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Roma | 13 Luglio 2017

Chiusura notturna dei valichi, Senaldi: “Le polemiche tra enti locali e Governo non servono”

Il deputato Pd: "Non si può affermare, come sostiene il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che l’esecutivo abbia un atteggiamento passivo"

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Il tema della chiusura notturna dei valichi è tornato in auge dopo la rapina che sabato scorso ha colpito un distributore di benzina a Ponte Cremenaga, con il rilancio da parte dei deputati ticinesi della chiusura di tutte le dogane secondarie. Oggi, a qualche giorno di distanza, il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, ha risposto ad un’interrogazione rivolta da parte del senatore varesino, area Pd, Angelo Senaldi, al Ministero degli Esteri all’inizio di aprile.

L’interrogazione, firmata anche da altri deputati del Partito Democratico delle province di Varese e Como, nasceva dalla chiusura notturna di tre valichi con l’Italia decisa in modo unilaterale dalle autorità elvetiche. Il sottosegretario Della Vedova, in risposta all’interrogazione di Senaldi, ricorda che il Governo ha convocato d’urgenza, sempre a inizio aprile, l’ambasciatore svizzero in Italia, il quale ha sottolineato il carattere transitorio della misura. Spiega inoltre che la chiusura di soli tre valichi non rappresenta una violazione del Trattato di Schengen. Della Vedova, inoltre, ricorda il contatto diretto della Farnesina con l’ambasciata italiana a Berna e il consolato di Lugano, oltre al fatto che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha fatto presente le tematiche ticinesi al presidente della Confederazione Elvetica. Infine il sottosegretario riepiloga le proprie iniziative e incontri con le autorità svizzere, in particolare a Berna, presso il Ministero degli Esteri”.

“In generale – spiega Angelo Senaldi – mi sembra che la questione delle chiusure, con le ricadute che queste possono avere sui frontalieri, sia monitorata dal Governo con la necessaria costanza. Non si può affermare, come sostiene il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che l’esecutivo abbia un atteggiamento passivo. Fra l’altro, l’intenzione di procedere con ulteriori chiusure che allarma il primo cittadino è fatta propria solo da alcuni politici della Lega dei Ticinesi e dell’UDC. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione ma anche evitare di cadere in un gioco di provocazioni e reazioni. Non è con le polemiche sull’asse enti locali – Governo centrale che faremo il bene degli italiani e dei frontalieri”.

“Credo che la chiusura non serva agli scopi dichiarati (oltreconfine la considerano una mossa per evitare il passaggio dall’Italia alla Svizzera di criminali intenzionati a commettere furti) e sia destinata a creare disagi ai frontalieri, che utilizzano i valichi per motivi di lavoro anche negli orari in oggetto – continua il deputato Pd -. Trovo doveroso, quindi, che l’iniziativa parlamentare si aggiunga a quelle già intraprese a ogni livello, dal locale al nazionale: mobilitazione dei sindaci delle aree di confine, mozione votata dalla quasi totalità del Consiglio regionale e convocazione dell’ambasciatore svizzero da parte del ministro degli Esteri”.

Cliccare qui per consultare l’interrogazione presentata ad aprile dal deputato Pd Angelo Senaldi al ministro degli Esteri. Di seguito, invece, la risposta del sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

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