Luino | 5 Dicembre 2017

Luino, presentati i progetti per la lotta al gioco d’azzardo. “A Lavena Ponte Tresa dati allarmanti”

Comuni, enti e cooperative hanno discusso in mattinata le nuove linee guida del piano. Anche a Mesenzana preoccupa la sproporzione tra macchinette ed utenza

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Dalla campagna di sensibilizzazione agli atti amministrativi: le istituzioni e gli enti locali che formano il “distretto luinese” contro il gioco d’azzardo si sono riuniti questa mattina in Municipio a Luino per definire i punti chiave di un nuovo regolamento esteso a tutti i 24 comuni che aderiscono al piano. Qui sono stati presentati anche gli interessanti progetti “Proposte azzardate” e “Azzardi digitali”.

“Continuiamo il progetto finanziato dalla Regione con un secondo step e nuovi obiettivi da raggiungere – ha esordito l’assessore Caterina Franzetti nel suo discorso di apertura -, puntando sulla limitazione degli orari di gioco e sul controllo assoluto della problematica“. Molto forte l’immagine usata per inquadrare il fenomeno e il suo impatto sulle persone, una condizione che si espande tra le vie della città e che non può più passare inosservata: “Non è ammissibile che Luino diventi una piccola Las Vegas – ha continuato Franzetti -, di fronte a certi locali si fuma e si beve in modo compulsivo, aspettando di avere una vincita in mano. E’ necessario porre un freno a questi atteggiamenti, nel minor tempo possibile”. L’assessore luinese ai servizi sociali ha poi concluso il suo intervento citando la prima grande novità che riguarda il futuro della lotta al gioco sul territorio: il coinvolgimento attivo delle scuole e dei ragazzi, riservando un ultimo appunto al ruolo controverso e indecifrabile dello stato: “Distribuisce i soldi per curare l’infezione del gioco ma allo stesso tempo ha assoluto bisogno di ricavi che provengono dal gioco stesso”.

Di ricavi, ma soprattutto di perdite disastrose e di cifre molto elevate che si muovono nelle sale slot, ha parlato il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino: “Siamo qui per discutere di un regolamento condiviso che è fondamentale per arginare questa patologia. Dobbiamo inoltre stabilire urgentemente nuove forme di controllo da affidare alle polizie locali“. Anche per il sindaco l’impegno rappresenta una corsa contro il tempo, visti i danni provocati dalla dipendenza nell’ultimo anno, uno scenario ben definito grazie alle informazioni ottenute dai comuni dopo aver interpellato i monopoli: “Solo a Lavena Ponte Tresa si parla di 25 milioni di euro investiti nel gioco d’azzardo, 3 volte il bilancio del mio comune – ha sottolineato Mastromarino -. Di questi, 2 milioni corrispondono al guadagno dello stato (solo un decimo è finito nelle casse comunali), 19 milioni alle vincite, e 5 milioni volatilizzati nelle sale slot“. Il sindaco ha poi concluso riflettendo su come simili capitali potrebbero essere investiti per il rilancio del territorio: “Con lo stesso importo è possibile riqualificare 19 chilometri di marciapiede – ha detto – e riasfaltare fino a 90 chilometri di strada”.

Video lottery e lotteria istantanea (i famosi “gratta e vinci”) sono i giochi più utilizzati dagli utenti, che coinvolgono per comodità di utilizzo persone di ogni età, fino ad arrivare a giovani e adolescenti, attratti da nuove piattaforme su cui si è soffermato Isidoro Cioffi, Direttore del Dipartimento Dipendenze dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi: “Il collegamento tramite internet ai portali del gioco d’azzardo è un ulteriore campanello d’allarme – ha spiegato il direttore -, in quanto rende più difficile l’identificazione degli utenti, soprattutto dei giovani, che si danneggiano protetti da un muro di incomunicabilità”.

Salvaguardare la salute di giovani, anziani, padri di famiglia e di tutte le altre categorie di soggetti che rischiano l’ipnosi da gioco, è una priorità anche per l’ATS (Agenzia per la Tutela della Salute). La rappresentante Anna Viero, presente in sala, ha parlato di “azzardopatia“, “Una condizione a cui le persone non devono arrivare. Abbiamo un compito di governance sul territorio – ha affermato – con cui monitorare tutti i progetti che crescono in questo campo. Non è sufficiente fare informazione per fermare un disturbo così grave, bisogna unire le forze e capitalizzare l’investimento della regione“.

A entrare nello specifico delle iniziative concrete previste dal piano distrettuale, in parte già attuate e in parte ancora da mettere a punto, è Manuele Battaggi della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione: “Regione Lombardia ha dato due possibilità di finanziamento, le abbiamo prese in considerazione entrambe. Continueremo i progetti dello scorso anno puntando inoltre a coinvolgere le scuole superiori. Vogliamo potenziare il numero di centri GAP sul territorio – ha proseguito -, sportelli telefonici utili per incontrare e aiutare le persone, un riferimento che condividiamo con l’ASST”. Nel piano della cooperativa c’è anche quello di implementare la campagna informativa, tra manifesti da posizionare nei luoghi pubblici più frequentati e un nuovo spettacolo teatrale, dopo il successo dello scorso anno con la rappresentazione andata in scena proprio a Luino: “Saremo nelle sale per il mese di maggio – ha specificato Battaggi – con un tour di 6 spettacoli che ci sono stati richiesti in molte zone del distretto”. Ultima ma non per importanza, la fondamentale azione svolta dalla mappatura di slot e locali che ha consentito, grazie anche al lavoro effettuato in incognito dagli operatori, di capire i comportamenti dei giocatori e studiare l’impatto del gioco sui singoli comuni: “Un caso su tutti è risultato particolarmente allarmante – ha chiuso Battaggi – quello di Mesenzana, dove è evidente la sproporzione tra il numero elevato di macchinette disponibili e la quantità di frequentatori delle sale”.

Al coinvolgimento dei giovani nelle attività del gioco d’azzardo è stata dedicata un’ampia parte dell’incontro, partendo dal presupposto che non sono giocatori patologici, vista l’età (dai 15 ai 20 anni) ma potrebbero diventarlo in futuro. Francesca Zamboni della cooperativa milanese “Codici, ricerca e intervento” ha approfondito questo delicato aspetto, portando all’attenzione di tutti le priorità del nuovo piano dedicato alle scuole, già citato in precedenza: “I ragazzi trascorrono molto tempo in rete soprattuto per accedere alle piattaforme di gaming online – ha raccontato -, circuiti che non si collegano direttamente alla patologia ma possono contenere dei rischi e diventare perciò chiavi d’accesso per il mondo delle scommesse e delle slot”. Anche per questo aspetto le direzioni da seguire sono chiare e ben definite: “Entreremo in 4 istituti del Luinese – ha spiegato l’operatrice -, l’Isis, il liceo Sereni, il Cfp e il liceo di Roggiano. Qui ci confronteremo con circa 500 studenti per testare la loro conoscenza del fenomeno e indagare insieme in tutti gli angoli connessi al mondo del gaming. Faremo in altri termini un vero e proprio identikit di queste piattaforme – ha specificato -, realizzando video racconti che diventeranno strumento di prevenzione“.

Conclusa la presentazione e definiti di comune accordo gli obiettivi a livello distrettuale (a cui si è aggiunta in fase di discussione la proposta di adottare per le società sportive fasce da capitano dedicate al tema, utili per fare rete durante le partite del fine settimana), l’attivista luinese del M5S, Gianfranco Cipriano, è intervenuto aggiungendo un importante tassello alla lista degli impegni: “Sosteniamo i genitori nel monitoraggio dei figli durante le loro attività online. L’aggiunta di un tecnico del settore alle figure professionali già attive sul territorio, potrebbe ad esempio spiegare loro come limitare l’accesso a determinati siti, come controllare le attività svolte dai figli attraverso i vari dispositivi. Finanziamo eventi pubblici e di piazza – ha aggiunto in conclusione -, insistendo sui luoghi frequentati dalle persone potenzialmente a rischio”.

Molti i temi trattati, parecchie le iniziative pronte a partire e un augurio finale condiviso da tutti i partecipanti al termine dell’incontro: la speranza che l’esperienza distrettuale possa portare in futuro alla creazione di ulteriori regolamenti adottati dai singoli comuni.

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