28 Aprile 2017

AlpTransit, Bosoni (Luino 5 Stelle): “La democrazia lascia spazio ai diritti alle merci. Cosa direbbe Socrate?”

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Il progetto AlpTransit, che rivoluzionerà il nostro territorio e, soprattutto, la linea ferroviaria, è sempre più in auge e questa mattina i primi cittadini incontreranno il prefetto di Varese, il dottor Giorgio Zanzi, per esporre le proprie istanze. Tra cittadini, partiti e attivisti, la preoccupazione sul tema della sicurezza è sempre più ricorrente ed oggi pubblichiamo un’analisi di Giorgio Bosoni, appartenente al gruppo Luino 5 Stelle, che approfondisce il tema. Ecco il testo.

AlpTransit, Bosoni (Luino 5 Stelle): “La democrazia lascia spazio ai diritti alle merci. Cosa direbbe Socrate?” Se nel soffitto di casa vostra si aprisse una crepa come questa sopra, chiamereste subito un tecnico per analizzare il fenomeno? Se il tecnico predisponesse una soluzione come quella adottata nell’immagine, lo paghereste o lo mandereste a quel paese? A meno che, per questioni di budget, non aveste molti soldi da spendere. Ma anche se fosse, non vi resterebbe la certezza di averli buttati via? Quello che si vede sopra è l’arcata del ponte ferroviario di viale Dante, nel tratto compreso tra la rotatoria della Ratti e il semaforo in prossimità della caserma dei Vigili del Fuoco. Sotto questo manufatto stazionano quotidianamente: auto in colonna al semaforo, scuolabus, autobus, camion, pedoni…

Per Rete Ferroviaria Italiana, Regione Lombardia e Provincia di Varese, è tutto nella norma e il problema non sussiste. “In Italia … rischio zero” secondo gli addetti degli enti sopracitati, anzi: gli allarmismi sono “preoccupazioni fuori luogo e inutili” dal 1851, epoca dell’inizio della realizzazione della Cadenazzo-Genova. Quanto meno indecoroso per un’infrastruttura attualizzata al 2017 spacciata come “fiore all’occhiello”.

In quanto cittadino non riesco a fidarmi di cotanta supponenza. Mi chiedo con che leggerezza potrò godermi la vita, qualora un “banale incidente statistico” dovesse sottrarre ai propri cari l’ennesima vittima. Tanto in Italia non paga mai nessuno; per questa tipologia di delitti sovente arriva la prescrizione. Forse più che “rischio zero” si dovrebbe parlare di “responsabilità zero” nel caso di certi “tecnici”. Nel Paese dei viadotti che crollano con cadenza ormai mensile, è questo il massimo della competenza reperibile sul mercato? Lo scorso anno ho azzeccato la frana di Germignaga la sera prima che avesse luogo, in pubblico. Il primo di luglio, nel corso di un evento organizzato da noi attivisti 5 Stelle di Luino che parlava già di AlpTransit, descrivevo lo stato di diffusa moria della copertura vegetale che consiste in quell’area come in qualsiasi altro contesto analogo e senza capacità divinatorie particolari, ho anticipato l’evento. Controllate la Prealpina del 2 Luglio, li se ne parla.

Mi chiedo quale agenzia assicurativa si farebbe carico di proporre una copertura di rischio per un qualsiasi privato, la cui proprietà insistesse sulla pubblica via come nel caso di cui sopra. Non provate a tranquillizzarmi dicendomi che siccome i treni da settecentocinquanta metri e 1800 tonnellate di media, transitano da Luino ormai da vent’anni e non è mai successo nulla, tutto è sotto controllo. I carichi sono anche quelli della tabella iniziale nell’ordine dei due milioni di tonnellate/anno che già transitano da qui, fuori di casa (dati estratti dal piano di Protezione Civile redatto dai tecnici della Comunità Montana Valli del Verbano). Prevenzione o cialtroneria?

La leggerezza con cui gli addetti propinano sicurezza, ma senza presentare dati, è allarmante, mentre sullo sfondo delle loro parole si scorgono ben altri intenti. Per non parlare del fatto che negli ultimi quattro anni sono arrivate numerosissime segnalazioni di passaggi a livello che non si chiudono al passaggio dei treni. La realtà che ci avvolge è totalmente diversa. Provate a digitare sul vostro motore di ricerca preferito: “Incidenti ferroviari in Italia” e impostate un filtro temporale per la ricerca e scoprirete un mondo parallelo e sconosciuto al pubblico distratto. Viareggio non è sola. La consuetudine soggettiva che viviamo quotidianamente e i dati semi occulti che fornisce la rete (ah ‘sti grillini), ha consentito di agglomerare testimonianze anche visive, di accadimenti alle strutture come ai convogli, in numero ragguardevole. E chissà quanti altri episodi non sono mai emersi. Ma forse il quoziente di sicurezza viene stabilito solo sul numero delle eventuali vittime, mai in termini ambientali generali, quindi secondo addetti RFI non venendo modificato nulla rispetto all’esistente, se non le caratteristiche tecniche e tecnologiche di percorribilità delle tratte, non è nemmeno previsto lo Studio di Impatto Ambientale.

Mi costringo a credere che i parametri sulla staticità idrogeologica, siano stati elaborati sui modelli climatici più recenti. Tra Laveno e Luino 3 trombe d’aria in 8 anni che hanno devastato le foreste sovrastanti la ferrovia (frequenza dei fenomeni prevista in aumento), con interi canaloni occlusi dalla vegetazione strappata dal suolo ad opera del vento, che ha portato con sé, frazioni di rocce già sgretolate dagli agenti disgreganti, caratteristici dei versanti esposti a Nord. Come nella foto precedente scattata ai piedi dei “Pinzoni di Laveno” (Castelveccana). La ringhiera nell’immagine dà le dimensioni del canale di raccolta sottostante la sede ferroviaria. Se poi vogliamo parlare di sicurezza vera e propria allora vi mostro un’altra chicca da Nobel per la prevenzione. Ammirate. All’entrata della galleria lunga di Laveno si contano 6 traversine consecutive spezzate (da quando, come è successo?), mentre i cavi che collegano i componenti del sistema di sicurezza attualmente in uso, sono “conservati” come descritto dall’immagine successiva. Qui rasentiamo l’eccellenza mondiale. Italia 2017, a due passi dalle scogliere sul lago. Forse in Zambia troviamo l’analoga applicazione del concetto di “Sicurezza”. Un simile cantiere a qualsiasi altro imprenditore, comprometterebbe già la fase del collaudo e qui siamo ad osservare un’infrastruttura ultra secolare.

Questo documento sprizza sicurezza da tutti i pixel. Quando ricevetti da parte del sindaco Pellicini, l’invito a partecipare al tavolo tecnico indetto dal comune di Luino, percepii con senso civico, portare il contributo di un operatore volontario della Protezione Civile ad un consesso dove si consentiva di incrociare esperienze e professionalità, in direzione di un’istanza di sicurezza che per la prima volta nella storia locale, prendeva forma nella quotidianità dei luinesi. Con due architetti, due volontari di PC, un tecnico dei vigili del fuoco, un geometra, e i tecnici comunali con l’assessore Miglio, si sono avanzate proposte e visioni di uno sviluppo urbanistico e viabilistico possibile e sostenibile; sostenibile come il turismo che bisognerà imparare ad attrarre, se si vuole implementare il carnet dell’offerta. Nonostante l’enorme ostacolo economico che orchestra le decisioni sul futuro socio-economico del Verbano da parte delle amministrazioni, i temi trattati con maggiore peso nei lavori del tavolo tecnico, sono stati nell’ordine (dopo 5 sedute gli incontri sono stati sospesi):

sicurezza e come coinvolgere la popolazione nella comunicazione delle procedure di comportamento, in caso si verificasse un evento importante di pericolosità “superiore”. Questo malcelato pericolo, o nuova propensione al rischio di incidenti, quando le nuove potenzialità dei trasporti raggiungeranno il pieno esercizio, è descritta nero su bianco nel bellissimo lavoro dei tecnici della Comunità Montana, reperibile in PDF sui siti dei comuni del distretto, sotto la voce “Protezione Civile”. Lettura magari un po’ poco scorrevole ma illuminante per molti aspetti. Per parlare anche dei mezzi e del coordinamento delle forze dell’ordine che comandano la catena dei soccorsi e che intervengono per primi sugli scenari.

Viabilità, trasporti e soluzioni urbanistiche risolutive per le esigenze dei prossimi 30-50 anni, nuovi strumenti legislativi per la modifica o implementazione degli attuali PGT. Teniamo conto che la maggior parte degli svii o deragliamenti accade in prossimità degli scambi. Non è inebriante sapere che gli scambi si trovano a 100 metri dall’ospedale e dalle scuole? O da Parco Ferrini come da via XXV Aprile, quindi dal mercato del mercoledì? Addirittura sopra la volta descritta all’inizio e il nuovo sottopasso carrabile. La viabilità di servizio anche per queste nuove esigenze dei cittadini che si stanno manifestando, dovrà introdurre la visione della “Nuova Luino”, come dovrà considerare le richieste del turismo più sostenibile che nutre già le economie di aree come il Trentino o il vicino Piemonte.

Ringrazio sentitamente tutti coloro che hanno prodotto i risultati e con cui si continua a lavorare per migliorare gli aspetti elencati e ringrazio il sindaco e la macchina comunale per aver esaudito la mia prima istanza che introduceva l’irrinunciabile creazione di un comitato di tutti i comuni interessati, al fine di poter meglio coordinare e richiedere compensazioni e garanzie nella fase preliminare tra gli attori interessati (da affrontarsi in prima istanza almeno 10 anni fa). Sentire che da parte di chi affitterà la linea (FS-RFI), verranno stanziati 20 milioni di euro, mentre i contribuenti parteciperanno alle spese con 10 milioni e questi fondi non basteranno a concludere tutte le opere accessorie. Apprendere dalla consultazione del documento della Convenzione tra le parti che questi saranno a carico delle amministrazioni locali, quindi nostro… non se ne può più. La Svizzera, solo per adeguare le linee alle nuove esigenze di traffico (quello che interessa a loro) ci ha regalato 180 milioni di franchi. Nessuno che voglia assumersi la responsabilità di sanare prima di tutto quello che avete visto qui sopra e infiniti altri problemi.

Davvero difficile, da parte delle risorse italiane, recuperare un divario misurabile in decenni che le allontana dai criteri adottati dai colleghi elvetici. Le scelte politiche e procedurali condivise con le popolazioni locali, attraverso l’esercizio dello strumento democratico del referendum e la collocazione delle voci di prelievo laddove non avessero gravato sulle singole realtà locali ma fossero state necessariamente condivise da tutte le entità interessate, ha permesso il conseguimento di standard di efficienza e sicurezza impensabili da noi. Queste mie esternazioni attingono al repertorio di convegni e dibattiti sul tema a cui ho avuto possibilità di partecipare. Percepisci un verbo intriso di modelli digitali e matematici, proiezioni, studi su dati presunti o desunti da casi precedenti analizzati, ma sembra che sullo stato reale, si preferisca “sviare”. Del resto quello della scienza libera rimane quasi un sogno, lo abbiamo imparato già da Galileo.

Mi chiedo cosa penserebbe Socrate della nostra Democrazia che cede la sua sovranità ai diritti delle merci. Il tutto naturalmente condito con l’allegria che contraddistingue Luino e inteso come stimolo ad un dibattito il più esteso e condiviso possibile.

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