15 Marzo 2018

Luino, l’ex presidente della Pro Loco Giannini: “Capisco Gambato, la guida deve essere il Comune”

Analisi della situazione attuale e della improvvisa vicenda dimissioni, dopo 25 anni all'interno dell'ente. Il messaggio è "più sinergia per il bene del territorio"

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Il caso Pro Loco, scoppiato la settimana scorsa dopo le dimissioni del presidente Mario Gambato e del direttivo, ha indubbiamente scosso la comunità luinese.

Molteplici le reazioni di rammarico e stupore che lunedì sera hanno raggiunto anche il consiglio comunale, tramite una richiesta formulata da Giovanni Petrotta, a nome della minoranza, e dedicata all’ormai ex presidente dell’ente, nella speranza che una mediazione da parte dell’amministrazione possa aprire nuovi spiragli di collaborazione, cancellando così lo scenario emerso dalla sentita conferenza stampa del 9 marzo.

A pochi giorni di distanza da una decisione che proprio Gambato ha definito frutto della frustrazione nel “vedere la Pro Loco sostituita da altri”, giunge il commento di chi all’associazione ha dedicato 25 lunghi anni di passione, Adriano Giannini, che nel 2012 lasciò a Gambato il timone del collettivo. Il suo punto della situazione mette in evidenza l’enorme mutamento subito dall’ente nel corso del tempo, e individua alcuni parametri che, a suo dire, sono oggi alla base di tante occasioni sprecate.

Un ringraziamento a Gambato lo voglio fare – esordisce Giannini -. Apprezzo il fatto che, a distanza di tempo, abbia capito come il mio modo di pormi non fosse sbagliato, ma semplicemente una scelta: ognuno detta le sue linee guida e tra noi oggi non ci sono problemi. Mi dispiace però vedere la Pro Loco in queste condizioni: manca purtroppo quella valorizzazione che è evidente in altri comuni, dove il rapporto tra volontariato e strutture gode di un rispetto maggiore”.

La parola chiave per l’ex presidente è dunque una sola, “sinergia“: “Quella da me stabilita con i gruppi di Benecchi a Dumenza e Ferrari a Maccagno, quella che manca con il Comune e che invece dovrebbe esserci. Prendiamo ad esempio il parco Ferrini e il suo anfiteatro – prosegue Giannini -, un luogo dall’incredibile potenziale, dotato di comfort e spazio per qualsiasi evento, accantonato proprio a causa del vuoto comunicativo, e del conseguente disinteresse da parte dell’amministrazione“.

Nella visione di Giannini l’amministrazione comunale risulta al momento assente in quella fetta di volontariato gestita e portata avanti dalla Pro Loco: “Un tempo ci si confrontava con l’assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo, che era diviso dall’assessorato alla Cultura. Oggi non esiste più. Posso citare come modello l’ottimo rapporto avuto con Pierfrancesco Buchi, allora giovane assessore, sempre pronto a valutare progetti e definire di comune accordo le iniziative, anche in base alle risorse e alle possibilità di finanziamento. Una dinamica di confronto che dovrebbe essere rilevante anche per Pellicini e per i suoi collaboratori”.

Il salto dai ricordi del passato alle più recenti evoluzioni genera sconforto: “Arrivare a sentire che un presidente e un consiglio direttivo si dimettono e non si sappia dove si andrà a finire mi lascia perplesso – ammette Giannini -. La primavera è alle porte, c’è un calendario di eventi da riempire, tutti si dimettono dicendo che nei prossimi 6 mesi non ci sarà più niente. Capisco Gambato, perché la mancanza di strutture riservate all’ente per le manifestazioni aumenta difficoltà e costi da sostenere: si tratta di ostacoli che con il passare del tempo fanno venire meno la volontà di proseguire. Anche i delegati al turismo dovrebbero riflettere su queste lacune, a fronte dei numerosi e costosi interventi fatti per rinnovare l’aspetto della città, dimenticando però di fornire alla Pro Loco una sede adeguata all’organizzazione delle feste”.

Il richiamo alle tante esperienze vissute con soddisfazione tra i cittadini è irresistibile, e la riflessione di Giannini si conclude con una ulteriore precisazione e uno spunto interessante per il futuro: “Collaborando con tutti si può intervenire ma la nostra guida deve essere il Comune. Insieme possiamo recuperare il legame con la tradizione, che altrove ancora segna ogni anno appuntamenti di successo, come la sagra della zucca ad Agra, lo sbarco dell’imperatore a Maccagno, gli agoni di Germignaga. A proposito, perché non reinventare la Mipam, proponendola in un formato più piccolo, originale e al passo con i tempi?“.

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