Luino | 19 dicembre 2017

AlpTransit, “Nel luinese attenzione alle zone soggette a crolli e movimenti franosi”

Il gruppo grillino "Luino 5 Stelle": "Ci piacerebbe essere rassicurati circa la compatibilità dello stato delle aree sovrastanti le falesie"

AlpTransit: non solo a Colmegna, crepe anche in alcune case e negozi di via Voldomino a Luino

Il tema AlpTransit e la sicurezza di tutta la linea da Cadenazzo a Malpensa, passando per Luino e Laveno, da sempre sono molto cari agli attivisti del Movimento 5 Stelle luinesi. E così, dopo la denuncia dei Vigili del Fuoco, di settimana scorsa, che richiedevano una nuova caserma nel paese lacustre e un treno bimodale per qualsiasi emergenza, ieri anche le parole della consigliera regionale M5S, Paola Macchi, che oggi presenterà emendamento nel bilancio regionale affinché vengano stanziati fondi da destinare alla linea.

Oggi, invece, è il gruppo “Luino 5 Stelle” a tornare sull’argomento e lo fa lanciando l’allarme sulla situazione della tratta ferroviaria, dopo analisi effettuate nel territorio luinese e nell’Alto Varesotto. “Dopo la pubblicazione dell’articolo a firma Bosoni e Giorgi, nello scorso mese di aprile, non ci sono più state repliche da parte dell’amministrazione luinese… forse per l’ineccepibilità del contenuto? Noi però – spiegano i grillini del gruppo ‘Luino 5 Stelle’ – restiamo in attesa di risposte e non intendiamo desistere. Apprezziamo e condividiamo quanto già messo in atto dal sindaco Pellicini: tutte le iniziative che ha puntualmente elencato nella recente risposta prodotta in seguito alle sacrosante esternazioni del sindacato dei Vigili del Fuoco. Così, offriamo la nostra collaborazione, come già in ambito del tavolo tecnico da lui stesso istituito, per la necessaria opera di informazione e coinvolgimento della pubblica opinione e delle istituzioni”.

Ci preme in particolar modo risollevare la questione riguardante la sicurezza delle falesie a monte della linea ferroviaria nel comune di Luino, soprattutto dopo aver attentamente analizzato il piano di emergenza di Protezione Civile del Comune e la cartografia allegata: in essa si individuano e segnalano molto chiaramente, delle zone soggette a crolli di settori rocciosi e a movimenti franosi in corso all’estremo Nord del territorio comunale. Sono interessate aree scistose – denunciano i pentastellati luinesi -, incombenti sulla sede dei binari; strutture naturali divise in distinte faglie precariamente coese, compartimentate da macchie di alberi in generale instabili e malati, quando non sospesi su quelli sottostanti, mentre le vistose fratture alla base delle pareti, si sviluppano da cumuli di detriti accatastati sulle cenge da distacchi precedenti o in corso”.

“Durante le nostre perlustrazioni – continuano ancora i grillini luinesi -, sia panoramiche che puntuali, effettuate su tutta la linea da Tronzano a Laveno, abbiamo verificato sia lo stato della copertura vegetale, come le condizioni dei versanti. Abbiamo potuto riscontrare che nonostante il piano di emergenza comunale, le cui criticità sono state rilevate e segnalate dai tecnici del Ministero e analizzate successivamente nel piano redatto dai tecnici della Comunità Montana (prima stesura 2013, aggiornato nel 2016), all’interno di aree ad alto rischio crolli si sia consentita la costruzione di manufatti, come si può osservare già da Luino in direzione della zona di confine col Comune di Maccagno, al limite della frazione di Colmegna (località Torretta)”.

“Ora, indipendentemente da chi risulterà proprietario di quelle nuove costruzioni, ci preoccuperemo di sorvegliare affinché l’esecuzione del potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria non abbia aumentato la già macroscopica propensione a rischi prevedibili quanto attesi. Siamo molto fiduciosi – spiegano ancora i grillini -nel fatto che RFI abbia intenzione di avvalersi di un’opera a bassissimo coefficiente di rischio, ma siamo preoccupati dei potenziali rischi derivanti dalla precaria configurazione delle entità geomorfologiche sovrastanti. Sappiamo, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, che il Gambarogno ha preteso e ottenuto che le FFS eseguissero un attento studio idrogeologico delle zone interessate, mentre da noi non si riesce a capire a quale ente sia attribuita la responsabilità di effettuare tali verifiche e segnalazioni, nonché di predisporre le necessarie protezioni”.

Per quanto poi attinente alle responsabilità comunali, ci piacerebbe essere rassicurati circa la compatibilità dello stato delle aree sovrastanti le falesie con la ‘nuova’ linea potenziata; il crollo avvenuto ad Andora (Liguria savonese) sulla tratta Genova-Ventimiglia pochi anni fa, per puro caso non ha causato vittime, ma ha interrotto per alcuni mesi il traffico ferroviario (video). L’incidente, come noto, è stato causato dal crollo di una terrazza privata, costruita in una proprietà sovrastante il litorale alla base del quale transitano i treni. Crollo causato da un movimento franoso, innescato guarda caso, dalle forti piogge e che ha successivamente smosso massi a valle, scaricandoli sui binari e causando il deragliamento di un treno Intercity, quindi pieno di persone. Il processo penale è in corso ed ha coinvolto il Comune che ha rilasciato le autorizzazioni alla costruzione”.

Crediamo che i cittadini debbano sentirsi rassicurati dall’autorevolezza di chi li rappresenta e che anche RFI abbia interesse a mostrare che si è occupata con diligenza di questo come di tutti gli altri aspetti da considerare. Non dimentichiamo che i termini di esercizio previsti per la Bellinzona-Genova sono di cento anni e che quindi la lungimiranza e la meticolosità non siano solo auspicabili ma esigibili. Non siamo interessati a sapere chi possa essere il responsabile in caso di incidenti, ma vogliamo pubbliche garanzie circa l’aver fatto il massimo per evitarli”. Si chiude così la nota dei grillini del gruppo “Luino 5 Stelle”.

Sul caso di Andora, “Il Fatto Quotidiano” nel 2016 scriveva così: “Per gli inquirenti la terrazza crollò per il peso della pioggia che era stata intensa in quei giorni perché realizzata senza fare particolare attenzione alle norme in materia dei cementi armati, ma anche al sistema di raccolta delle acque piovane. I periti hanno stabilito che era stata costruita in difformità del progetto per cui era stato concesso il permesso da parte del Comune. Riscontrata tra l’altro pure una violazione del divieto a realizzare qualsiasi edificio entro i 30 metri dalla linea ferroviaria che, in quel tratto, viaggia a strapiombo sul mare. Il progetto, secondo l’accusa, sarebbe stato difforme da quello realizzato ed approvato da un geometra, Roberto Salta, che era stato indagato per primo dalla Procura ma la cui posizione è stata di fatto stralciata e potrebbe essere archiviata”.

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